MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Sono ormai delineate le candidature per le elezioni suppletive del 26 maggio prossimo. Per la Val di Fassa il fatto che Cristina Donei abbia generosamente accettato la sfida per il collegio di Pergine, mettendosi in gioco come indipendente per l’Alleanza Democratica e Autonomista, costituisce sicuramente una buona notizia.

Ancor di più colpisce il modo sereno e positivo con cui ha illustrato le ragioni della sua candidatura (Adige 21.04), cosa che rivela ancora una volta la ben nota coerenza e determinazione con cui Cristina Donei ha sempre perseguito il “Bene Comune”, nonché la valorizzazione dell’identità ladina e la difesa dell’autonomia.

Colpisce soprattutto la pacatezza del suo argomentare, la volontà di tener accesa la speranza, la razionalità e il “buon senso”, in questi tempi bui in cui prevale l’insulto, la prevaricazione e la tracotanza del potere.
Sorprendono per contro le dichiarazioni della senatrice Testor, che da un lato dice che “a Roma c’è già una ladina” (come se non ci fosse posto per due) e dall’altro “non esclude la possibilità di sostenere la convalligiana”.

Magari, ma c’è di che dubitare. Tant’è vero che con un’ardita piroetta la senatrice corregge subito il tiro: pur non avendo ancora individuato il candidato che voterà, si sente in dovere di precisare la sua appartenenza al centrodestra. Se poi si confronterà con il direttivo dell’Ass. Fassa, legato a filo doppio alla Lega, è facile immaginare che si dovranno rispettare gli ordini di scuderia, ossia le decisioni di Salvini e Bisesti, con buona pace dei ladini e dei convalligiani.

Nulla di nuovo, nulla di strano: così funziona la democrazia, fin che c’è. E giova a poco richiamare il fatto che alle ultime elezioni nazionali l’UAL non abbia appoggiato la sua candidatura per il Senato: lo stesso accadde nel 2006, quando i fassani della sua parte politica anziché sostenere Bepe Detomas, candidato ladino, autonomista e indipendente di indiscusse capacità e competenze, preferirono votare un tal Giacomo Santini di Forza Italia che in Fassa non si fece vedere mai più.

Così accadde anche nelle precedenti (e più fortunate) tornate elettorali: normale dialettica politica, nulla da eccepire. Ma siamo in tempi di memoria corta e allora non è il caso di andare troppo indietro negli anni: basta ricordare soltanto che nell’ottobre scorso l’appello dei sindaci di Fassa per una candidatura unitaria alle elezioni provinciali fu respinto non dall’UAL, ma proprio dall’Associazione Fassa. Il risultato è noto: la lista Fassa si è aggiudicata sul filo di lana il seggio con il 38% dei voti, ma Luca Guglielmi è risultato eletto con sole 635 preferenza, meno di quelle andate a Cristina Donei (650), candidata nella lista concorrente. E questo la dice lunga sul “peso specifico” dell’attuale consigliere ladino. Ed è di buon auspicio per il prossimo futuro. Forza Cristina!

 

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Union Autonomista Ladina