RAI 1 * STRAGE DI ERBA: ” OLINDO A ‘ PORTA A PORTA ‘: VEDIAMO COSA EMERGE DA NUOVI ESAMI, MIA MOGLIE HA VISSUTO BENE LA NOTIZIA “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Dopo la svolta della Cassazione che ha concesso alla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, in carcere per la strage di Erba, di poter effettuare nuovi accertamenti sui reperti trovati sul luogo del delitto, Romano parla al telefono con Bruno Vespa. Il colloquio nella puntata di Porta a Porta in onda questa sera alle 23.35 su Rai1.

“Bisogna vedere cosa salta fuori, non so cosa aspettarmi” afferma Olindo, che dà nuovamente la sua versione sull’iniziale confessione che lo ha portato in carcere: “Era stata prospettata come una via d’uscita, il minore dei mali”. “Ci avevano detto che c’erano prove schiaccianti e tante altre cose. Ci avevano prospettato quella come via d’uscita”. Alla richiesta di Bruno Vespa di chiarire perché non abbia dichiarato subito di essere innocente ha insistito: “L’ho fatto per vedere mia moglie che non vedevo da due giorni e poi dopo, come dire, è successo tutto così, una cosa dietro l’altra. Non so nemmeno io come sia successo”. “Per difendere me si è presa la colpa lei, la stessa cosa ho fatto io”, ha aggiunto per spiegare perché anche la moglie, che è stata interrogata separatamente, abbia confessato.

Olindo ha ribadito che quella tragica sera dell’11 dicembre 2006 lui e la moglie non erano sulla scena della strage. “Non eravamo neanche a Erba, eravamo a Como”. E se è vero che non sono stati visti a Como, “neanche ad Erba ci hanno visto”. “Anche Frigerio è stato un po’ manipolato, come hanno fatto con noi” ha poi affermato rispetto alla testimonianza del marito di Valeria Cherubini, unico sopravvissuto alla strage e scomparso nel 2014.

Bruno Vespa ha poi chiesto a Romano se abbia mai sentito l’esigenza di un contatto con la famiglia Castagna. “Non li ho mai cercati perché quando eravamo in aula a Como, come dire, si erano un po’ arrabbiati, e per non farli arrabbiare ancora li ho lasciati stare”.

Nel corso della telefonata, Olindo ha raccontato come trascorre le giornate in carcere: “Lavoro in cucina mezza giornata, anche mia moglie fa qualche ora di lavoro, pulisce degli uffici. Ci vediamo una volta al mese per un’ora”. Rosa – ha spiegato – “ha vissuto bene” l’ipotesi di riapertura delle indagini.