MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Maurizio Fugatti: «”Modello Moena” per il risarcimento ai danni da maltempo ai privati». Il presidente della Provincia di Trento, il 12 novembre al Comun general de Fascia, si è confrontato con la procuradora Elena Testor, il consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi, gli assessori dell’ente e i sindaci fassani su danneggiamenti, per vento e pioggia, e primi interventi di ripristino.

 

Danni provocati dal maltempo, del 29 ottobre scorso, e indicazioni su risarcimenti ai privati, sulla base del “modello Moena” (procedura sperimentata in seguito all’alluvione del 3 luglio), e attività di ripristino.

Questi i temi al centro della prima visita del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti al Comun general de Fascia, nel pomeriggio del 12 novembre. Il presidente si è confrontato con i componenti del Consei de procura e del Consei di Ombolc, il consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi e la Procuradora e senatrice Elena Testor che, in apertura d’incontro, ha ringraziato vigili del fuoco volontari, forze dell’ordine, guardie forestali che si sono prodigate nei soccorsi immediati e ha espresso la disponibilità del Comun general a fare da regia alle prossime iniziative: «Siamo pronti – ha dichiarato Elena Testor – a condividere la linea programmatica provinciale degli interventi e ci auguriamo che il Governo sostenga le zone duramente colpite dal maltempo, così come l’Europa.

Fortunatamente, in Fassa, non ci sono state vittime ma ora l’attenzione va alla sicurezza del territorio e alla gestione e alla commercializzazione del legname abbattuto dal vento che qui ammonta a 290 mila metri cubi». Maurizio Fugatti, unendosi ai ringraziamenti verso protezione civile e corpi volontari che si sono prodigati nell’emergenza, ha sottolineato come il territorio trentino abbia retto alla straordinaria ondata di maltempo grazie agli interventi passati. «Alla luce di quanto accaduto, però, la messa in sicurezza del territorio è una priorità. Il costo dei danni si aggira tra i 250-300 milioni di euro, di questi 70-80 milioni sono di privati che hanno avuto abitazioni o attività compromesse, per il cui risarcimento adottiamo il modello sperimentato a Moena dopo l’alluvione di luglio».

I proprietari di beni colpiti da maltempo, quindi, devono munirsi di perizia di tecnici, foto dei danni e fatture dei lavori eseguiti da presentare ai Comuni che, a loro volta, fanno richiesta di fondi alla Provincia, la quale si riserva i criteri di quantificazione. «I danni restanti – ha proseguito il presidente – riguardano le infrastrutture (strade, ponti etc.) e il patrimonio di boschi e legname che rappresenta una partita delicata. Ecco perché in attesa di stanziamenti adeguati da parte del Governo, in seguito all’accoglimento dello stato di calamità, abbiamo “congelato” il bilancio e le opere pubbliche che non sono già in fase di appalto». Fugatti ha ricordato, tra i vari incontri di questi giorni per dare risposte concrete all’emergenza, quello (sempre del 12 novembre) con enti e operatori della filiera trentina del legno: «È necessario spostare il legname schiantato, trovare luoghi dove depositarlo e mantenerlo umido, evitando speculazioni e crollo del prezzo».

Numerosi, proprio su questo punto, gli interventi dei sindaci fassani e dei conseieres de procura, anche alla luce delle quantità di alberi schiantati, indicate dall’ispettore forestale capo Graziano Riz: Moena 113 mila metri cubi, Soraga 10 mila, Vigo 50 mila, Pozza con 40 mila, Pera 28 mila, Mazzin 20 mila, Campitello 12 mila metri cubi, Canazei 2 mila. Devi Brunel, primo cittadino di Soraga, ha così posto il problema dei risarcimenti per i mancati guadagni dei comuni dove le riprese dei boschi restano ferme (per Soraga circa 100 mila euro all’anno) e ha chiesto se l’asilo nido è tra le opere attualmente bloccate.

Il sindaco di Moena Edoardo Felicetti e anche il conseier de procura alle foreste Mario Deluca hanno messo in luce la difficoltà delle ditte locali a farsi carico dell’enorme quantità di legname da recuperare e il possibile ricorso a ditte italiane o estere, nonché la necessità di semplificare l’appalto di questi lavori da parte dei Comuni. Ivo Bernard, primo cittadino di Campitello, ha provocatoriamente proposto di non rinunciare alle riprese boschive dei prossimi anni, Giulio Florian sindaco di Sèn Jan di Fassa ha ribadito le perdite economiche delle Asuc, il vicesindaco di Mazzin Fausto Castelnuovo ha ricordato l’urgenza della raccolta del legno entro l’estate per evitare il forte deprezzamento, mentre il vicesindaco di Canazei Paolo Dantone ha chiesto delucidazioni sui risarcimenti ai privati.

L conseier de procura Celestino Lasagna ha invece evidenziato la necessità di ripristinare sentieri e strade forestali, che fanno parte dell’offerta turistica estiva, e la piena efficienza della rete elettrica che potrebbe venire a mancare nei periodi d’alta stagione. Infine, Giancarlo Pederiva, ispettore del distretto fassano dei vigili del fuoco, sottolineando l’efficienza della macchina della protezione civile trentina e dell’allerta puntuale, ha puntato l’attenzione sulla presenza di diversi alberi pericolanti accanto agli assi stradali.

Il presidente Fugatti ha assicurato il massimo impegno sia per la messa in sicurezza del territorio sia per la partita del legname, in merito a cui ha ribadito: «Vanno valutate le soluzioni più opportune con la filiera trentina, considerando tutti gli aspetti tra cui il prezzo e gli eventuali risarcimenti per le perdite di comuni e Asuc». In chiusura, il consigliere provinciale Guglielmi ha ricordato la sua disponibilità a raccogliere istanze e necessità di sindaci e popolazione da portare in consiglio provinciale, mentre Elena Testor ha consegnato al presidente Fugatti un fascicolo con le opere pubbliche fassane finanziate, tra cui tratti della pista ciclabile e rotatoria di Sèn Jan.

 

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Comun General de Fascia