MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Il consigliere provinciale del Partito democratico del Trentino Luca Zeni ha depositato una dettagliata interrogazione che evidenzia le contraddizioni dell’assessora alla salute Segnana in materia di vaccini.

In primo luogo si chiede sulla base di quali dati abbia affermato che in Trentino si sono raggiunte le coperture vaccinali sufficienti ad avere immunità di gregge, posto che il report vaccini 2018 riporta dati in crescita ma non ancora soddisfacenti, e che oltretutto, anche se il raggiungimento delle soglie obiettivo viene stato raggiunto per alcune coorti di nascita, questo non tutela affatto tutta la popolazione.

In secondo luogo, al di là delle fuorvianti dichiarazioni dell’assessora, la legge nazionale consente semplicemente di avviare una procedura che potrebbe portare ad una esenzione temporanea dell’obbligo soltanto per morbillo, parotite e rosolia. Un’esenzione parziale e temporanea, dunque, che in nessun caso può riguardare l’esavalente, e che comunque richiede una procedura molto complessa che, se anche avviata subito (ma l’assessora ha presentato la domanda?) possiamo escludere dia un qualsiasi effetto per il prossimo anno scolastico.

Forse l’assessora non sa che, nonostante i proclami e le promesse, a livello nazionale la maggioranza Lega e 5 Stelle non ha modificato nulla della normativa in materia di vaccini. Per questo le parole dell’assessora appaiono, oltre che contraddittorie rispetto al diritto, un tentativo maldestro di scaricare tra poche settimane la responsabilità dell’esclusione dei minori da nidi e materne sulla ministro Grillo, dei 5 stelle. Ricordiamo però che a Roma, coi 5 stelle, governa la Lega, e il gioco dello scarica barile lascia dunque il tempo che trova.

 

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