AGIRE PER IL TRENTINO – MOSER * ” VALORIZZAZIONE DELLA VITICOLTURA TRENTINA? NE RIPARLIAMO L’ANNO PROSSIMO “

Valorizzazione della viticoltura trentina? Ne riparliamo l’anno prossimo – di Michael Moser.

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Gentile direttore,
la prossima settimana (nelle giornate da domenica 15 a mercoledì 18 aprile) si terrà a Verona la 52esima edizione di Vinitaly, l’importante manifestazione viti-enologica che richiama appassionati ed espositori da tutto il mondo.

Sebbene molti si ricordano di questo appuntamento pochi sanno che questa edizione sarà l’ultima a vedere come assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca (quantomeno per questa legislatura) Michele Dallapiccola.

Per questo motivo ho pensato fosse necessario ricordare alcune “conquiste” (sarebbe meglio dire scivoloni) del nostro assessore in questi ultimi cinque anni nel solo mondo della viticoltura.

Cominciamo dalla burocrazia. Nonostante la grande promessa fatta agli agricoltori nel 2013, il nostro assessorato è riuscito nell’impresa non solo di aumentare la quantità di documenti richiesti ai viticoltori per svolgere le loro attività ma anche di digitalizzarli (sarà mica questa la sostenibilità che tanto si paventa?), mandando in confusione coloro i quali erano abituati al cartaceo (un esempio tipico è quello del quaderno di campagna digitalizzato dove essi sono obbligati a registrare ogni operazione e ogni trattamento) e costringendo le aziende e le cantine sociali ad assumere personale per occuparsi esclusivamente di questo (boom di occupazione…o forse no?).

Passiamo poi alla problematica dell’acqua, particolarmente sentita dai nostri viticoltori ma non solo; negli anni siccitosi, come quello appena trascorso, ne hanno risentito anche i cittadini (che si sono ritrovati senza l’acqua necessaria per le necessità di tutti i giorni) e gli operatori del mondo del turismo (ne è un esempio il lago delle Piazze, non particolarmente attrattivo per i turisti visto che era stato quasi prosciugato).

Anche in questo ambito le soluzioni approntate dall’assessorato sono state solo temporanee (e il più delle volte giunte in ritardo rispetto all’emergenza), dimostrando ancora una volta la scarsa lungimiranza e la voglia di tenere i cittadini sotto scacco.

Infine passiamo al capolavoro del nostro assessorato: la creazione del Pinot grigio “Doc delle Venezie” che, parola di Michele Dallapiccola, “non deve essere la “svendita” del nostro Pinot grigio ma un’ulteriore opportunità di sviluppo, valorizzazione e presenza sui mercati internazionali di un vino che sta riscuotendo notevoli successi”.

A questo rispondono facilmente i numeri: verso la fine del 2017, 30 milioni di bottiglie di Pinot grigio trentino, veneto e friulano sono state vendute in USA con un ricavo di circa 75 milioni di euro; praticamente, se la matematica non inganna, al prezzo medio di 2,50 euro/bottiglia, con 2800 ettari di questa varietà nella sola provincia di Trento.

Insomma l’ennesima occasione persa per dare alla nostra produzione un’identità forte e riconoscibile, valorizzando (al contrario di quanto è stato fatto) le nostre varietà più rappresentative e collocandole sui mercati in fasce di prezzo consone a remunerare il lavoro e gli investimenti degli viticoltori trentini.

Per non parlare poi della Valle di Cembra, terra natia di chi scrive e sempre ottima per rappresentare il vino trentino alle manifestazioni viti-enologiche, ma magari ne discutiamo un’altra volta che ne dite? Magari davanti ad un buon bicchiere di Müller Thurgau, o preferite il Pinot grigio?

 

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Michael Moser

Responsabile programma agricoltura Agire per il Trentino