VALENTINA PETERLONGO (M5S) * POST FACEBOOK ASSESSORE OLIVI: “MOLTO SPESSO È UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVE, DIVERGENTI “

L’altro giorno mi sono imbattuta in un post dell’assessore Alessandro Olivi, che esordiva con la dichiarazione entusiasta “Fatti, risultati, altro che slogan o parole al vento!”.

Se già per mestiere sono allenata a guardare dentro le cose, quando mi passano sotto gli occhi affermazioni come “tutto ciò non è casuale ma frutto di azioni e politiche che in questi anni hanno messo al centro il lavoro”, mi è scattata quella volontà di approfondimento, certa che un amministratore, oramai storico, non si rivolga agli oracoli per le questioni inerenti il lavoro, pilastro fondante una società in salute.

 

 

Nel suo post, l’assessore allo sviluppo economico e lavoro ci racconta di un dato positivo di incremento delle assunzioni assestato al +18%, fresco di pubblicazione Istat e ci comunica che la disoccupazione in Trentino scende al 5%: i disoccupati sono solo 12.400 con un calo di 1.500 unità al I semestre 2018.

Alla sua stregua, qui il mio punto di vista su alcuni dati della rilevazione Ispat sulle forze di lavoro che hanno colpito la mia attenzione e che dovrebbe essere la stessa fonte cui ha attinto l’assessore: con riferimento temporale dei dati al II trimestre 2018 rapportati al 2017, a fronte di una situazione tendenziale stabile del mercato del lavoro sul fronte dell’occupazione (236.494 occupati versus 236.591, comunque sempre meno della metà della popolazione residente in Trentino) leggo anche che le persone in cerca di occupazione sono calate a 12.440 unità rispetto alle 14.316 del 2017, mentre gli inattivi (da 15 a 64 anni) sono aumentati a 99.917 unità rispetto alle 96.841 dell’anno precedente: non è una lettura confortante sapere che nell’ultimo semestre ci sono quasi 2000 persone che hanno smesso di cercare lavoro mentre l’occupazione è rimasta stabile, e che agli inattivi, dato numerico già di per sé impressionante, se ne sono aggiunti altri 3000.

Rilevo poi che i lavoratori dipendenti sono aumentati del 3,3% (189.000 unità), forse in virtù delle operazioni di stabilizzazione già previste nel piano pluriennale provinciale ma che a fine mandato risultano più funzionali in vista di quello prossimo, mentre i lavoratori indipendenti sono diminuiti dell’11% (48.000 unità), palesando un segnale pericoloso di atrofizzazione del sistema economico.

Peraltro, dentro il dato della stabilità dell’occupazione che resta a quota 236.494, quella maschile ha conosciuto un incremento del 2,8% mentre quella femminile un decremento del 3,2%, evidenziando che la donna, nel mercato del lavoro, paga ancora più dell’uomo.
 Infine i settori produttivi dove si registra l’aumento occupazionale sono l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca… in vista dell’estate si può immaginare che tipologia di durata possano avere tali contratti.

Mentre l’assessore afferma essere arrivato il momento che parti sociali e politica affrontino il tema delle riforme del lavoro, io mi chiedo dove sia stato fino ad ora, quando Whirpool è vicenda nota per l’infelice epilogo, e quando è da più di 1 anno e mezzo che non riceve i sindacati che seguono i lavoratori di Marangoni Spa, di cui 40 sono già esuberi e 220 non conoscono il loro destino e non vedono i contributi previdenziali degli ultimi due trimestri in busta paga.

Non colgo dove l’affermazione di Olivi di alzare i salari in cambio di un patto sulla produttività trovi fondamento … dopo che una Marangoni ha ricevuto dalla Pat in lease back 41 milioni di euro e 1,6 per innovazione ma siccome pare non sia riuscita a ristabilire la propria competitività sul mercato, avrebbe deciso di non pagare più le rate, decurtare stipendi, licenziare… Tutto questo ha solo un nome: comprovata incapacità di amministrare e investire il denaro pubblico, persistendo in promesse e proposte di progetti di riforme dai quali mi auguro i trentini sappiano prendere bene le distanze mantenendo il loro sguardo sul passato recente così eloquente.

Al pari dell’assessore Olivi, dispiace anche a me per i narratori di favole ma i dati parlano chiaro: il Trentino è fermo, forse in flessione, non dimenticando la spada di Damocle già calata e la sorte incerta dei lavoratori di alcune aziende che hanno beneficiato di importanti finanziamenti pubblici negli anni passati.

ultima rilevazione Ispat

 

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Valentina Peterlongo

Candidata M5s Elezioni provinciali Trentino 2018