PRESIDENTE MATTARELLA * 51° GIORNATA MONDIALE DELLA PACE: “L’ISPIRATO MESSAGGIO DEL SANTO PADRE È MOTIVO DI MIA PARTECIPE E ATTENTA RIFLESSIONE”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Santità Papa Francesco, il seguente messaggio:

«Il Suo alto ed ispirato messaggio in occasione della celebrazione della 51° Giornata Mondiale della Pace, intitolato “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, è stato per me motivo di attenta e partecipe riflessione.

Nel rammentare che le migrazioni interessano oltre 250 milioni di persone nel mondo e che, per le diverse motivazioni all’origine dei flussi, il fenomeno impegnerà ancora per decenni a venire la Comunità internazionale, il Suo messaggio opportunamente esorta tutti a contemplare i migranti e i rifugiati con uno sguardo più attento e “carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”.

Le parole di Vostra Santità ci invitano a mutare prospettiva e a immedesimarci nelle aspettative dei migranti, che rischiano sovente la loro stessa vita pur di tentare un approdo in porto sicuro, sforzandoci di immaginare e apprezzare il “carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native” che li sospingono in direzione dei nostri Paesi. Tale sguardo contemplativo coglie anche lo spirito di sacrificio di persone e comunità che aprono le porte ai migranti, nonché il sano discernimento dei governanti che riservano loro la massima accoglienza compatibile con le esigenze del bene comune e delle comunità locali. Viceversa, fomentarne la paura non serve la causa della pace.

In tale prospettiva, il Messaggio stimola la Comunità internazionale ad attuare una strategia fondata sui quattro pilastri di accoglienza, protezione, promozione e integrazione, e declinata nei due Patti globali sulle migrazioni e sui rifugiati che le Nazioni Unite sono chiamate ad adottare nel 2018.

Esso, inoltre, ribadisce che tutti gli uomini, quali membri di una sola famiglia, hanno uguale diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale.
Condivido l’aspirazione alla realizzazione della promessa della pace, che si attua promuovendo nelle nostre città la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia e riaffermando con forza l’obbligo di rimanere vigili e reattivi di fronte alle perduranti, gravi lesioni della dignità umana cui spesso assistiamo.

Per questo, in occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù ho voluto ricordare che a fianco della schiavitù tradizionale troviamo oggi altre forme di assoggettamento e sfruttamento, quasi sempre collegate alla tratta dei migranti.

Di questi convincimenti l’Italia si è fatta interprete durante il suo mandato di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di Presidenza del G7; parimenti farà nel 2018 quale Presidente di turno dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, nella consapevolezza del primato delle soluzioni politiche ai conflitti e dell’insostituibile ruolo della diplomazia multilaterale per promuovere a livello globale pace, sviluppo sostenibile e diritti umani per tutti.

Inoltre, ben conscia della sua collocazione geografica, l’Italia continuerà a dedicare la massima attenzione ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e al continente africano, contribuendo, anche con nuove risorse destinate alle politiche di cooperazione allo sviluppo e alle missioni internazionali di pace, a iniziative concrete per fronteggiare le sfide comuni in materia economica, sociale e di sicurezza. Tutto ciò senza dimenticare l’intenso impegno per il salvataggio in mare di vite umane e per l’accoglienza nel nostro Paese di profughi e migranti.

Anche l’Unione Europea, che nel gestire il fenomeno migratorio può fare molto più dei singoli Stati Membri, deve affrontare il tema con lungimiranza e in maniera strutturale. Servono per questo, oltre a politiche che favoriscano la migrazione legale e prevedano, in parallelo, idonee garanzie di sicurezza per i cittadini europei, un’intensificazione dei programmi di cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi, così come iniziative a sostegno di una crescita sostenibile e armonica di tali Paesi che possano preludere allo stabilimento di un vero partenariato fra l’Europa e gli altri continenti, Africa in primis.

Santità, l’ispirazione del Suo messaggio per la 51° Giornata Mondiale della Pace conferma pienamente quanto ci dicemmo in occasione della Sua gradita visita al Quirinale circa l’immediato bisogno di riconciliazione, di disponibilità a costruire risposte corali ai grandi problemi contemporanei e di impegno per la tolleranza e la pacifica convivenza che caratterizza il mondo in cui viviamo.

Nella certezza di farmi interprete dei sentimenti del popolo italiano, Le rivolgo un sincero e affettuoso augurio per il nuovo anno e per la prosecuzione della Sua missione apostolica».