UNTERBERGER (SVP) * AFFIDO CONDIVISO: ” RIFORMA SBAGLIATA, VA A DISCAPITO DI MADRI E FIGLI “

“Una riforma profondamente sbagliata, che va a discapito delle madri e che non porterà benefici concreti all’educazione dei figli, perché ogni situazione merita d’essere affrontata nella sua specificità.”

 

 

Così la senatrice Svp e componente della Commissione Giustizia Julia Unterberger sul ddl Pillon che punta a riformare le norme sull’affido condiviso.

“Nella maggior parte delle coppie – spiega Julia Unterberger – purtroppo vige ancora una divisione tradizionale dei ruoli, per cui le donne si dedicano ai figli e alla casa e gli uomini alla carriera e al lavoro. È per questa ragione che i giudici, anche dopo la legge del 2006 sull’affido condiviso, solo in rari casi sono in grado di sancire una situazione completamente paritaria. Nella maggior parte dei casi i padri non chiedono neanche la collocazione paritaria, perché non sarebbe compatibile con le loro esigenze lavorative.

Pertanto i padri dovrebbero essere coinvolti all’inizio del progetto familiare, con norme che consentano la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro ma, nel contratto di Governo Lega-M5S, questo obiettivo viene posto solo in relazione alle donne.

Il modello che andrebbe seguito è quello dei paesi scandinavi, dove entrambi i genitori sono messi nella condizione di conciliare carriera e famiglia e, pertanto, al momento della separazione, sia i padri che le madri hanno il tempo e le risorse economiche per contribuire allo stesso modo all’educazione e alla crescita dei figli.

Non si può invece stravolgere al momento della separazione una divisione delle mansioni durata spesso per moltissimi anni, dove la donna ha rinunciato alla propria carriera a favore di quella del partner.

È per questo che ci sono situazioni economiche totalmente differenti, motivo per cui non si può abolire il contributo al mantenimento da parte del soggetto economicamente più forte, anche perché è un danno soprattutto per i figli. È anche complicato ed umiliante l’obbligo di documentazione delle spese ordinarie del contributo di mantenimento, che non farà altro che aumentare la litigiosità tra ex coniugi e il ricorso agli avvocati e ai giudici.

Inoltre da un lato si vuole depenalizzare il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, ma non ci sono sanzioni se un padre viene meno all’obblighi legati all’affidamento condiviso.

Un altro punto dolente è anche quello sull’assegnazione della casa familiare, che oggi viene assegnata esclusivamente sulla base dell’interesse dei figli. Cancellando quest’istituto giuridico si danneggiano soprattutto loro.

Senza dimenticarsi dell’obbligo di ricorrere al mediatore familiare. Circa il 20% delle separazioni ha risvolti di carattere penale, con situazioni di violenza, in cui bisogna intervenire velocemente per garantire l’incolumità delle donne.

Il punto vero – conclude Julia Unterbeger – è che non si può stabilire un comportamento uguale per tutti, imposto dall’alto, senza tenere conto delle reali condizioni della nostra società. Come si può decidere a tavolino che un bambino viva 12 giorni in una casa e 12 in un’altra, senza continuità di abitudini, condizioni materiali o magari con due genitori che vivono in città diverse?

Bisogna valutare caso per caso, bisogna soprattutto introdurre norme che favoriscano un identico impegno dell’uomo e della donna nella gestione della casa e nella crescita dei figli. Solo così si potrà arrivare, quando una relazione finisce, a una condizione paritaria sia dal punto di vista del reddito di ciascuno che della possibilità di dedicare lo stesso tempo alla crescita e all’educazione dei figli.”

 

 

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Senat Rom: Senatorin Unterberger (Svp): Lega Gesetzvorschlag zur Novellierung des gemeinsamen Sorgerechtes benachteiligt Mütter und Kinder

Gestern hat in der Justizkommission des Senats die Behandlung des Gesetzentwurfes des Lega Senators Pillon begonnen. Dieser sieht eine Neuregelung des Sorgerechtes für die Kinder nach einer Trennung vor. Der Gesetzentwurf soll, laut Angaben des Verfassers eine “Deregulierung” der Familie zur Folge haben, sieht jedoch gleichzeitig vor, dass die Kinder sich nach der Trennung in jedem Fall je zur Hälfte bei beiden Eltern (mindestens 12 Tage bei jedem) aufhalten müssen. Der Unterhaltsbeitrag für die Kinder soll nur noch in direkter Form bezahlt werden, in der ehelichen Wohnung verbleibt der Eigentümer, die Straftat der Verletzung der Fürsorgepflichtigen soll abgeschafft und eine verpflichtende Mediation vor der Elterntrennung eingeführt werden.

“Dieser Gesetzentwurf ist eine Zumutung, er berücksichtigt nur die Anliegen der Väter in einer Trennung und würde eine eklatante Benachteiligung von Müttern und Kindern mit sich bringen”, so Senatorin Julia Unterberger in einer Stellungnahme. Außerdem würde die verpflichtende Mediation nur zu einer verzögerten Lösung für eine oft unerträgliche Situation des Zusammenlebens führen. Bereits jetzt versuchen AnwältInnen und RichterInnen eine Trennung möglichst einvernehmlich zu gestalten. In den häufig vorkommenden Fällen von häuslicher Gewalt kann jedoch niemandem eine Mediation zugemutet werden.

“Das Anliegen eine paritätische Aufgabenteilung zwischen den Eltern herzustellen teile ich voll und ganz, diese Aufgabenteilung muss aber am Beginn der Elternschaft gefördert werden, nicht erst nach der Trennung. Die nötigen Maßnahmen hierzu können von den skandinavischen Ländern kopiert werden, die eine ganze Reihe von Väterforderungen angewandt haben.

Leider spricht der Regierungsvertrag der 5 Sterne – Lega Regierung nur von einer Vereinbarkeit von Familie und Beruf für Frauen, die Männer bleiben außen vor.

Die paritätische Elternschaft erst nach einer Trennung einführen zu wollen, ist ein Angriff auf die vielen Mütter, die für die Familie auf eine Erwerbstätigkeit und Karrierechancen verzichten. Sie sollen am eventuellen Ende einer Beziehung und nachdem sie dem Partner den Rücken freigehalten haben nicht einmal einen Unterhaltsbeitrag für die Kinder erhalten? Die Straftat der Verletzung der Fürsorgepflichten soll abgeschafft werden, eine Sanktion für Väter, die ihre Kinder nicht an den vorgeschriebenen 12 Tagen zu sich nehmen ist nicht vorgesehen!

Bereits im Jahr 2006 wurde auf Druck der getrennten Väter eine Novellierung des Familienrechtes vorgenommen. Es wurde das gemeinsame Sorgerecht als Normalfall und als Idealfall eine paritätische Unterbringung der Kinder, wenn möglich ohne Unterhaltszahlungen, vorgesehen. Dass die Kinder im Großteil der Fälle trotzdem hauptsächlich bei den Müttern leben, liegt nicht an einer Gesetzeslücke, sondern an der gesellschaftlichen Realität, in welcher die traditionelle Aufgabenteilung leider immer noch stark verankert ist.

Das Anliegen eine vollkommene paritätische Aufgabenteilung zwischen den Eltern herbeizuführen muss also mit Väterförderungsmaßnahmen am Beginn der Elternschaft erreicht werden und nicht mit einer neuerlichen Änderung des Familienrechtes, das in der Praxis nicht umsetzbar ist.