Pedofilia. Guglielmo Borghetti (Vescovo di Albenga) a La Zanzara su Radio 24: “Don Luciano pedofilo? Non lo posso dire”. “Don Luciano non mi sembra un mostro, a tu per tu”. “Se per la Chiesa non ha commesso il fatto gli affiderei mia nipote, non avrei timori”. “Non posso dire se la chierichetta fu molestata”.

“Per la giustizia italiana è un pedofilo, per la Chiesa no. Non vi dico a chi credo”. “Come faccio a contestare una sentenza ecclesiastica?

“Gli affiderei mia nipote”. “Non posso dire che don Luciano è un pedofilo”. “A tu per tu non mi sembra un mostro”. “Potrà dire messa, è un uomo libero”.

Il vescovo di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti, intervistato a La Zanzara su Radio 24, interviene sulla vicenda clamorosa di Don Luciano Massaferro, il prete condannato dalla giustizia italiana a sette anni e nove mesi per pedofilia (pena scontata) ma “innocente” secondo la sentenza di un tribunale ecclesiastico che lo ha riabilitato nelle sue funzioni.

Il caso scoppiò nel 2009 quando Don Lu (questo il soprannome del prete) fu accusato, e poi condannato, per aver abusato di una chierichetta di 12 anni. Ma per la Chiesa non ha fatto nulla.

“La Chiesa e lo Stato – dice Massaferro – sono indipendenti e sovrani. C’è la giustizia dello Stato italiano da rispettare e poi c’è la giustizia della Chiesa anch’essa da rispettare. Tutto qui”.

Ma per i tribunali italiani è un pedofilo, chiedono i conduttori: “Per la giustizia italiana ha pagato. Punto e a capo”. Per lei è un pedofilo?: “A questa domanda non rispondo. Prendo atto di tutte e due le sentenze. Non metto in discussione la sentenza italiana ma nemmeno quella della Chiesa. Sono entrambi tribunali seri”.

Ma è una contraddizione clamorosa, la pedofilia è una cosa gravissima: “Gravissima certo, quando è accertata”. Ma in questo caso è accertata da una sentenza passata in Cassazione, insistono i conduttori Cruciani e Parenzo: “Mettetevi nei miei panni. Come faccio a contestare una sentenza della Chiesa?”.

“Ci sarà un reintegro misurato – dice il vescovo – che non sia offensivo. Ma certamente potrà dire Messa. E’ una persona libera che certamente potrà entrare in contatto con minori.

Non sarà mai un’insegnante, perché così dice la sentenza civile”. Dunque non lo considera un pedofilo?: “A questa domanda non rispondo”.

Ma secondo la legge del suo Stato, l’Italia, è un pedofilo: “Non posso dire se la chierichetta è stata molestata. Non lo posso dire”.

Perché lei consente a Don Luciano di fare ancora il prete?: “Ma scusate, a cosa serve allora la giustizia ecclesiastica che ha una sua autonomia…”.

Secondo lei è una brava persona, può essere un buon prete?: “Non lo conosco bene, ma a prima vista vedendolo, a tu per tu, non mi sembra un mostro”.

Fosse per lei gli affiderebbe dei ragazzini?: “Ma se per la giustizia ecclesiastica non ha commesso il fatto…vediamo, con calma”. Gli affiderebbe sua nipote?: “Perché no? Non potrei non farlo, dopo la sentenza della Chiesa”