L’Autonomia Trentina è davvero a rischio. Non si può considerare un incidente di percorso il fatto che la manovra finanziaria approvata dal governo nazionale tolga 70 milioni di gettito fiscale al Trentino. 70 milioni, quasi la metà di quelli stanziati dalla Giunta per fronteggiare i danni del maltempo (143 milioni). Ecco il regalo ai trentini del governo Conte-Di Maio-Salvini. E non può passare sotto silenzio il fatto che, distrattamente o convintamente, il presidente Fugatti – ancora parlamentare – abbia votato la fiducia alla legge di bilancio.

È evidente ormai come il Trentino sia considerato dal governo a trazione leghista una periferia della periferia, destinata a diventare l’ottava provincia del Veneto. Non è un caso che nel simbolo della Lega in Trentino c’è il nome di Salvini e non di Fugatti (mentre in Veneto porta il nome del governatore Zaia).

Un Trentino senza anima che comincia a perdere importanti risorse economiche. Si toglie ai poveri e agli stranieri denari per loro fondamentali, ma non certo sostanziosi per le casse pubbliche, almeno in confronto al taglio impostoci da Roma.

Ma non è finita. Dalla Valdastico all’integralismo identitario che vuole imporre i propri valori reazionari, il Trentino perde la sua vera identità di terra accogliente, aperta, con eccellenze in vari campi. La Giunta Fugatti ci sta trasformando in una succursale del Veneto. In questo quadro la nostra autonomia è davvero a rischio. Sta diventando inutile, superflua.

Noi ci batteremo per un Trentino sicuramente aperto e collegato con gli altri territori attraverso il potenziamento di infrastrutture innovative e non attraverso un’autostrada – insostenibile dal punto di vista ambientale e finanziario – che ci trasformerebbe in un corridoio inquinato.

L’autonomia trentina va difesa con l’eccellenza non con l’omologazione. Eccellenza ambientale con la tutela del paesaggio, eccellenza solidale con una comunità in cui è bello e possibile vivere insieme. Tutto quello che questa Giunta vuole smantellare, forse senza comprenderne appieno le conseguenze.

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Piergiorgio Cattani – presidente FUTURA2018