UIL SCUOLA TRENTO* Docenti: la revisione normativa porterà al bando di un concorso per soli titoli

Sta finalmente diventando realtà normativa, la richiesta della Uil Scuola, avanzata da anni, di considerare tutte le abilitazioni al pari del superamento di concorso per soli titoli: una soluzione indicate dalle norme nazionali fin dal 1994, ribadita con le Siss dal 2001, disegnata da ultimo dalla provincia autonoma di Bolzano due anni scolastici fa. Con un po’ di ritardo e con un po’ di fatica, giunge adesso il provvedimento del Presidente Rossi. Non c’è che da accogliere la scelta con soddisfazione: una vittoria delle nostre tesi sindacali.

Prima di ripercorrere alcuni assieme alcune tappe del percorso, è però necessario rispondere ad una domanda: perché nella Scuola si vuol mantenere un enorme numero di lavoratori con contratto a tempo determinato? Perché si vuol risparmiare sulla pelle delle persone; perché i precari non hanno scatti di anzianità, non hanno avanzamenti retributivi.

Per questa ragione è necessario inserire contrattualmente il riconoscimento, a tutto il personale di ruolo e non di ruolo, del diritto alla retribuzione in base alla anzianità di servizio. Se non ci si arriva per accordo negoziale, saranno le aule di giustizia ad imporlo.

 

 

Alcune tappe … per gli smemorati

Era il 2011 quando la Uil Scuola, a Trento patrocinava una azione legale, con oltre 250 docenti in ricorso (oggi sono 400 i lavoratori della Scuola sostenuti anche economicamente dalla nostra Organizzazione Sindacale), che, accertato l’abuso della reiterazione dei contratti a termine, permettesse la stabilizzazione dei docenti precari che stabilmente lavorano nelle nostre scuole. Sono quei ricorsi che hanno portato i governi Renzi e Rossi (nazionali e provinciali) a procedere con le stabilizzazioni del personale scolatico.

Nel 2012, a fronte della volontà provinciale di dare vita all’Albo dei docenti attraverso ulteriori prove concorsuali trentine (una di tipo psico–attitudinale), Uil Scuola, chiedeva all’Assessora Marta Dalmaso di stabilizzare tutti i docenti precari abilitati e, comunque, di individuare una via riservata ai docenti con più di tre anni di servizio prestato.

Trascorrono due anni, siamo nel 2014, e il neo Presidente Rossi chiede di modificare il contratto di tutti i docenti, appesantendo i carichi di lavoro a tutti, come contropartita per la copertura di tutti i posti vacanti. Uil Scuola,, assieme a GILDA degli Insegnanti, non firma quell’accordo: la stabilizzazione dei docenti (già in servizio nelle nostre Scuole) è un obbligo di legge. Obbligo peraltro solo parzialmente adempiuto.

 

Arriviamo a gennaio 2016 quando l’Amministrazione provinciale annuncia di voler bandire un concorso “fotocopia” rispetto a quanto fatto a livello nazionale. Dopo anni di divisioni, per la prima volta UIL SCUOLA, CISL SCUOLA e FLC CGIL scendono in campo con una proposta unitaria: costituiamo una graduatoria unica, divisa per fasce, con l’inclusione di tutti i docenti abilitati e con una prova riservata ai colleghi privi di abilitazione, ma stabilmente in servizio nelle nostre Scuole. “Facciamo come Bolzano”, chiedeva il segretario Di Fiore.

La richiesta, tutti lo potranno ricordare, cadde nel vuoto. La preoccupazione di poter sbagliare, fece sì che la giunta provinciale non facesse nulla di nuovo, che ci si adeguasse agli errori nazionali. Errori che, nel corso del 2017, la Ministra Fedeli ha parzialmente corretto con il DM 59/2017 e successivi.

Arriviamo finalmente ad oggi, con l’annuncio trentino: si seguirà la via bolzanina.
Per la Uil Scuola, è una vittoria!

Ora dobbiamo prestare attenzione che effettivamente ci si adegui effettivamente a quanto deliberato dalla vicina provincia altoatesina. Che siano posti in debita evidenza i titoli di servizio. Che tutte le abilitazioni siano spendibili, ai fini della immissione nelle nuova graduatoria per Titoli.

Medesimi diritti spettano ai docenti di Irc in possesso del riconoscimento di idoneità permanente (l’abilitazione all’insegnamento religione cattolica): sia costituita, ai fini della immissione in ruolo, la graduatoria degli insegnanti che da anni lavorano nelle istituzioni scolastiche, coprendo peraltro posti vacanti, stabilmente disponibili.

Dobbiamo infine, ma non per ultimo, ricordare come le indicazioni normative europee, nazionali e provinciali non facciano distinzione tra i lavoratori. Le modifiche normative che si stanno oggi introducendo per gli insegnanti della Scuola provinciale a carattere Statale, debbono essere valutate e tenute in considerazione per tutto il personale della Scuola: ATA, Assistenti Educatori.

Sulla Formazione Professionale, e sul personale precario che stabilmente vi opera, vi è poi da ricordare come questa amministrazione sia doppiamente inadempiente: nel Protocollo d’Intesa tra Amministrazione provinciale e Organizzazioni Sindacali, firmato nell’ottobre 2015, ma anche negli impegni sottoscritto dal Presidente della Giunta Provinciale nel 2016, vi è l’impegno a volto a stabilizzare (coprire l’intera pianta organica con personale a tempo indeterminato), valorizzando le risorse presenti nel sistema. Che ne è di quell’impegno?

 

 

Segreteria regionale Uil Scuola, – Trento