ALLEANZE 2018: FUGATTI, I CIVICI VOGLIONO ANDARE AL GOVERNO

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Il dibattito nato in questi giorni sulle alleanze in vista delle elezioni provinciali del 2018 sta alimentando non poco la confusione, della quale certo non c’era bisogno, ma sta anche chiarendo alcune ambiguità trasformistiche tipiche di coloro che amano definirsi “civici”. Finalmente abbiamo capito che il gruppo di sindaci e di presidenti di Comunità “civici”, vuole «assumersi responsabilità di governo» come ha detto il sindaco di Rovereto Valduga, e non vuole «parlare alla pancia della gente e stimolare la paura». E lo vogliono fare «dialogando con i partiti della attuale maggioranza». Sintesi dalla trasformistica dialettica civica: vogliono entrare nel centrosinistra e andare al governo con chi lo ha fatto negli ultimi venti anni, facendo credere ai cittadini di essere la novità. Alcuni di loro questa operazione l’hanno già fatta alle elezioni comunali, ed è stata una operazione più limpida, in quanto il doppio turno elettorale ha permesso loro di avere le mani più libere. Alle elezioni provinciali invece c’è il turno unico e sono costretti, in quanto loro per forza vogliono “sporcarsi le mani” solo e soltanto per governare, a fare operazioni di trasformismo come quelle di questi giorni. In pratica vale il vecchio motto democristiano: fare credere che cambia tutto perché poi non cambi niente!

Ovviamente non vogliono allearsi con il centrodestra, non perché come dice Valduga sono «populisti e parlano alla pancia della gente», bensì perché la gran parte di loro sono e rimangono ideologicamente e culturalmente di centrosinistra, ma siccome alle elezioni comunali hanno detto ai loro cittadini che loro non fanno politica e non appartengono ai “maledetti partiti”, oggi continuano a definirsi civici, pensando che questo li renda pure più “fighi”. L’unica effimera discriminante che oggi paiono mettere in campo è quella del rapporto con il PD: loro, dicono, saranno in grado di isolare il Pd nella coalizione di centrosinistra rafforzando il fronte di centro e civico. Operazione appunto effimera: il Pd se si impegna in Trentino può riuscire a perdere le primarie, come ha fatto, ma poi alla conta dei voti elettorali è e rimane sempre il partito che condiziona tutte le scelte della giunta provinciale. Ai civici resterebbe la possibilità di correre da soli al centro come fece Diego Mosna nel 2013, ma già all’epoca si dimostrò che senza Lega e Forza Italia nulla di competitivo può essere messo in campo.

Conseguentemente siccome i civici vogliono per forza governare li troveremo nel 2018 alleati con il centrosinistra. Al’inizio proveranno pure a fare credere di essere in grado di decidere loro il candidato presidente. Poi le loro velleità di Presidenza finiranno e faranno la ennesima lista civica di centro che sosterrà il candidato di Dellai, del Pd e del Patt. Tutto come prima. Tanto tuonò che non piovve!!

 

 

In allegato il comunicato stampa: