RETEQUATTRO – #CR4 * ” LA REPUBBLICA DELLE DONNE “: FABRIZIO CORONA, ” IO SONO UN ESEMPIO PER I GIOVANI, CHI LO NEGA SBAGLIA “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Nel corso di “#CR4 – La Repubblica delle donne”, in onda questa sera in prima serata su Retequattro, Piero Chiambretti ha intervistato Fabrizio Corona, il quale ha parlato della nuova relazione con Asia Argento, ma anche del rapporto con la madre e della dura esperienza in carcere. Di seguito alcuni passaggi dell’intervista in onda questa sera.

 

Sulle recenti esternazioni di Alessandro Cecchi Paone all’interno della casa di “Grande Fratello Vip” durante una discussione con Silvia Provvedi – ex fidanzata di Corona – ha detto: «Ma chi, l’amico di Luxuria? Lui ha strumentalizzato la sua omosessualità per fare notizia a fine carriera. Per far parlare di sé, nascondendo la sua vita reale. Lui non sa cos’è la morale, e se hai dei comportamenti scorretti nella tua vita privata non devi essere pronto a insultare qualcuno solo per elevarti a simbolo di quello che non sei. Silvia non c’entrava niente, perché è l’unica ragazza che non ha mai usato la mia popolarità».

E ha proseguito: «Io sono un esempio per i giovani, e chi nega questo sbaglia. Perché io sono una persona che ha sbagliato, ha pagato e sta pagando, ma nonostante abbia sbagliato e stia pagando, sono uno che ogni volta che esce dalla galera si ricostruisce: crea uffici, fa fatturato, dà lavoro a tante persone… Se non sono un esempio io chi deve essere? I nostri politici? Sicuramente no!»

Corona ha espresso la sua opinione sulle carceri italiane e, più in generale, sulla giustizia: «Il carcere dovrebbe essere l’extrema ratio: esiste l’affidamento, perché allora non concedere di scontare la pena fuori? Un detenuto, in carcere, sta tutto il giorno a letto a guardare la televisione e pensa a cosa potrebbe fare per recuperare gli anni persi: l’unica cosa che può fare dopo, non avendo possibilità di lavoro è andare a rubare. In questo modo non si combattono i problemi: bisogna portare fuori i detenuti, dandogli delle regole e facendoli lavorare».

Sulla sua vita dopo il carcere, racconta: «Ogni volta che sono uscito dal carcere ho creato, ho costruito e ho lasciato il segno, che non sono gli errori che ho commesso. Poi la rabbia e la vita tra sesso, droga, rock’n’roll e sentimenti effimeri fanno parte di questo mondo, ed è difficile staccarsi. Forse, quando troverò veramente la mia identità e avrò la mia professione, allora troverò una pace interiore e i sentimenti non saranno più effimeri». E aggiunge: «Il personaggio che ho creato – il Corona del 2007, del 2013 e 2015 – l’ho trasformato e oggi, nel 2018, è qualcos’altro: se un Signore come Gramellini (Massimo Gramellini vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera, ndr) si è permesso di scrivere al Corriere della Sera quelle cose, evidentemente da trash sono diventato radical chic».

Corona parla anche del suo rapporto con la fede: «Sono completamente pazzo, ma in carcere ho vissuto delle esperienze indimenticabili. Il diavolo in me esiste ancora, purtroppo… Non credo più. Credevo in Dio, ma mi sono allontanato dalla fede. In carcere non ho visto nessuna luce, mi ero prefissato un obiettivo e l’ho raggiunto io».
Sul rapporto con la madre: «Non sento mia madre da più di un anno. Sono una persona che ha bisogno di non avere problemi inutili: quando hai una condanna di 16 anni sulle spalle, che significa che ti devi fare minimo 10 anni di galera, allora sai cosa sono i veri problemi».

Corona parla anche dei programmi di cronaca in televisione: «Io sono stato il primo a portare la cronaca in tv, da Azouz (Marzouk, ndr) alle gemelle di Garlasco (Cugine della vittima Chiara Poggi, ndr), una cosa della quale sono stato accusato. Quando analizzano un caso di cronaca, nei contenitori televisivi, fanno una cronaca-spettacolo: non si può attuare uno storytelling per portare il telespettatore ad appassionarsi e fare gossip sulla cronaca. Perché la cronaca alla base ha dei processi in atto. Non ti puoi permettere di mandare degli opinionisti nelle trasmissioni tv che non siano preparati. Bisogna studiare».

Sul fatto che Asia Argento abbia detto di averlo visto solo due volte mentre lui ha dichiarato a “Verissimo” di vivere un rapporto più intenso, afferma: «Io sono più estroverso in queste cose. Lei non ha voluto raccontare i dettagli intimi, però ti dirò che siamo stati due giorni di fila insieme a casa mia». Commenta così il comportamento della madre di Asia Argento: «Secondo me ha sbagliato, poi se ne renderà conto. Intervenire così e pubblicare dei messaggi privati, in una storia del genere, vuol dire cercare l’attenzione perché c’è dell’invidia».

Tornando sullo scontro televisivo con Ilary Blasi, a proposito della sua affermazione secondo cui Francesco Totti gli avrebbe dato ragione, dichiara: «Perché dietro i meccanismi televisivi ci sono i rapporti famigliari, ci sono delle cose che non possono essere rese pubbliche. Però detto questo, oggi abbiamo messo un punto finale. La storia è finita, non ne parliamo più. È stata una storia che ha avuto i suoi strascichi. Diciamo che abbiamo avuto problemi tutti e due, adesso bene o male abbiamo risolto. Io ho chiesto scusa a chi dovevo chiedere scusa e poi per il resto la cosa è risolta. Alla fine non è che uno può andare a discutere a lungo per una roba, che è una cavolata».

Riguardo le recenti dichiarazioni di Lele Mora, secondo cui Corona sarebbe stato anche il suo fidanzato, dice: «Ogni mese ne tira fuori una. Ma va, no. Però gli voglio molto bene».

Sul caso molestie in cui è coinvolto Cristiano Ronaldo, parlando di ricatto ed estorsione, precisa: «Lì è un errore – che è lo stesso gravissimo che ha fatto Asia, che non conosceva la legge – Non bisogna mai transare e pagare. Perché nel momento in cui tu transi e paghi, dimostri che una piccola colpa c’è. Lì ci vuole coraggio». Riguardo Jimmy Bennett, aggiunge: «In un altro Paese è un’estorsione pura. Ma lei (Asia Argento, ndr) ha sbagliato gravemente a pagare – poi mi ha detto che non ha pagato lei ma l’ex fidanzato – ma lui, togliendogli questo problema, gliene ha creato un altro».