BARATTER-SCHÜTZEN: BOTTAMEDI, IN TRENTINO LE ANOMALIE SONO LA NORMALITA’

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Manuela Bottamedi) – Sono garantista, vivo in uno Stato di diritto e ho pieno rispetto per l’operato della magistratura: per questo ho atteso la sentenza del giudice prima di esprimermi sul caso Baratter-Schützen. Ora non siamo più nel campo delle ipotesi e delle opinioni, ma siamo davanti a una certificazione di reato (corruzione elettorale). Per questo oggi in Aula ho dichiarato ciò che penso dell’intera vicenda a 5 giorni dalla pronuncia del tribunale.

Il 24 novembre 2014, ancora prima di ufficializzare il mio passaggio dal gruppo misto al gruppo consiliare del Patt (che all’epoca era in fase espansiva e voleva diventare la Svp del Trentino, un grande partito popolare con persone nuove, idee nuove ed energie nuove e che in quest’ottica mi aveva chiamata per portare il mio contributo alla causa), il Presidente Dorigatti scrisse una lunga nota alla stampa in cui stigmatizzava, a livello istituzionale, i transiti di gruppo e il mio comportamento (allego nota).

Il giorno successivo mi trovai in prima pagina con il titolone: “Bottamedi: caso istituzionale”. Veniamo ad oggi, all’indomani della sentenza Baratter: il Presidente Dorigatti, tutore principale della rispettabilità e dell’onorabilità dell’aula provinciale, non spende nemmeno mezza parola per difendere l’Istituzione consiliare che rappresenta.

Due pesi, due misure. È vero, il 9 aprile 2016 il Presidente aveva scritto una breve nota esprimendo massima fiducia nell’operato della Magistratura, chiamata a pronunciarsi sulle firme e sull’ipotesi di corruzione elettorale.
Ma una volta intervenuta la pronuncia del giudice, che certifica il reato di corruzione e sanziona Baratter, non solo il Presidente Dorigatti non spende una parola a nome e a tutela dell’Istituzione, ma pure il Presidente della Provincia Rossi derubrica e liquida la sentenza di reato definendo il comportamento di Baratter “semplice leggerezza”.

Ora mi chiedo: è normale che in uno Stato di diritto, dove dovrebbe essere garantita la legalità, la separatezza dei poteri, il rispetto reciproco tra i poteri (esecutivo, giudiziario, legislativo) e la credibilità delle Istituzioni, la pronuncia di un giudice venga minimizzata in questo modo imbarazzante? È normale che tutto scorra normalmente?

 

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NO, NON È NORMALE!

Ma in Trentino ultimamente tutto sta diventando normale. Le anomalie stanno diventando normali. Guardiamo ad esempio la Cooperazione: è normale che il Consorzio Sait licenzi in tronco 130 suoi dipendenti? È normale che si comporti peggio di una multinazionale? È normale che controllore e controllato siano strettamente intrecciati? Dove sono i valori mutualistici, la trasparenza, la correttezza e tutta la montagna di benefit e soldi pubblici che ha ricevuto? E come mai il Sait è l’unico supermercato al mondo ad essere in crisi e ad avere buchi di bilancio e debiti imbarazzanti?

 

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NO, NON È NORMALE NEMMENO QUESTO.

E allora mi faccio un’altra domanda: è questa l’Autonomia che vogliamo?? È questo il Trentino autonomo e speciale che dovrebbe essere modello ed esempio per tutte le altre Regioni? In una terra come il Trentino dove tutto diventa normale e non si ha il coraggio di compiere un colpo di reni e di fare uno scatto di orgoglio e dignità, vedo un pericoloso declino morale, etico, sociale, economico. Mi sembra di vivere in uno Stato nello Stato. Non in Europa, meno che meno in Tirolo (dove in presenza di una sentenza di reato un eletto si dimette), ma più in Sudamerica.

 

Manuela Bottamedi
Consigliera provinciale Gruppo Misto – Energie per l’Italia
 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

comunicato dorigatti 24 novembre 2014