AGIRE PER IL TRENTINO * SICUREZZA A TRENTO: ” NON È POSSIBILE CHE LE PERSONE ONESTE, OLTRE AL DANNO SUBISCANO ANCHE LA BEFFA “

Agire: sicurezza a Trento: «Non è possibile che le persone oneste, oltre al danno subiscano anche la beffa».

Egregio Direttore,

negli ultimi giorni sono stati riportate, come purtroppo accade spesso negli ultimi anni, numerose segnalazioni di atti delinquenziali contro persone e cose.

Sicuramente l’evento che ha scioccato maggiormente il capoluogo è avvenuto in via Maccani dove un uomo è stato ucciso per cause in fase d’accertamento.

Sul nostro territorio siamo passati dal leggere rari fatti di cronaca ad avvenimenti e segnalazioni preoccupanti di ogni genere. Vogliamo porre un argine a tutto questo?

Noi di Agire per il Trentino siamo decisi a contrastare in maniera seria e decisa questi fenomeni perché non è possibile vivere e crescere i nostri figli in un contesto dove regna l’incertezza. Ancor di più quando la giustizia lascia basiti come quest’altra storia.

Un giorno una signora si è recata a fare benzina presso un distributore, in zona Cristo re (per motivi di sicurezza non posso rivelare il suo nome). Appena scesa dalla macchina, la donna ha notato una persona alterata vicino al distributore ma purtroppo non poteva andare via perché davanti a sé e dietro la sua vettura c’erano due auto, entrambe con un uomo alla guida, uno intento a fare benzina alla sua auto e l’altro in attesa, come lei, di fare rifornimento.

La signora , non essendo sola, si sentiva abbastanza sicura. Purtroppo le sue sensazioni si sono dimostrate errate.

L’individuo, incurante dei signori presenti, ha puntato proprio lei. Si è avvicinato alla sua auto e, con un’oggetto appuntito, si è messo a graffiare l’auto, senza dire nessuna parola.

La signora, sotto shock, non sapeva cosa fare e, in poco tempo, si è ritrovata sola. La persona davanti, terminato il rifornimento, è andata via. L’uomo dietro, vista la scena, ha inserito la marcia e si è dileguato (ormai una pratica diffusa per non correre problemi).

Dopo un breve scambio verbale dai toni accesi per fortuna la signora è riuscita a risalire in auto, a spostare il veicolo e a chiamare il 112. Giunta rapidamente una volante sul posto, fermato l’uomo, è stato constatato che la persona – straniera con regolare permesso di soggiorno – non era nuovo a questi fatti. Era già stato segnalato per danneggiamenti ad altre vetture in sosta.

Quindi, è stato nuovamente identificato e segnalato e ancora una volta rilasciato a piede libero, nonostante fosse recidivo. Insomma, di questi tempi, per andare in carcere, un delinquente deve ‘impegnarsi’ in maniera decisa…

Chi paga l’auto rovinata? Per poter procedere alla richiesta di risarcimento, come le hanno detto gli agenti, la donna dovrebbe denunciare ed intentare una causa civile contro questo individuo per chiedere i danni. Una causa che, come sappiamo, tra tempi e costi è molto faticosa ed onerosa. Non solo, una causa sicuramente non facile da sostenere contro una persona che non ha nulla da perdere, con evidenti e seri problemi comportamentali.

La domanda della signora è assolutamente condivisibile: “Chi me lo fa fare?”.

Come dalle torto. Una causa contro una persona segnalata, in stato di libertà, nullatenente, che mai risponderà del danno. Questa è giustizia? Non è possibile che le persone oneste, oltre al danno subiscano anche la beffa.

 

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Paolo Crusi

Agire per il Trentino