UIL TRASPORTI TRENTINO * RINNOVO AUTOBUS: A TRENTO PREVISTI 14 NUOVI BUS A METANO, MA NON A ROVERETO

Se è vero il detto che “tutto il mondo è paese”, allora ci si può dare una spiegazione alle differenze sempre più evidenti anche nella nostra piccola provincia in materia di Tpl tra nord e sud del territorio.
E’ statisticamente noto infatti che, in una macrovisione del mondo, l’emisfero nord stia mediamente meglio di quello sud, così come, restringendo un po’ il campo visivo, l’Europa del nord sia sicuramente foriera di un miglior welfare al cittadino e di un’economia più stabile.

“Zummando” il focus verso il nostro Paese inoltre, lo squilibrio industriale e sociale tra nord e sud è parte integrante della nostra storia e cultura, con le forti migrazioni che hanno segnato i decenni passati modificando l’assetto geo- anagrafico italiano, impoverendo sempre più il meridione, privato della forza lavoro giovane.

Ecco, visto in quest’ottica ed esclusivamente in questa, si può tentare di dare una timida interpretazione di massima a ciò che sta succedendo in Trentino Trasporti Esercizio, o meglio, in Trentino Trasporti visto che con gennaio “nascerà il nuovo polo dei trasporti provinciale”.

Si apprenderebbe infatti dalla stampa locale che l’Azienda stia rinnovando la flotta urbana di Trento con 14 nuovi bus a metano dal costo di 239.000€ ciascuno, con un ordine in arrivo di altri 8 mezzi che porteranno il totale del parco macchine circolante sul capoluogo ad un 50% di mezzi a metano con un’età media totale che si aggira all’incirca sui 10 anni.

Bene, anzi, benissimo! Ciò significa un ottimo ciclo di rinnovo degli autobus che conta un’anzianità media di prim’ordine a livello nazionale; significa un buon investimento economico nel medio termine per risparmio di carburante ed emissioni; significa un rinnovato comfort per l’utenza e standard di sicurezza al passo coi tempi; ma significa anche un ottimo ritorno d’immagine per l’Azienda stessa e la Provincia Autonoma di Trento, e perché no… anche un posto di lavoro salubre e decoroso per il professionista che ne è alla guida 7 e più ore al giorno, con conseguente miglioramento di performance lavorative a 360 gradi. Ma come accennato nell’introduzione, tutto questo succede a Trento.

Perché a Rovereto invece, orizzonte ai margini meridionali del territorio Trentino, le cose pare vadano diversamente. Per la seconda città della Provincia, infatti, non è previsto l’arrivo nemmeno di una delle nuove macchina ordinate da Tte!

Motivo? Ufficialmente l’Azienda ritiene che, non avendo un impianto proprio di ricarica di metano all’interno delle pertinenze aziendali, sia economicamente svantaggioso mantenere questo tipo di autobus nel piano d’aria della Vallagarina in termini di personale dedicato al rifornimento.

Tradotto in soldoni significa che la Città della Quercia e comuni limitrofi sono da considerarsi di serie B, nonostante il prezzo al chilometro pagato per il servizio sia il medesimo di quello pagato da Trento.
E pensare che fino a pochi anni fa erano in servizio anche qui 3 autobus a metano, e a memoria non si ricordano questi enormi sforzi in termini di uomini ed ore per il loro approvvigionamento al distributore più vicino, il quale tra l’altro dista pochi minuti dal deposito.

Ma si badi bene, non si cada nell’errore di credere che nuovi bus arrivino da noi col contagocce solo per una questione di un carburante piuttosto che di un altro, ma prassi vuole che anche i normali autobus a gasolio in genere vengano affidati a Rovereto dopo un “lungo rodaggio” di centinaia di migliaia di km nel Capoluogo, e seppur a norma di manutenzione, con fisiologici segni di usura in termini di comfort, inquinamento ed immagine.

Gli ultimi ad arrivare, nel 2013, sono stati 3 bus da 12 metri ibridi, a trazione elettrica ma con un motore a gasolio per la ricarica delle batterie, che a detta degli esperti dovevano essere la nuova frontiera tecnologica in termine di emissioni e consumi…già, peccato però che si è notato che nonostante la motricità elettrica, alla fine della giornata i litri di gasolio bruciati dal motore siano paragonabili ad un bus tradizionale. Quindi dove sta il risparmio? No certo nell’acquisto e nella manutenzione che, come facilmente immaginabile, sono di gran lunga superiori ai tradizionali bus a gasolio, e nemmeno sotto l’aspetto ambientale.

Alla luce di tutto ciò quindi, quello che chiede Uil Trasporti per Rovereto è di riconoscere finalmente che utenza ed autisti del piano d’area della Vallagarina sono uguali a quelli di Trento, e di sostituire pertanto gli autobus più obsoleti che portano sulle spalle il peso di 16 e più anni di servizio con nuovi bus sicuri per tutti, comodi per l’utenza, belli da vedere e non inquinanti per il nostro bellissimo territorio, perché è facile, possibile ed è giusto farlo

 

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Erik Zobele

Uiltrasporti di Rovereto