VACCINARE INFORMÀTI * DECRETO LORENZIN: IN TRENTINO I BAMBINI CHIAMATI “NON CONFORMI”, DEFINIZIONE ORRIBILE E LESIVA DELLA DIGNITÀ UMANA

In questi giorni che precedono le elezioni, ho letto il titolo di un incontro di approfondimento rivolto ai giovani: “ Per fare un albero ci vuole democrazia”.

Prendo in prestito questa metafora per focalizzare l’attenzione sugli interrogativi che migliaia di famiglie si sono poste e si pongono dopo l’approvazione della Legge 119/2017, chiamata anche Decreto Lorenzin:

“Aver inserito l’obbligo vaccinale come condizione indispensabile per accedere al Nido e alla scuola dell’infanzia, è ammissibile in un Paese di forti e condivise radici democratiche?
E’ compatibile con i diritti inviolabili dell’uomo obbligare ad un atto sanitario (per di più su neonati e bambini) quando la scienza stessa ne riconosce e ne ammette possibili rischi e effetti collaterali anche gravi?”

Per me e per tanti altri amici di Vaccinare Informati o cittadini impegnati nella difesa del diritto alla libertà di scelta per la tutela della salute, questa legge è stata un autentico shock.

La libertà è rimasta vittima del pensiero unico che si è fatto strada con prepotenza attraverso mezzi economici molto potenti. Abbiamo dato per scontato che la società civile avesse sviluppato anticorpi naturali contro ogni “dittatura”, anche sanitaria.

Non abbiamo vigilato abbastanza, ci siamo forse adagiati troppo a delegare ai nostri rappresentanti politici la tutela dei principi democratici.

Dopo lo sconcerto iniziale, una parte dell’Italia si è mobilitata ma nonostante manifestazioni innumerevoli (spesso nemmeno citate dai mezzi di comunicazioni), mozioni comunali, incontri con le istituzioni, lettere, firme, sit-in, oppure la relazione denominata “Signum” di un’importante commissione parlamentare, le porte degli asili si chiuderanno presto ai bambini non vaccinati.

In Trentino questi bambini sono stati chiamati “ Non conformi”, definizione orribile che ci riporta ad altri contesti, lesiva della dignità umana.

La cosa che è pesata di più in questi mesi è stata l’indifferenza di chi risponde “ È una legge, anche se è ingiusta, bisogna obbedire”, unita al silenzio assordante di chi non la condivide, ma tace

Tra coloro che sono stati zitti, ci sono stati purtroppo anche insegnanti , presidenti, enti e comitati di gestione delle scuole dell’infanzia.

Accanto a prese di posizione solidali e comprensive da parte di chi opera nel modo scolastico, abbiamo constatato anche molti silenzi imbarazzati.

Silenzio rotto solo nelle ultime settimane davanti alla presa di coscienza che molte famiglie non hanno potuto iscrivere i loro bambini, sapendo che a settembre sarà loro preclusa , la possibilità di frequentare.

Diversi genitori hanno ricevuto telefonate allarmate da diverse scuole con la richiesta di iscrivere ugualmente i bambini (nonostante sia prevista la sospensione dalla frequenza) per salvare le sezioni e i posti di lavoro.

Nessuno di noi naturalmente vuole che le scuole chiudano o siano ridimensionate. Non pochi genitori dei piccoli alunni non vaccinati tra l’altro, sono impegnati all’interno delle stesse strutture attraverso forme di volontariato e di collaborazione per le varie attività. Abbiamo chiesto per mesi un aiuto e un impegno a fare il possibile per permettere a tutti i bambini di andare all’asilo.

A volte ci vuole un atto di coraggio per cambiare la situazione.

In questo caso il coraggio, da parte di chi crede nella scuola inclusiva, di parlare contro la più grave discriminazione nei confronti dei bambini degli ultimi decenni.

Rompete il silenzio!

Per fare un albero ci vuole democrazia. Per fare un Paese forte e sicuro, salviamo le sue radici di libertà.

 

*

Patrizia Filippi, a nome dell’associazione Vaccinare Informati