TRENTO FILM FESTIVAL * A MONTAGNALIBRI LO SCRITTORE MARCO BALZANO PRESENTERÀ “ RESTO QUI ”

Il celebre scrittore presenterà, in anteprima regionale, il suo nuovo romanzo “Resto qui” domenica 25 marzo, alle 17.30, allo Spazio Archeologico del Sas a Trento.

Domenica 25 marzo, alle 17.30, allo Spazio Archeologico del Sas, Piazza Cesare Battisti (Trento), in attesa dell’avvio della 66. edizione del Trento Film Festival (che si svolgerà a Trento dal 26 aprile al 6 maggio) la rassegna offrirà un nuovo appuntamento di “MontagnaLibri” con il celebre scrittore Marco Balzano che, in anteprima regionale, presenterà “Resto qui” il suo ultimo romanzo ambientato a Curon, in Val Venosta (Einaudi).

L’evento (l’ingresso è libero) è organizzato in collaborazione con la “Piccola Libreria” di Lisa Orlandi. A dialogare con lo scrittore, vincitore nel 2015 del premio Campiello, sarà Fabrizio Franchi, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino – Alto Adige.

Il nuovo romanzo di Balzano, ha evidenziato Gigi Riva su “L’Espresso”, benché ambientato in altra epoca, parla dei grandi tempi di oggi. Le frontiere, il migrare, i dissidi etnici, i soprusi del potere sulla gente comune, le pulsioni autoritarie.

Protagonista della storia, ambientata a Curon, in Val Venosta (località che nel 1950 fu sommersa da un lago artificiale creatosi dopo la costruzione di una centrale idroelettrica e da dove ancora oggi emerge la famosa punta del campanile della chiesa) è Trina, una donna caparbia, madre e moglie, legata alla sua terra, al suo paese, che odia piangere e che è abituata a lottare, facendolo per tutta la vita.

Quando i fascisti arrivano nella valle la vogliono italianizzare, occupano scuole e municipi, vietano la lingua tedesca, cambiano i nomi alle vie. Vogliono sradicare radici di secoli. Ma Trina, pur di non perdere la propria identità, trova il coraggio di ribellarsi, vuole continuare a fare la maestra, insegnare ai bambini a leggere e scrivere in tedesco, è disposta ad «andare nelle catacombe», le scuole clandestine, rischiando l’arresto, la deportazione.

E così inizia a lottare, affidandosi al racconto e alle parole con delle lettere che scrive alla figlia scomparsa nel nulla, sperando sempre in suo ritorno. Così come non scappa e lotta, dopo la guerra, quando le acque sommergeranno le case e i campi del suo paese. “Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare”. E attorno a queste parole costruirà la sua lotta che l’accompagnerà per tutta la vita.

«Non credo ai colpi di fulmine – ha spiegato Marco Balzano – né in amore né nella scrittura. Però quando ho visto quel paese sommerso ho subito avuto la certezza che avevo davanti una storia, e non desideravo altro che capire se avrei saputo raccontarla.

Così ho iniziato a studiare, sono andato a parlare coi pochi testimoni di quella vicenda e più imparavo, più mi rendevo conto che l’Alto Adige è come lo specchio di quel lago: sotto la calma apparente ribolle il tumulto. La distruzione del paese è stato l’ultimo atto di un lungo periodo violento che ha riguardato non solo Curon, ma tutta la regione. Lì, nel 1921, con la marcia su Bolzano, è iniziato il Ventennio, lì dopo l’8 settembre è arrivato Hitler, lì è scoppiato il primo terrorismo.

Ed è lì che dovremmo andare a fare i conti per riflettere su cosa sono il fascismo, l’identità, l’unità d’Italia, il progresso e ciò che di drammatico quasi sempre implica per il paesaggio e le persone: tutto questo – sotto le montagne verdeggianti, i vasi di gerani in bella mostra sui balconi, l’ordine dei borghi – è l’Alto Adige. È un posto che ci riguarda e che parla di noi».

Marco Balzano è nato e vive a Milano, dove lavora come insegnante di Lettere nei licei. È sposato e ha due figli. Come autore esordisce nel 2007 con la raccolta di poesie “Particolari in controsenso” (Ed. Lieto Colle), silloge premiata all’ottava edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa Guido Gozzano. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, “Il figlio del figlio” (Ed. Avagliano), aggiudicandosi il Premio Opera Prima all’XI edizione del Premio Letterario Corrado Alvaro.

Con “Pronti a tutte le partenze” (Sellerio) si aggiudica il Premio Flaiano per la Narrativa nel 2013. L’anno successivo, sempre per i tipi di Sellerio, pubblica il suo terzo romanzo, “L’ultimo arrivato”, con il quale si aggiudica le edizioni 2015 del Premio Campiello, del Premio Volponi, del Premio Biblioteche di Roma, del Premio Fenice-Europa. “Resto qui” è il suo quarto romanzo.