Da giorni veniamo a conoscenza tramite i quotidiani locali della difficoltà asserita di reperire medici di medicina d’urgenza.

La UIL FPL Sanità a nome del suo Segretario Giuseppe Varagone e del Responsabile della UIL FPL Sanità- Area Medica – Dott. Gianluca Lauria Lauria fanno presente che il problema della carenza dei medici viene da molto lontano e cioè da quando nelle facoltà di Medicina delle Università Italiane si è introdotto, contro ogni logica, il numero chiuso. È urgente ora, per regolare la situazione negli anni a venire, di rimuovere immediatamente dalle università italiane il numero chiuso per l’accesso a medicina.

Per l’immediato abbiamo letto sui quotidiani le varie proposte fatte da vari Dirigenti della sanità trentina che variano da quella del Direttore Generale dell’Apss Dottor Paolo Bordon di reperire Medici tirocinanti di medicina generale a quelle più drastiche di ridurre i posti letto di Osservazione Breve del Pronto Soccorso del Santa Chiara e/o della solita vecchia ed inefficace proposta di ulteriori aumenti di ticket sanitari fatte dal Direttore della stessa U.O. Dottor Claudio Ramponi.

Purtroppo dobbiamo evidenziare che alcune soluzioni prospettate vadano sempre in un’unica direzione: quella di reperire maggiori entrate o attraverso l’aumento di ticket sanitari per l’accesso alle prestazioni o riducendo posti letto di rilevante importanza sanitaria (chiusura posti OBI In P.S.) ma che non risolvono il problema alla radice. Siamo molto preoccupati e perplessi anche del fatto che qualcuno pensi di risolvere il problema utilizzando i Medici tirocinanti.

A nostro avviso semmai è da domandarsi come mai la sanità trentina non sia ambita dai medici e perché in questi anni, i medici di medicina d’urgenza che lavoravano in Pronto Soccorso del Santa Chiara dopo alcuni mesi hanno preferito andarsene altrove? E perché la Precedente Giunta Provinciale e la Dirigenza Aziendale abbiano deciso di depotenziare gli ospedali periferici centralizzando tutto al Santa Chiara sapendo bene che da solo non avrebbe mai potuto farsi carico delle emergenze sanitarie di tutto il territorio trentino, se non a discapito di lunghe liste di attesa per gli interventi di sala operatoria, di continui spostamenti di interventi già programmati e di un sovraccarico ingestibile ai pronti soccorsi di Trento e Rovereto?

Come UIL FPL Sanità chiediamo, date le molteplici implicazioni del caso, l’immediata attivazione di un tavolo tecnico tra Assessorato alla sanità, Apss e Sindacati atto a trovare le soluzioni più adeguate possibili per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, che ogni giorno afferiscono ai Pronti Soccorsi, e che contemporaneamente affronti le problematiche del Personale Medico, Infermieristico ed O.S.S. in essi operante.

 

*
Giuseppe Varagone
Segretario Provinciale UIL FPL

 

Sanità Responsabile UIL FPL Sanità- Area Medica

Dott. Gianluca Lauria Lauria