SETTORE VITIVINICOLO: VIOLA, QUALI AZIONI PER MANTENERE IL DIALOGO TRA I CONSORZI?

A cura di redazione Opinione

(Interrogazione Pat: primo firmatario Walter Viola; Marino Simoni – Gianfranco Zanon) – Il settore vitivinicolo costituisce per il Trentino una risorsa di straordinaria importanza, sia per il rilevante numero di aziende, di connesse professionalità e di forza lavoro impiegate, sia per il consolidamento e lo sviluppo di una cultura rispettosa dell’ambiente, del territorio e delle sue vocazioni produttive, sia come elemento di promozione turistica e di valorizzazione di eccellenze a livello agro-alimentare.

Compito dell’Amministrazione provinciale è quello di favorire il realizzarsi di condizioni che, da un lato, facilitino lo sviluppo dell’attività vitivinicola nel rispetto di adeguati requisiti qualitativi e di sostenibilità ambientale, dall’altro, contribuiscano a implementare una promozione incisiva e diffusa del prodotto trentino a livello sia nazionale sia internazionale.

In un contesto quale quello qui brevemente delineato, va seguita con attenzione la dinamica dei rapporti tra i soggetti rappresentativi dei produttori trentini. A tale proposito, un numero importante di aziende vitivinicole trentine – oggi sono sessanta – che coltivano le proprie vigne e imbottigliano il proprio vino, curando tutti gli aspetti che vanno dalla coltivazione alla commercializzazione del prodotto, hanno recentemente dato vita al Consorzio Vignaioli del Trentino, soggetto nato come luogo di rappresentanza, di sviluppo di rete e di sostegno operativo per le piccole aziende. Le motivazioni alla base della nascita di tale nuovo soggetto risiedevano nella difficoltà dei piccoli produttori di far pesare le proprie istanze e opzioni all’interno del Consorzio Vini del Trentino. Quest’ultimo è rimasto, pertanto, in misura ancora maggiore che in passato, espressione delle grandi realtà produttive.

Le ultime settimane hanno reso più profonda la frattura fra i due soggetti, poiché l’Assemblea del Consorzio Vignaioli del Trentino ha impegnato i propri ventuno membri che erano rimasti anche nel Consorzio dei Vini del Trentino a recedere dall’adesione a quest’ultimo. Ciò comporterà la compresenza di due soggetti, l’uno rappresentativo di settantatre aziende ed espressione delle realtà di maggiori dimensioni, l’altro rappresentativo di sessanta aziende ed espressione delle realtà più piccole e a forte vocazione artigianale.

Ora, è indubbio che la presenza di due soggetti distinti riflette, per certi aspetti fisiologicamente, la circostanza data da esigenze e priorità in parte differenti. Il Consorzio Vini del Trentino punta sulla certificazione ambientale, attraverso l’adesione al marchio Snqpi. Il Consorzio Vignaioli del Trentino, da parte sua, ha messo a punto un Manifesto che vuole sintetizzare l’identità di una vitivinicoltura artigianale e fortemente legata al territorio. Il documento impegna i vignaioli nella direzione di una “viticoltura sostenibile, senza forzature”, alla “gestione biologica dei vigneti”, alla coltivazione di “varietà autoctone, storiche e resistenti”, alla vendemmia “a mano”, ad una resa per ettaro inferiore del 20% rispetto alle Doc in vigore in Trentino.

Quanto sin qui evidenziato non deve, però, portare alla semplice registrazione di una progressiva divaricazione delle priorità dei due soggetti, specie in relazione a quella promozione di prodotti che si traduce nella promozione di un territorio che è il medesimo. Si ritiene importante, a tale riguardo, procedere tempestivamente all’implementazione di quelle misure che la mozione n. 146, approvata dal Consiglio provinciale nella seduta del 18 gennaio 2017, ha previsto per quegli imprenditori del settore vitivinicolo orientati ad investire nella direzione dell’innovazione, della qualità e della sostenibilità.

D’altra parte, gli ultimi sviluppi chiedono un’iniziativa politica in grado di favorire il dialogo fra due realtà che, ove collaborino, possono risultare complementari nella valorizzazione e nella promozione del nostro territorio e di alcuni tra i suoi prodotti più significativi, mentre, ove procedano senza alcuna forma di collegamento, possono determinare un’ulteriore frammentazione nelle strategie e negli strumenti di promozione del vino trentino, che già oggi si manifestano, per esempio, nello scollamento tra l’azione di Trentino Marketing e della Strada del Vino.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

 

-) se e quali azioni siano state individuate, al fine di realizzare le condizioni che favoriscano il mantenimento di un canale di dialogo tra il Consorzio dei Vini del Trentino e il Consorzio dei Vignaioli del Trentino;

-) se e come si intenda accogliere e rilanciare la proposta dei vignaioli di far nascere di un Consorzio paritetico e interprofessionale, composto da piccoli e grandi produttori secondo criteri di pari dignità e di pari possibilità di espressione delle idee e dei rispettivi valori di riferimento;

-) se non si ritenga che alcuni punti del Manifesto dei Vignaioli possano essere sottoposti all’attenzione dei grandi produttori, almeno con riferimento a una parte della loro produzione, allo scopo di moltiplicare quelle esperienze, già presenti in più di un caso, di produzione articolata su diversi livelli qualitativi e fasce di prezzo;

-) se non si ritenga utile promuovere momenti di incontro tra Consorzio dei Vignaioli del Trentino e Consorzio del Vino del Trentino con Trentino Marketing e Strada del Vino, per elaborare comuni iniziative, manifestazioni, eventi che portino alla conoscenza del vino trentino nei luoghi e presso i produttori dove vengono prodotti.

 

 

 

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

Cons. Walter Viola

Cons. Marino Simoni

Cons. Gianfranco Zanon

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione: