RAI STORIA * ‘ SPECIALI STORIA – GENERAZIONE CAPORETTO ‘: UNA TRAGEDIA COSTATA ALL’ITALIA 300 MILA PRIGIONIERI, 350 MILA MILITARI SBANDATI E 40 MILA TRA MORTI E FERITI

Una tragedia costata all’Italia 300 mila prigionieri, 350 mila militari sbandati, 40 mila tra morti e feriti, più di 400 mila civili in fuga: la disfatta di Caporetto, tra ottobre e novembre 1917. Il documentario “Generazione Caporetto” di Nicola Maranesi – in onda sabato 22 settembre alle 21.10 su Rai Storia – rilegge quei giorni attraverso le parole lasciate sulla carta nei diari e nelle lettere, nelle memorie scritte a caldo, dalle quali riaffiorano i sentimenti, le sensazioni, il vissuto che accompagnano la narrazione dei fatti.

Sono voci custodite nel giacimento sconfinato dell’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano che raccontano l’ignominia, la gloria, la codardia, l’eroismo, la violenza, la pietà, l’abbandono, la resistenza.

E poi il caos, la paura, la frustrazione, la sofferenza, il dolore, la morte. Ogni fatto, ogni esperienza prende vita dall’esatto luogo degli avvenimenti, seguendo le tappe forzate di una ritirata lunga 150 chilometri: dalla conca di Plezzo a Cividale del Friuli, da Pozzuolo del Friuli a Ragogna, dal Tagliamento al Piave.

Sullo sfondo del racconto storico e geografico, la testimonianza di un soldato, l’artigliere Antonio De Maria, uno dei molti che hanno percorso l’itinerario della ritirata dall’inizio alla fine, fa da voce guida e da “catalizzatore” delle scritture dei commilitoni e dei civili, conducendo alla scoperta di cosa abbia rappresentato la disfatta di Caporetto, e la Grande Guerra, nell’intimo di chi l’ha vissuta sulla propria pelle: un’esperienza nella quale si è rispecchiato il male assoluto, ma nella quale ha trovato espressione anche il bene assoluto.