RIFORMA STATUTO PAT * SEDUTA CONSULTA: DUE I TEMI OGGI, MINORANZE LINGUISTICHE E DEMOCRAZIA DIRETTA

Due i temi in discussione nella seduta di oggi: “Le minoranze linguistiche”, con introduzione di Jens Woelk; “Democrazia diretta, partecipazione dei cittadini e buona amministrazione”, con relazioni di Matteo Cosulich, Barbara Poggio, Anna Simonati.

Nell’introdurre il tema delle minoranze linguistiche Jens Woelk ha relazionato sui contributi della fase partecipativa che ha registrato una sostanziale conferma delle linee guida del documento preliminare con alcune eccezioni.

In tal senso, il vicepresidente Woelk si è soffermato sulla parità dei tre gruppi trentini, sull’approccio territoriale e lo sviluppo economico, e sull’ipotesi di riformulare l’Art. 2 dello Statuto con riferimento ai diritti individuali e alle altre forme di pluralismo. In riferimento alla parità dei tre gruppi trentini, Woelk ha detto che “è proprio l’asimmetria l’essenza del modello trentino.

Non si tratta quindi di un riconoscimento differenziato, sul piano formale i tre gruppi godono di pari dignità, ma di misure di attuazione che potranno a seconda della situazione concreta essere diverse per i singoli gruppi”.

Ha poi proseguito la sua relazione attraverso le tre direttrici del documento preliminare: maggiore visibilità e organicità della disciplina; strumenti in ambito scolastico, linguistico e culturale; rappresentanza e partecipazione politica. In conclusione del suo intervento Jens Woelk ha proposto alcuni elementi per una riorganizzazione della disciplina statutaria relativa alle minoranze linguistiche in forma di articolato.

Matteo Cosulich è intervenuto come primo dei tre relatori sul tema della “Democrazia diretta, partecipazione dei cittadini e buona amministrazione”. Cosulich, in particolare, ha illustrato il tema della democrazia diretta partendo dai contributi emersi durante la fase di partecipazione.

Nella sua introduzione si è concentrato sulla petizione come strumento di democrazia diretta, sull’iniziativa legislativa popolare con l’opportunità di inserirne il diritto nel nuovo Statuto; e sull’istituto del referendum.

Su questo punto, in particolare, il prof. Cosulich ha proposto di definirne l’oggetto (“per quanto riguarda i referendum propositivi e consultivi potrebbero avere a oggetto anche politiche provinciali…”), i soggetti legittimati a richiederlo, i limiti materiali, temporali, contenutistici, l’organo competente a giudicare dell’ammissibilità del quesito referendario e la previsione di un quorum funzionale ed eventualmente un quorum strutturale. Barbara Poggio ha poi illustrato il tema della partecipazione dei cittadini.

La prof.ssa Poggio ha rilevato: “che nei materiali raccolti il riferimento alla partecipazione presenta un livello di articolazione più ampio rispetto al documento prodotto dalla Consulta”.

Proseguendo l’illustrazione del tema, ha suggerito una serie di contenuti da declinare in capi e articoli specifici, tra cui “i principi che sovrintendono la partecipazione, da cui derivano tutti gli istituti giuridici conseguenti”, l’impegno alla promozione e alla diffusione di una cultura della partecipazione, la definizione degli “strumenti di iniziativa popolare di democrazia diretta e deliberativa”, l’istituzione di una authority per la partecipazione e il riferimento alla semplificazione burocratica.

Anna Simonati è poi intervenuta in merito ai principi di buona amministrazione e agli istituti di partecipazione amministrativa. Nel suo intervento ha passato in rassegna i contributi della fase partecipativa, entrando nel merito sull’opportunità di inserirne i contenuti principali nel documento definitivo.

Inoltre, la prof.ssa Simonati ha dato indicazione sulla possibile riformulazione dell’Art. 2 dello Statuto vigente, con l’inserimento di alcuni principi in merito alla buona amministrazione.

Nella discussione sono intervenuti Giandomenico Falcon, Rodolfo Borga, Laura Ricci, Fabio Pizzi, Marcello Poli, Martina Loss, Arrigo Dalfovo, Barbara Poggio, Matteo Cosulich, Anna Simonati, Jens Woelk.