TRANSDOLOMITES * ELEZIONI 4 MARZO: L’APPELLO AI CANDIDATI ED IL PROGRAMMA ” TRASPORTI DEL TRENTINO 2018 “

Per un programma ed un manifesto dei trasporti del Trentino, 2018 – 2035. Il ruolo e la posizione di Transdolomites in vista delle elezioni del 4 marzo.

Rispetto all’ultima tornata elettorale possiamo dire che la sensibilità sul  tema dei trasporti ha subito una evoluzione positiva. Se prima era Transdolomites a richiamare i gruppi politici e candidati sulla necessità di rivolgere la dovuta attenzione sulla necessità di impegnarsi su tale tema, recentemente abbiamo notato che questa attenzione si propone spontaneamente in alcuni gruppi politici in via trasversale. I conti ovviamente si faranno nel dopo elezioni. Le promesse sono un ingrediente fondamentale della campagna elettorale.

Noi vigileremo anche sul dopo e già l’8 marzo 2018 avremo modo di  verificare se la coerenza farà parte delle promesse preelettorali quando il Consiglio Comunale di Trento si troverà a trattare la mozione  relativa al collegamento ferroviario della città di Trento  con le valli di Cembra-Fiemme e Fassa. Sarà il primo banco di prova del dopo elezioni ed allora non mancheremo di fare un punto della situazione di quanto sarà emerso dalla discissione e dalla delibera.

L’associazione ringrazia tutte le forze politiche che ci hanno invitati alle serate pubbliche nel corso della campagna elettorale. Ci siamo sentiti in dovere di essere presenti con un ruolo istituzionale che ha avuto lo scopo di intervenire sulla questione dei trasporti con una visione rivolta al Trentino-le Dolomiti, ed Eusalp. Transdolomites non si schiera in favore di nessuno gruppo politico o di chi per loro candidato, ha comunicato ai suoi iscritti di votare con totale libertà di pensiero.

Il nostro invito è dare sostegno a tutte quelle forze politiche e candidati che con convinzione si sono dimostrati sensibili e disposti ad impegnarsi per una svolta nell’offerta di mobilità in Trentino e nel contesta nazionale.

 

 

  • Elezioni al Parlamento e Senato , 4 marzo 2018. Perché far sentire la nostra voce in questo frangente? Quali saranno i doveri e le opportunità per il Trentino nel contesto dei trasporti provinciali, dolomiti e alpini?

Salvo meritevoli prese di posizione trasversali l’attuale campagna elettorale ha brillato per   la mancanza di consapevolezza della sfida che il Trentino ora e per i prossimi decenni dovrà affrontare.  Non solo i personaggi più in carismatici  hanno dimostrato di non avere compreso la posta in gioco , ma nemmeno quelli che dovrebbero essere più radicati e rappresentativi del  loro  territorio hanno avuto il buon senso di provare a leggere  nel futuro i cambiamenti che incombono sulla nostra regione . Deboli e balbettanti si sono ridotti ad ubbidire agli ordini di scuderia   riducendo ancora una volta la competizione elettorale  sul mero calcolo del potenziale numero di elettori mettendo in sordina   gli impellenti bisogni dei loro concittadini.  Questa doveva essere l’occasione grande per metterci la faccia ma non hanno avuto il coraggio di farlo. La sfida cui ci riferiamo e che attraversa il cuore del Trentino e del Sudtirolo è il tunnel di base del Brennero e la necessità che un intervento   di tali dimensioni non sia un’opera fine a sé stessa ma l’infrastruttura strategica per la nostra regione . E’ nel contempo una realizzazione di interesse nazionale ed europeo . L’obiettivo forte è quello di far sì che la filiera dei trasporti che si sviluppa sulla ferrovia del Brennero  attuale e dopo il 2027 raggiunga le valli laterali che per via della forte pressione  turistica soffrono i grandi flussi di traffico . Sulla mobilità si gioca il, futuro del turismo e dello sviluppo economico per i residenti. Sulla nuova mobilità si gioca la vivibilità dei territori dolomitici e alpini. Da subito e non dal 2027 serve un ambizioso piano della mobilità e delle infrastrutture  per la mobilità su gomma, ferro, fune che a raggiera interessi tutto il Trentino; Il Garda, la Valsugana ( non solo elettrificazione ma potenziamento dell’infrastruttura) le valli del Noce con il collegamento con la Svizzera e la ferrovia dell’Avisio e la messa in rete con il progetto della linea della Val Gardena. In quest’ottica generale e con un programma di investimenti che ponga il 2018-2040 l’obiettivo temporale si gioca la partita dell’internazionalizzazione del Trentino. In questo orizzonte ci sta tutto; mobilità, contenimento del consumo del suolo, decarbonizzazione delle Alpi, sanità , agricoltura, turismo, piccola e media impresa , occupazione. Di tutto ciò basta e avanza per un programma elettorale lungo 20 anni. Ma in quanti lo hanno capito? In tutto ciò si gioca anche il futuro urbanistico della città di Trento.

 

 

  • Il differenziale del pil sul turismo tra Sudtirolo e Trentino.

Stiamo assistendo da tempo ad un confronto che vorrebbe farci  comprendere chi è più bravo tra il Trentino ed il Sudtirolo. Capirci qualche cosa è difficile perché gli studi che emergono portano a valutazioni contrastanti. E’  emerso recentemente nel Report  “ Il turismo invisibile”  di Regione  e Unioncamere Emilia-Romagna un’altra informazione che ha fotografato la situazione italiana. Il primato nazionale è stato assegnato al Sudtirolo  per PIL turistico procapite; 16.132 Euro. A tanto ammonta il ritorno economico calcolato mediamente per ogni abitante. Ben distanziate  abbiamo Rimini, Venezia, Aosta,   e quindi  Trento con  € 9.993. A detta di più politici e imprenditori trentini  , 1 miliardo di Euro generato dal turismo è ciò che avvantaggia il Sudtirolo rispetto al Trentino. Un differenziale  ed un ritorno economico che è composto di varie voci ma all’interno delle  quali la voce mobilità e gli  investimenti in servizi e infrastrutture riveste e rivestirà un peso sempre più importante. Bolzano pone come obiettivo chiaro anche nel comparto turistico il trasferimento dalle mobilità dalla gomma alla rotaia.Non è un caso che la Camera di Commercio di Bolzano abbia evidenziato il ruolo strategico dei collegamenti ferroviari internazionali per garantire il futuro del turismo sudtirolese. Quindi non solo la Val Pusteria e ferrovia del Brennero ma anche il collegamento tra la Val Venosta e l’Engadina o Austria. Lo studio di prefattibilità per il tunnel ferroviario sotto lo Stelvio tra Malles e Bormio presentato il 4 e 5 dicembre 2017 va in tale direzione. E il Trentino e le sue valli fino a quando penseranno di starsene  beatamente in letargo???

 

 

  • Gli investimenti in mobilità in Sudtirolo ed il Piano della mobilità.

Se alle volte gli studi economici tra le due province possono lasciare spazio a diverse interpretazioni, pensiamo non ci sia partita sul piano dei progetti e delle intenzioni .700 pagine compongono il Piano della Mobilità del Sudtirolo. Il comunicato stampa della Provincia Autonoma di Bolzano del 7 febbraio 2018 presenta il programma triennale per mobilità e infrastrutture  fino al 2020 : 172 milioni di Euro di investimenti affinchè la mobilità sostenibile diventi sempre più appetibile è stato il commento del Landeshautmann Arno Kompatscher  e del Direttore di compartimento Günther Burger: modernizzazione , ampliamento parco mezzi, migliorare l’informazione per quanto riguarda gli orari e agevolare l’accesso per le persone disabili. Alle opere già anticipate in precedenti occasioni è importante aggiungere i progetti per le nuove fermate ferroviarie cittadine ove l’infrastruttura ferroviaria esistente diventa la metropolitana di superficie, il raddoppio della Bolzano-Merano e le funivie di San Genesio e quella appena annunciata del Virgolo . Nulla a che vedere con situazioni come quella tanto sbandierata  funivia  per il Bondone. A ciò si aggiunge la partecipazione al programma Horizon 2020 per il sostegno all’autobus a zero emissioni. Ma la grande carta si sta giocando sulla città di Bolzano dove vi è la corsa alla progettazione e realizzazione delle nuove infrastrutture per la  mobilità su ferro. In occasione dell’incontro che ho avuto questo mese  con Maria Laura Lorenzini , Assessora all’Ambiente e Mobilità di Bolzano ho avuto modo di verificare come si prevede l’evoluzione del sistema di mobilità della città; 2 linee di tram in progettazione. Di queste , 1 prevede che il progettato Metrobus BRT tra Bolzano e Caldaro venga a essere trasformato in futuro in tramvia. Questo anche con il benestare della Giunta provinciale . Con la Lorenzini ci si è anche confrontati sull’idea di un ring ferroviario che colleghi Bolzano con Caldaro, Termeno,Ora e nuovamente Bolzano. Ma l’aspetto più importante che è emerso nell’incontro è la forte presa di coscienza che la situazione allarmante legata all’inquinamento da traffico debba essere affrontata senza ulteriori ritardi e lavorando in squadra. Da qui l’intenzione di attivare il tavolo di lavoro che veda attori la città di Bolzano, i comuni confinanti sino ad arrivare a Merano. Anche Trento entrerà in questo orizzonte di invito alla collaborazione. Ultimo annuncio di questi giorni è la scelta di realizzare in città la ciclopolitana ossia il completamento della rete delle ciclabili con 14 nuove ciclabili a seguito dei fondi ricevuti dal Ministero dell’Ambiente. In tale senso c’è un programma di opere ciclabili per il periodo 2018-2019. Questo perché la mobilità su due ruote in città è la più efficace ed economica . Infatti la stragrande maggioranza dei cittadini possiede una bici ed è quindi pronto per questo cambiamento a ciclabili realizzate.

Il Trentino sul piatto della bilancia può al momento  proporre l’annunciata elettrificazione della Valsugana, e l’incarico all’Ing. Stefano Ciurnelli per l’idea del BRT nelle valli di Fiemme e Fassa e come secondo orizzonte lo scenario della ferrovia dell’Avisio. Ma sono passati più di 8 anni dall’annuncio roboante di Metroland e per le valli dell’Avisio si inizia solo ora a muovere i primi passi. C’è poi il Garda  e la strategica Trento – Mezzana condita dall’assordante dormitorio  di coloro che siedono nei Municipi delle valli del Noce che dopo anni di solleciti e  dibattiti  sui media a riguardo della loro ferrovia ben raramente si sono adoperati ad aprire bocca.

 

 

  • E’ fondamentale che la filiera della rappresentanza politica sia ben sintonizzata su questi obiettivi.

E’ di primaria importanza che il Trentino abbia le idee ben chiare sulle scelte di mobilità che vuole adottare e che tramite i suoi rappresentanti di Camera e Senato venga portato in avanti il contatto con i Dirigenti e Ministeri competenti al fine di lavorare alla programmazione, progettazione, finanziamento. In questa fase temporale si gioca il futuro del Trentino in tema di trasporti e di nuove infrastrutture ferroviarie di valle. Ora o mai più perché è adesso che investire in soldi pubblici rappresenta un affare. Domani le regole potrebbero cambiare. Altra considerazione; è più conveniente essere citati dinanzi alla Corte di Giustizia Europea per l’inadempienza agli obblighi di dare risposte concrete al problema dell’inquinamento da traffico e se condannati dover  pagare le sanzioni . O forse questi soldi non sarebbe più saggio investirli da subito sul territorio?

 

 

  • E’ necessaria una leadership forte a livello provinciale

Ma affinchè tali condizioni si verifichino e la filiera politica sia efficace  occorre un Governo provinciale  forte , ben determinato a tracciare le linee guida da qui al 2035-2040 sull’esempio di quanto fa la vicina Svizzera. Un governo che metta bene in chiaro le regole di chi spetta decidere a riguardo di determinate scelte e chi invece deve essere l’esecutore. E una volta deciso il timone deve essere tenuto fisso sino al raggiungimento dell’obiettivo indipendentemente dal mutare dei governi provinciali o nazionali. Quello dei trasporti è un affare di tutta la Giunta provinciale e non di un singolo Assessore. Se guardiamo a Bolzano, nelle piccole e grandi scelte in avanti a tutti c’è il Landeshauptmann Arno Kompatscher e cui gli assessori e dirigenti di competenza. Condizione che non vediamo essere soddisfatta in Trentino ove troppo spesso il Presidente Ugo Rossi notiamo essere assente in questa fase storica e con lui anche gli altri membri del Governo provinciale. Essere partener di Euregio vuol dire andare ben oltre la firma dei protocolli sui trasporti. Questi devono trasformarsi in impegni vincolanti e in progetti veri sul territorio.

 

 

Il Trentino o meglio i trentini , malgrado l’evidente ritardo accumulato se la dormono alla grande .

Se essi hanno deciso che questo sia il modus vivendi, non fanno certo un torto o un danno a Transdolomites. Lo fanno solo a sé stessi.

Se però  c’è una parte del Trentino anestetizzato e  balbettante vogliamo e dobbiamo ricordare un  altro Trentino vivo .  Quello orientale che attraverso la società civile e le Istituzioni del territorio  da tempo manifesta le proprie  necessità ed ambizioni. È quella parte del Trentino per il quale  è importante battersi per essere ascoltati . E’ la voce del Comun General de Fascia , Comunità Territoriale di Fiemme e di Cembra, i Comuni di Pozza, Soraga, Moena, Predazzo, Ziano, Cavalese , Castello-Molina, Capriana, Altavalle , Cembra-Lisignago, Giovo. A questi si aggiungono le istanze e proposte che riguardano la mobilità in Valsugana, volte a togliere dall’isolamento gli Altipiani Cimbri.

 

All’attivo ci sono  ben 7 mozioni sia dalla Provincia Autonoma di Trento, che  dalla Comunita’ di Valle degli Altipiani Cimbri, Comuni di Levico Terme, Caldonazzo, Tenna, Lavarone e Luserna, tutte approvate all’unanimità.  Dopo ben 14 anni tutto tace .

 

 

  • Il non rinnovo dell’adesione al Collegio dei Soci sostenitori alla Fondazione Dolomiti Unesco.

Transdolomites quest’anno ha deciso di non rinnovare la propria adesione al Collegio dei Sostenitori della Fondazione Dolomiti Unesco. Non lo ha fatto per spirito di polemica o di scontro ma con lo scopo di stimolare la Fondazione ad avviare con determinazione un percorso di coinvolgimento delle comunità delle Dolomiti  dinnanzi alla prospettiva del ritorno della ferrovia nelle Dolomiti. Non chiediamo che la Fondazione si schieri a spada tratta sulla causa ferroviaria perché non sarebbe giusto ed esulerebbe dal suo ruolo. Ci rendiamo conto della fatica per arrivare alla realizzazione degli eventi di mobilità per i passi dolomitici . La vera sfida è però quella di  affrontare alla radice il problema traffico non solo affrontandolo  sul fondovalle ma aggredendolo con un approccio che abbia origine dalle città, dagli aeroporti in un conteso nazionale ed europeo.

Con questa decisione abbiamo voluto mettere in evidenza il deficit di dibattito su obiettivi così impegnativi quali sono quelli ferroviari ma vogliamo anche dire che se dalla Fondazione giungerà un chiaro segnale a procedere in tale direzione , Transdolomites non si tirerà indietro con il suo sostegno.

 

 

Conclusioni.

 

Il Rapporto MobilitAria 2018  indicano ancora una volta nell’Italia uno dei paesi in cui l’inquinamento dell’aria fa più vittime con 79.820 morti premature nel 2014. La componente traffico è tra quelle che producono più inquinanti. E’ certamente  facile per i politici pontificare i cittadini sul fatto che realizzare opere per il trasporto pubblico costa. Chiediamo allora se 79.820 morti/anno in Italia e  467.000 morti premature all’anno nell’U.E siano il prezzo equo che la società deve pagare a tale presunta sostenibilità. NOI NON LA PENSIAMO COSI’ . E fa riflettere che sindacati, associazioni ambientaliste e associazioni che lavorano nel sociale non abbiano ancora avuto il buon senso di alzare la voce in difesa del valore della vita umana e dell’ambiente dinnanzi ad una situazione che fa del problema traffico una quotidiana guerra mondiale

 

 

 

*

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites