TRANSDOLOMITES * FERROVIE ALPINE: UN ALTRO PASSO AVANTI NELLA MATERIALIZZAZIONE DEI PROGETTI

Ferrovie alpine; un altro passo in avanti. La visione di una rete di ferrovie alpine e dolomitiche che da anni Transdolomites da anni promuove si potrà anche definire come un sogno. I fatti però dimostrano che una volta che ci si sveglia i sogni posso trasformarsi in realtà poco per volta.

Se è vero che questa visione non si è materializzata in qualche metro di nuovo binario, vero è che a materializzarsi sono i progetti. Il Governatore Luca Zaia sta spingendo con forza sulla Calalzo-Cortina e la Cortina-Dobbiaco che le notizie danno per confermata anche se si sta lavorando con lo Stato sull’accordo definitivo sul tracciato.

Per la Val Gardena il primo obiettivo nel medio periodo è partire dalla ferrovia del Brennero per servire Selva di Valgardena e volgere lo sguardo anche verso la Val di Fassa. L’altra notizia che da qualche settimana era stata confermata da Ugo Parolo, Sottosegretario alla Regione Lombardia, al convegno della Società Economica Valtellinese il 6 ottobre 2017 è il raggiungo accordo con la Provincia Autonoma di Bolzano circa la realizzazione del traforo ferroviario sotto lo Stelvio.

Martedì 5 dicembre 2017 alle 18,30 nella Sala Congressi di Bormio alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia e Richard Theiner Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano si terrà la presentazione dello studio di prefattibilità del traforo ferroviario dello Stelvio.

Come confermato dall’Assessore ai Trasporti della Prov. Aut. di Bolzano Florian Mussner che lo scrivente ha incontrato lunedì 27 novembre, si tratterà di traforo ferroviario in quanto Bolzano aveva condizionato la realizzazione del traforo alla sua sola vocazione ferroviaria.

Si tratta in sostanza di progettare un collegamento ferroviario che dalla Val Venosta passi sotto lo Stelvio, raggiunga Bormio-Tirano e con il Bernina arrivare in Engadina. Se volgiamo lo sguardo a sud , il corridoio che verrà a crearsi sarà la Venosta-Tirano -Milano.

Insomma, tassello dopo tasello, miliardo dopo miliardo di Euro, la visione di Transdolomites sta avanzando. Ma non finsce qui . Al convegno che Transdolomites ha organizzato al Muse il 27 novembre, Georg Lun, Direttore dell’Istituto di Ricerca Economica della Camera di Commercio di Bolzano ha confermato non solo la direttrice sotto lo Stelvio ma anche la volontà di Bolzano per dare sfogo alla ferrovia della Val Venosta con l’ipotesi del collegamento ferroviario verso l’Engadina o Landeck in Austria.

I lavori dell’elettrificazione della Val Venosta oltre al potenziamento della linea locale hanno anche un altro significato; portare a 5.000.000 i passeggeri/anno questa linea così da avere sufficiente utenza per giustificare la progettazione del collegamento tra Malles , Svizzera o Austria.

Una vera rivoluzione perché la Val Venosta diverrebbe una linea internazionale e verrebbe attivato di fatto il collegamento tra Bolzano e Zurigo. Ma i soldi dove si trovano? I soldi non sono un problema . Ci sono. Lo ha detto Andrea Molocchi a nome del Ministero dell’Ambiente sempre al convegno al Muse.

Solo guardando ad un migliore orientamento della spesa pubblica corrente in tema di sussidi alla mobilità sostenibile, potrebbero rendersi disponibili 41 miliardi di Euro da destinare alla mobilità L’altro bacino ove pescare sono i fondi europei regionali dove è ingente la disponibilità di finanziamenti è ingente .

Sommato ciò e volgendo lo sguardo in direzione della Banca Europea degli investimenti, Fondo Europei Investimenti Strategici , in occasione di vari eventi pubblici si è dimostrata la disponibilità di una massa di liquidità stimata in alcune migliaia di miliardi di Euro giacenti nei forzieri delle banche tra cui la Banca Centrale Europea perché mancano progetti su cui investirli. L’assurdo è che per conservare queste giacenze si deve pagare un interesse passivo. Un delitto non investire di questi tempi quando l’interesse è quasi pari allo zero.

Dunque il compito di chi sta in politica non è raccontare al popolo che non ci sono i soldi, ma avere idee e progettare. E se l’idea è buona il buon politico i soldi se li deve andare a cercare. Ma guardando al Trentino, che fare.? Deve fare un lavoro di squadra. In ambito Euregio si deve lavorare da subito per mettere mano ai nuovi progetti della ferrovia dell’Avisio e del Garda, investire sul potenziamento delle linee della Valsugana e della Trento-Mezzana ove anch’essa deve guardare in direzione di Tirano.

L’urgenza è presentarsi all’appuntamento del programma 2021-2027 per accedere ai finanziamenti europei per le ferrovie regionali. Questo lo si deve fare con Sudtirolo e Land Tirol per avere maggiore forza. Ma il lavoro di squadra lo si deve fare anche in Eusalp dove sul tavolo si possono far valere i progetti ferroviari tra Italia, Svizzera, Austria, Germania sempre in chiave europea.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites