RUTELLI – FACEBOOK * “MARGHERITA: UNA STORIA PREZIOSA E UN TENTATIVO IMPOSSIBILE DI IMPADRONIRSENE”

Si leggono molte notizie, in questi giorni, su un proposito di utilizzare il simbolo della Margherita per una lista last-minute. Poiché viene chiamato sempre in causa il mio nome – avendo guidato quel partito politico dalla fondazione sino all’atto di nascita del Pd – è necessario mettere in chiaro tre punti. Ribadendo – è noto da tempo, ma è utile ripeterlo – che in queste elezioni non ho accettato candidature (ho assunto altri impegni professionali e personali che intendo rispettare).

 

 

1. Sul piano formale, e giuridico, non c’è una parola da aggiungere alla diffida presentata dagli avvocati Morganti e Grassi, che difendono gli interessi della Margherita-DL. La diffida è stata disposta dai detentori del simbolo del Partito, il Collegio dei Liquidatori – presieduto da Roberto Montesi -, assieme ai Garanti – presieduti da Enzo Donnamaria.

Essi hanno consultato me ed Enzo Bianco, Presidente dell’Assemblea Federale all’atto della chiusura delle attività politiche della Margherita. Abbiamo espresso il nostro pieno consenso: nessuno può impadronirsi del simbolo di un importante partito politico contro la volontà di chi ha il mandato indiscutibile a tutelarlo. Sarebbe come svegliarsi la mattina e decidere di presentare alle elezioni il marchio del PCI, o di Forza Italia.

2. L’operazione è stata presentata in modo avventato (e autolesionistico): “Rinasce la Margherita”; ecco la “Margherita 2.0”. Mi auguro che molti dei promotori non mi pongano nelle condizioni di riferire in pubblico le precise circostanze in cui, da diverse settimane, ho spiegato loro che la richiesta di sfruttare il simbolo della Margherita era sbagliata politicamente e impossibile sul piano giuridico.

3. Una furbizia di bassa lega, infine, è il tentativo di utilizzare l’esperienza provinciale della Margherita trentina. Ottima esperienza, ma strettamente locale: il simbolo nazionale Margherita è tutelato dalla presentazione in elezioni politiche, e non utilizzabile da altri. Se dobbiamo poi risalire a chi ha introdotto in elezioni nazionali il simbolo della Margherita, la risposta è semplice: 12 anni prima della “Margherita con Rutelli”… è stato lo stesso Rutelli (assieme a Edo Ronchi)!

Nelle elezioni Europee del 1989, infatti, si presentarono i Verdi Arcobaleno, i “Verdi della Margherita”, con il fiore dai molti petali a simboleggiare le culture ambientaliste e democratiche e ad occupare con questo marchio il simbolo elettorale. Basta aprire, anche in questo caso, il sito elettorale del Ministero dell’Interno: il buon raccolto di quella Margherita fu di 821.281 voti (farebbero molto comodo, oggi, a diversi protagonisti elettorali…).

Ma la storia evolve: se si ha un nuovo progetto politico, ben venga. Ma con le proprie gambe, e con un proprio simbolo.

Il Pd si troverebbe corresponsabile di un abuso politico grave se ammettesse, con la propria coalizione, che il grande e generoso contributo dato dalla Margherita venga utilizzato contro la volontà inequivocabilmente espressa dalla Margherita.

Qualcuno ha detto: “quegli esponenti politici erano quasi tutti candidati contro la Margherita”! A me in verità fa piacere che vi sia questo forte riconoscimento da parte di persone che apprezzano il valore della nostra esperienza. Ma non potranno prenderne abusivamente il simbolo.