upt – unione per il trentino * Parlamentino partito: caumo, « il nuovo ciclo in atto è tutt’altro che definito e tutt’altro che rassicurante »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Capire e cogliere il disorientamento di una gran parte della comunità. L’Upt rilancia una politica popolare e solidale Caumo: “il nuovo ciclo in atto è tutt’altro che definito e tutt’altro che rassicurante”

L’Unione per il Trentino prosegue nel suo percorso di riflessione politica e di riorganizzazione su basi nuove dopo i risultati elettorali del 2018.

Oggi si è riunito il Parlamentino allargato e numerosa è stata la partecipazione in un dibattito sincero e approfondito.

I lavori sono stati aperti dalla Presidente Annalisa Caumo, che – oltre ad alcuni adempimenti relativi al Tesseramento 2019 – ha voluto richiamare la posizione del Partito a fronte dei primi mesi di attività del nuovo Governo Provinciale.

“Siamo preoccupati della tendenza a sminuire il senso originale e innovativo della nostra Autonomia – ha detto – Le scelte in materia di Reddito di cittadinanza e di accoglienza degli stranieri, oltre che per il merito, non possono che far riflettere anche sul piano istituzionale, proprio per il rischio di un appiattimento sulle politiche e sulle decisioni nazionali”.

Sono seguite le introduzioni al dibattito politico, affidate a tre giovani. Scelta, questa, nata dalla volontà di acquisire chiavi di lettura politiche nuove, adeguate al radicale cambiamento degli scenari.

Enrico Capraro, Younnes Et Tahiri e Andrea Cavazzani sono intervenuti affrontando problematiche riferite a: processi di integrazione e cittadinanza dei giovani immigrati di seconda e terza generazione; la comunicazione e suoi strumenti; giovani, volontariato e ruolo nella comunità.

Diversi gli interventi nel dibattito con osservazioni e proposte riferite al contesto socio\politico della comunità e al futuro ruolo del partito.

Nessuna volontà di guardare solo indietro – è stato il filo conduttore degli interventi – ma di ripartire su basi nuove, nella consapevolezza che i valori e i principi della tradizione politica del popolarismo trentino in tanto saranno vivi anche in futuro, in quanto sappiano tradursi in linguaggi, proposte, forme anche organizzative e di rappresentanza radicalmente aggiornate e sappiano essere interpretati da una classe dirigente competente, generosa e rinnovata”. Del resto, è forte e diffuso il disorientamento di una grande parte della comunità, anche al di là delle scelte elettorali contingenti.

“Molti avvertono che un ciclo si è chiuso – ha ricordato Caumo – ma il nuovo ciclo è tutt’altro che definito e soprattutto tutt’altro che rassicurante. In particolare in un contesto nazionale che vede il nostro Paese sempre più lacerato, isolato e indebolito nella sua struttura civile, sociale ed economica e nel suo ruolo europeo ed internazionale.

Anche il Trentino corre rischi seri di declino in questo quadro, se non recupera una nuova capacità di concentrarsi sulle sfide più rilevati che ha difronte: l’equilibrio sociale in tutte le sue dimensioni; la competitività del sistema produttivo; la valorizzazione delle risorse ambientali, in una fase di cambiamenti climatici; la centralità delle politiche di formazione, ricerca, innovazione. Si tratta di sfide che coinvolgono tutta la società e non solo la politica. Ma spetta alla politica dare segnali credibili di capacità e di visione”.

Dall’incontro è emerso che l’Unione per il Trentino è consapevole che un ciclo si è chiuso anche per essa stessa. Per questo non intende smobilitare, ma rilanciare la propria presenza in termini non difensivi e conservativi. L’Upt crede in un nuovo percorso costituente, assieme a quanti sono interessati ad un futuro costruttivo e solidale del Trentino e del Paese, ma non si sentono rappresentati dai partiti loro attuale configurazione e organizzazione.

Nel contempo, l’Unione per il Trentino intende concorrere al dibattito nazionale, ancora in fase iniziale, che ha come obiettivo la ricostruzione su basi nuove di una presenza politica di ispirazione popolare ed europeista, recentemente rilanciata dai movimenti che si riconoscono nell’idea di una “Rete Bianca” e nella necessità di cittadini “Liberi e Forti”.