Agraria – riva del garda (tn) * olivicoltura : ” Il nuovo frantoio ha macinato fino ad oggi 15 mila quintali di olive lavorate “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Quella che sta per concludersi è stata per l’olivicoltura alto gardesana un’annata a dir poco eccezionale. Non solo la quantità di olive prodotte supera di gran lunga la media degli anni scorsi ma anche dal punto di vista qualitativo i riscontri sono più che positivi.

Il nuovo frantoio di Agraria Riva del Garda – inaugurato il 6 ottobre ed entrato in funzione nella prima decade del mese – ha saputo affrontare egregiamente la sfida di un’annata così intensa, come se l’investimento atto a rinnovare le tecnologie e gli impianti fosse arrivata nel momento più opportuno, permettendo una maggiore efficienza di tutta la macchina produttiva. Uno degli obiettivi che Agraria si era prefissata con l’acquisto di questi nuovi strumenti era proprio quello di migliorare le prestazioni, ovvero lavorare maggiori quantitativi di oliva per dare modo a tutti di raccogliere nel momento migliore.

Il frantoio, infatti, è riuscito a far fronte in poco tempo ad esigenze importanti, frangendo 3 mila quintali di olive a settimana fino ad arrivare al record di questi giorni di 15 mila quintali di olive lavorate.

Un traguardo notevole che ha salvaguardato la qualità dell’olio extravergine prodotto: i tempi non si sono dilungati e le olive sono arrivate in frantoio sempre nella loro più ottimale fase di maturazione, garantendo un’estrazione del prodotto dalle elevate caratteristiche qualitative.

Un record di questo tipo era impensabile fino a qualche anno fa, quando 15 mila erano i quintali di olive lavorate nell’intera “busa” alto gardesana e non da un singolo frantoio. Questo è sicuramente il segnale di un’olivicoltura che si è evoluta nel tempo grazie anche alla forte spinta che Agraria ha saputo dare in questi anni, attraverso un’attenta presenza sul territorio, una forte sinergia tra soci, cooperativa ed agronomi specializzati nel settore, alla continua ricerca ed innovazione portata avanti grazie alla collaborazione con la Fondazione E. Mach e ad Aipo Verona: insomma, tutti elementi che hanno contribuito – e contribuiranno – ad uno sviluppo dell’olivicoltura dell’Alto Garda Trentino sempre più consapevole delle proprie potenzialità se impiegate nel modo corretto