VERGNANO * ” MOBILITÀ: IL TRENO È LA SALVEZZA DEL TRENTINO E IL FUTURO NON È L’AUTOMOBILE PRIVATA “

“Il treno è la salvezza del Trentino. Mercoledì sera (9 maggio) atterrerò a Tallin (Estonia) per parlare all’annuale conferenza sul trasporto pubblico gratuito. Sarò al fianco di amministrazioni che lo hanno realizzato e di coloro i quali lo vorrebbero attuare al fine di condividere i risultati e le ipotesi realizzative.

Mi preme però soffermarmi sulla realtà territoriale trentina, la quale potrebbe avere un ruolo determinante nella modifica delle abitudini di mobilità dei cittadini.

Crocevia di merci e persone, luogo di destinazione privilegiato in ambito turistico, il Trentino deve poter fare un salto di qualità nell’offerta guardando al futuro.

E il futuro non è l’automobile privata.

Mi dispiace per chi, arroccandosi in idee vecchie e stantie, crede che lo sviluppo sia solo una striscia di asfalto in più, una galleria per agevolare i tir, un motore puzzolente e inquinante che “velocemente” sposti poche persone creando code infinite e distruggendo il benessere dei cittadini e dei territori che attraversano.

Occorre mettere insieme proposte e idee per porre le basi di un Trentino accogliente, attraversabile, bello.

E uno svincolo autostradale non è bello.

Però non possiamo arroccarci ed evitare la contaminazione, dobbiamo governare in modo sostenibile le necessità del trasporto, arricchendo il più possibile il nostro territorio, sia culturalmente sia economicamente.

Unire il Veneto con il Trentino, Rovereto con l’Alto Garda, Trento con le Dolomiti, si può fare senza forzatamente asfaltare ogni vigna disponibile.

Si deve risolvere il drammatico problema della Valsugana, senza spostare il traffico altrove, ma fornendo alle imprese trasportiste alternative sostenibili e vantaggiose in termini di tempo e di denaro.

Diminuire quel il carico di merci che non produce ricadute economiche sul territorio, ma che inquina l’Europa senza vantaggio, che l’A22 in modo forzoso attira grazie alle sue politiche tariffarie al ribasso. Non solo si può ma, si deve fare il più velocemente possibile.

Per questo occorre immaginare un sistema di trasporto su ferro, coordinato con i territori limitrofi, che permei il Trentino e sposti merci e persone dall’uso dell’auto privata.

Serve un collegamento con Vicenza e la Valdastico per scaricare la Valsugana?

Pensiamola come il Sempione, tra Briga e Domodossola. Un treno che porti merci e persone, che si colleghi con l’asse del Brennero e del tram-treno per il Garda. Si può fare e non saremmo i primi a unire due regioni solo con il treno.

Pensiamo a un collegamento ferroviario di superficie tra Rovereto e l’Alto Garda, che dia soluzione di mobilità a Mori, Nago-Torbole, Riva e Arco ma, allo stesso tempo, sia attrattivo turisticamente. Un tram-treno che si “tuffi nel lago di Garda” da Nago a Torbole, regalando un’esperienza impagabile ai cittadini e ai turisti.

Pensiamo a un collegamento su ferro per la Val di Fassa e Fiemme che risolva realmente le necessità degli operatori economici, industriali e turistici, insieme a quelle dei cittadini.

Pensiamo al nuovo ospedale di Trento al centro di questo crocevia ferroviario territoriale.

Altrimenti saremo una facile preda di chi vuole asfaltare e distruggere.

Lo diciamo da tempo, non esistono più le categorie politiche novecentesche, ma convergenze sui temi e sui progetti.

Mi aspetto che chiunque tenga al territorio sia disponibile.

Link

 

*

Paolo Vergnano