MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

La Uil del Trentino si schiera in favore dell’Europa. Il convegno organizzato dal sindacato ieri a Palazzo Trentini, al quale sono intervenuti non solo il segretario generale Walter Alotti ma anche i professori Marco Brunazzo (Università di Trento) e Massimo Di Menna (Scuola sindacale Piero Martinetti), si è concentrato proprio sull’idea di un’Europa che possa essere inclusiva. «La Uil c’è perché crede fortemente nel progetto europeo ha spiegato lo stesso Alotti nel corso di «Il Futuro e l’Europa». Le politiche del lavoro, quelle sociali ed ambientali passano dall’Europa, cosi come le nuove generazioni.

Negli ultimi anni l’Unione ha subìto una forte burocratizzazione, senza dubbio occorre cambiare qualcosa nelle politiche precedentemente citate, ma occorre anche riavvicinarla ai cittadini. È il tempo di aprire le frontiere, mantenerle aperte ed evitare di chiuderle alzano muri. Tutti hanno da guadagnare da questo, non è pensabile che la creazione di una «fortezza europea» diventi la soluzione ad ogni problema». Nel corso dell’incontro è però emerso un altro aspetto chiave: il rischio che si parli troppo di politica e non abbastanza di Europa. «In questo momento si sta parlando troppo di politica locale e nazionale ha concluso Alotti.

Crediamo che invece il focus vada tenuto sull’Europa e sul futuro, due argomenti interconnessi. Quando ci riferiamo a questi ultimi serve staccarci dalle piccolezze nazionali, cosi come da quanto accade a livello locale. In Trentino va rilanciato l’Euregio, una piattaforma di apertura importante, mentre a livello nazionale occorre tenere aperto il pensiero che l’Italia debba far parte dell’Unione Europea».

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