RCC * PADELLARO: ” QUELLO DEL PD È UN DRAMMA POLITICO. LA STORIA È DELLA CENA È GROTTESCA E VERGOGNOSA. L’ESTINZIONE DEL GRUPPO DIRIGENTE STA PROVOCANDO ANCHE L’ESTINZIONE DELL’ELETTORATO “

Antonio Padellaro, editorialista de Il Fatto Quotidiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Riguardo il caos nel Pd. “Si tratta di un dramma politico –ha affermato Padellaro-. Al di là degli aspetti grotteschi, ridicoli e anche un po’ vergognosi rispetto alla questione della cena e a quello che stiamo vedendo da anni, alle ultime elezioni politiche il Pd pur avendo perso molto terreno ha comunque raccolto l’adesione di 5 milioni e mezzo di elettori. Quindi ci sono elettori che vanno rispettati e una storia del centrosinistra che andrebbe rispettata, soprattutto alla luce del fatto nuovo di quelle elezioni che era l’avanzata del fronte sovranista-populista. C’era una patrimonio che andava salvaguardato e su cui investire, il patrimonio formato da tutte quelle persone che hanno continuato a credere nel Pd. Quello che sta succedendo ora è molto grave perché c’è un gruppo dirigente che ogni giorno non perde occasione per svalutare quel patrimonio, per ridicolizzarlo, per dare l’immagine di un PD avviato verso l’estinzione, ma in realtà c’è l’estinzione di un gruppo dirigente non più all’altezza del momento anche grave che sta provocando, e questo è il danno incalcolabile, anche l’estinzione di un elettorato”.

Sulle proposte di Orfini, Martina e Zingaretti. “Non riesco più a seguire le dichiarazioni –ha detto Padellaro-, le iniziative comico-tragiche di personaggi che hanno anche la loro dignità come Zingaretti che ha fatto anche bene come governatore della Regione Lazio ed è uno dei pochi nel Pd a non essere uscito sconfitto dalle elezioni. Però dire e fare certe cose non serve più. E’ come se il tempo si fosse fermato per questi dirigenti e pensassero di essere ancora a 5-10 anni fa, quando le condizioni erano completamente diverse e quando il Pd si poteva anche permettere polemiche interne forti che però non scadevano mai nella barzelletta. Questa storia delle cene contrapposte sembra davvero una di quelle barzellette che richiamano le sfide tra scapoli e ammogliati. Quando c’erano D’Alema e Veltroni che si combattevano, c’era una dignità nello scontro, si combattevano con due idee diverse nel partito. La presenza di Romano Prodi che veniva da altre esperienze è stato un lievito che ha fatto crescere i consensi. Era una stagione nella quale si elaborava una visione del mondo che poi si è rivelata sbagliata, ma il problema non è questo perché gli errori si fanno. Aspettiamo con ansia di vedere chi sarà colui che guiderà questa rivincita perché la politica è fatta di sconfitte e di rivincite. Sono passati 5-6 mesi dal 4 marzo e cosa è successo? Abbiamo assistito ad una serie di situazioni grottesche. Calenda dice che il Pd ha bisogno di uno psicanalista, ma io credo abbia bisogno di qualcuno che dia coraggio, entusiasmo a quel popolo che oggi assiste smarrito a queste rappresentazioni”.

Sul vertice di Arcore tra Berlusconi e Salvini. “Anche qui siamo di fronte ad un’altra barzelletta, sia pure di stampo diverso –ha affermato Padellaro-. Abbiamo un signore che è Salvini, che qualche mese fa guidava la coalizione di centrodestra alle consultazioni al Quirinale. Oggi quello stesso Salvini è vicepremier e ministro di un governo che è la saldatura tra Lega e un M5S che ha fatto campagna elettorale sul fronte opposto. Va bene, la politica è l’arte del possibile, non mi scandalizzo di questo, ma a questo punto Salvini dovrebbe decidere chi è, è ancora uno dei leader del centrodestra oppure è il secondo pilastro di questa alleanza con il M5S? E invece no, lui la mattina concorda con Di Maio l’agenda di governo e la sera concorda con Berlusconi l’agenda dell’opposizione. E’ una delle situazioni più ridicole e assurde che abbiamo mai visto in Italia ma nessuno batte ciglio. Ho letto che nel M5S i duri e puri hanno detto: che è andato a fare ad Arcore? Ma non si tratta di duri e puri, si tratta di persone che esercitano ancora un minimo di raziocinio. Ma cosa va a fare Salvini, cosa va a contrattare con uno dei più acerrimi nemici dell’attuale governo? Va a trattare sulla presidenza della Rai e sul tetto agli spot di Mediaset? Ma siamo impazziti? Però tutto questo passa, perché ci sono momenti nei quali alcuni leader rivivono la luna di miele col proprio elettorato e va bene tutto. Il M5S è chiaro che non ha l’agibilità e la voglia di creare una crisi con Salvini, perché produrrebbe la fine della legislatura, il ritorno alle urne, con una probabile vittoria di Salvini e un probabile arretramento del M5S. Quindi Di Maio fa finta di niente e tiene botta e lo capisco pure”.

Sulla manovra. “Nei prossimi giorni noi osservatori dovremmo stare attenti alle mosse di Tria –ha dichiarato Padellaro-, perché è in quel ministero che si concentra il massimo della tensione in questo momento. Il M5S vuole i soldi per il reddito di cittadinanza, la Lega vuole i soldi per abbassare le tasse, è evidente che Tria che regge i cordoni della borsa dovrà decidere cosa fare. O sarà lui a cedere e allora è anche possibile che alzi le braccia e dica: una legge di questo genere non la firmo; o può essere che M5S e Lega accettino un compromesso, ma un compromesso difficile perché i soldi sono pochi”.

Salvini farà la fine di Renzi? “Non sono convinto di questo –ha affermato Padellaro-. Salvini si sta dimostrando più accorto di Renzi, il quale con il famoso 40% delle europee il più fosse fatto e lo aspettasse un decennio di consensi e di applausi. Penso invece che Salvini abbia colto la lezione di Renzi, cioè che l’elettorato decide sulla base dei risultati. Detto questo, il vento populista che sta soffiando in Europa non è destinato a calare nei prossimi tempi, quindi Salvini cercherà di ampliare il proprio consenso stando attento a non fare la fine di Renzi che a furia di gonfiarsi di superbia alla fine è scoppiato”.