UIL SCUOLA – TRENTINO * SIGLATO L’ACCORDO PER I DOCENTI: ” UN CONTRATTO PER LE PERSONE, RAGGIUNTI QUASI TUTTI GLI OBIETTIVI SUL PIANO GIURIDICO “

Alla vigilia del 25 Aprile, siglato l’accordo per i docenti. Un contratto per le persone. Dopo una trattativa iniziata alle 9.30 del mattino e conclusa poco prima delle 22.00, abbiamo chiuso l’accordo contrattuale. È un buon accordo: abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi sul piano giuridico e portato a casa quel tanto di risorse che erano state stanziate.

Una considerazione sulle risorse (che non sono un granché). Noi della Uil Scuola lo abbiamo sempre detto, nel corso dei mesi: attenzione ché al massimo riusciremo a portare a casa gli adeguamenti nazionali, senza il riassorbimento di quanto ci è stato anticipato dal 2008 (30€ ca.). Puntiamo sul riordino dell’orario di lavoro. Così è stato.

L’accordo di questa sera permette di mantenere integri tra 80 e 90 € al mese lordi: una parte sul trattamento fondamentale (+/– 58 € di aumento al netto del riassorbimento degli acconti) ed una parte sulla flessibilità (29€ al mese per 10 mesi). Sono tutte qui le risorse (vi è anche una una tantum di 780€ circa).

Assieme alla Cisl abbiamo chiesto il pieno recupero degli anticipi, spostando i ca. 35€ sulla quota assegno provinciale quota b). La proposta non è stata accolta. La Provincia, anche su richiesta di Flc Cgil e Gilda, ha voluto indirizzare i denari sull’indennità di flessibilità. Allora ci siamo battuti a che gli ultimi non siano sempre più … ultimi. Alla fine abbiamo quantomeno ottenuto l’allargamento della platea dei beneficiari del compenso di flessibilità (che sarà di 1000, anziché 710€) progressivamente a tutti i precari.

Nel corso di questi mesi la partita non è stata facile: si partiva dall’accordo del 2014 (quello che permetteva di saturare tutti i nostri monte-ore), per arrivare a proposte che prevedevano la formazione obbligatoria nelle 80 ore provenienti dal nazionale. C’è chi chiedeva un compenso diversificato sulla flessibilità: semplice per i docenti normali e doppio per quelli impegnati sulle riforme.

 

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Pezzo a pezzo abbiamo smontato le proposte del moloch provinciale. Abbiamo:

-) Riscritto l’articolo 26, separando le ore nazionali (fino a 80 da prestare solo per le attività collegiali) da quelle provinciali;

-) Imposto una flessibilità buona, sull’utilizzo delle 40 provinciali (non solo con gli studenti, ma anche per studenti)

-) Messo in contrattazione le risorse sulla cosiddetta valorizzazione del merito

-) Ripristinato un pezzo di contrattazione d’Istituto, facendo inserire i criteri relativi al diritto di disconnessione

-) Evitata la previsione, di stampo sovietico, di formazione obbligatoria presso l’Iprase (Istituto a selezione di origine controllata). La formazione è un diritto; è una formazione libera … che libere sono l’arte e la scienza.

-) Fatto stralciare confusi testi di modifica contrattuale sul part-time

 

A fronte della introduzione di un breve periodo di prova sul personale a tempo determinato (ultimamente sono state contrattualizzate persone … non propriamente tagliate per l’insegnamento), la Uil ha chiesto e ottenuta la contrattualizzazione delle modalità organizzative della formazione in ingresso.

Unico rammarico: volevamo riportare a negoziazione i criteri generali sulla articolazione dell’orario di lavoro. Ci siamo scontrati con una visione ottusa, burocratica e centralista. Chi scrive le regole dovrebbe tener conto del principio di ragionevolezza, quindi del rispetto delle persone. Senza ragionevolezza le regole diventano meccanismi e procedure senza senso: le persone si trasformano in macchine senza cuore.

È un buonissimo accordo: non avremo molti denari, ma vi sarà un alleggerimento complessivo dei carichi di lavoro ed un maggior rispetto per la nostra professionalità. Eppoi siamo rientrati nel contratto nazionale (con un contratto più leggero e snello), con il provinciale a far da integrativo. Nei prossimi due mesi ripartirà la trattativa per chiudere le ulteriori sequenze contrattuali