UIL TRENTINO – ALOTTI * BILANCIO SOCIALE ITEA 2017: ” EMERGE L’EVIDENZA DELLA RIDOTTA E IN CALO MINIMA RISPOSTA ALLA DOMANDA DI ALLOGGI PUBBLICI IN AFFITTO, NULLO L’APPORTO DELLE NUOVE COSTRUZIONI “

Bilancio sociale Itea 2017: emerge l’evidenza della ridotta, in calo, minima risposta alla domanda di alloggi pubblici in affitto. Pressochè nullo l’apporto delle nuove costruzioni (57) nel 2017. La Uil chiede l’abolizione della “Legge Dalmaso” (2005).

Itea si concentri sul reperimento di alloggi da consegnare alle famiglie, piuttosto che su interventi di restyling costosi e d’immagine come quello delle Torri di Man.

Il Bilancio Sociale Itea 2017 dà notizia di poche decine di nuove costruzioni assegnate alle famiglie (solo 57 nell’ultimo anno, contro le 64 del 2018) ed anche di un numero di alloggi di risulta in assegnazione, in calo di circa il 20% (489 nel 2017 contro 577 nel 2018).

Per non dire del Piano Straordinario di Edilizia Sociale 2007-2016 che a fronte dell’obiettivo di 3000 alloggi di risulta, 3000 appartamenti nuovi e 3000 alloggi a canone moderato ha messo a disposizione, solo grazie all’accelerazione dell’ultimo CdA di Itea e si badi bene, a tutto il 2017, ben 4277 alloggi di risulta, ma solo 1025 costruzioni nuove e solo 169 alloggi a canone moderato (housing sociale).

Per la Uil del Trentino le soluzioni abitative di edilizia sociale nella nostra Provincia non possono passare più solo per l’estensione della platea dei beneficiari dell’integrazione canone alle locazioni private, misura richiesta dal Sindacato unitariamente ed accolta dalla Giunta in questa ultima legge di bilancio, ma, piuttosto, attraverso il rilancio dell’edilizia pubblica sociale e dei piani di hausing territoriale che realizzino alloggi a canone moderato da affiancare a quelli a canone sociale, già costituenti il patrimonio abitativo Itea (10658 unità abitative, di cui l’8,2%, più di 850, sfitti).

La nostra proposta di riforma riguarda sì “la casa”, ma più specificatamente “l’abitare”, inteso sotto l’aspetto dell’affitto e dell’edilizia pubblica sociale in particolare. In questa legislatura l’ex Assessore Daldoss, è piuttosto intervenuto rispetto all’edilizia privata: dall’acquisto della prima casa alle ristrutturazioni, queste ultime certamente interessanti per una condivisibile attenzione all’ambiente ed al risparmio del suolo.

La Uil chiede quindi che, al più presto, si proceda all’abolizione della Legge Dalmaso (2005), non più adeguata al cambio epocale subìto anche dalla società trentina, per soddisfare le mutate esigenze date da diverse condizioni di lavoro e familiari dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate che hanno sì bisogno di un’abitazione, ma sempre più in affitto, non in proprietà, e per trovare dei meccanismi in grado rimettere in circolo, oltre agli ancora troppi alloggi pubblici non locati, il rilevante patrimonio privato abitativo “sfitto” anch’esso, per diverse migliaia di unità abitative a Trento ed in provincia.

In merito poi alle agli annunciati onerosi piani di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico (Torri di Man), la Uil chiede agli amministratori da poco riconfermati ed alla prossima nuova Giunta provinciale di concentrarsi maggiormente sul reperimento e ristrutturazione di alloggi da destinare alle famiglie, piuttosto che su interventi di restyling costosi e d’immagine, da realizzarsi piuttosto in tempi di minore emergenza rispetto agli attuali.

Auspichiamo inoltre che anche l’imminente campagna elettorale, per ora purtroppo limitata al disegno delle coalizioni e dei partiti in lizza ed alla mera ricerca di candidati possibilmente vincenti, senza approfondire i bisogni e le necessità della società trentina, si concretizzi finalmente con la proposta di programmi di lavoro e che si proceda quindi ad una nuova Riforma, a disegnare un nuovo “Piano Casa” per gli enti locali e per Itea. Coinvolgendo il Sindacato sia in fase di elaborazione sia in quella, successiva, di controllo e verifica delle nuove politiche abitative pubbliche.

La Uil ricorda infine alla politica provinciale che gran parte del patrimonio abitativo pubblico trentino è stato costruito con il contributo Gescal dei lavoratori trentini, oggi in parte pensionati, e delle imposte che i lavoratori dipendenti e pensionati hanno versato e continuano a versare, in misura predominante, rispetto anche alle altre categorie di contribuenti. Li si rispetti quindi!

 

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Walter Alotti

Segretario generale Uil del Trentino