POLIZIA DI STATO

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Angelo Peveri (imprenditore piacentino condannato in Cassazione per tentato omicidio) a La Zanzara su Radio 24: “Mi sento un cretino, vado in galera mentre i ladri sono liberi e ho pure dovuto risarcire 30mila euro”. L’incredibile storia di Angelo, 57 anni, imprenditore piacentino condannato in via definitiva a 4 anni e mezzo per tentato omicidio, mentre i ladri hanno scontato 10 mesi e sono liberi: “Lavoro da 40 anni, ma vale la pena? Ho subito 90 furti, l’ultimo 20 giorni fa”. “Sono andato al cantiere col fucile perché era notte ed era scattato l’allarme. Come dovevao andare?”. “Non ho rincorso nessuno, il colpo mi è scappato. Mi pento di aver usato l’arma, non lo rifarei dopo quello che ho passato”. “Il carcere? Ormai sono preparato. Sono stanco di aspettare”

“Sto aspettando che mi vengano a prendere. Come volete che mi senta, un coglione. Perché un coglione? Uno che lavora oggi cos’è? Un coglione. Ho sempre lavorato. Mi hanno rubato 90 volte e vado in galera. Mi sento un coglione”. Così a La Zanzara su Radio 24 Angelo Peveri, l’imprenditore piacentino condannato in via definitiva a quattro anni e mezzo di carcere per aver ferito un ladro romeno durante un tentativo di furto. “Mio figlio va avanti con l’impresa – dice – sarebbe meglio farlo smettere. Io avevo molta fiducia nelle leggi italiane. Infatti non ho mai dato colore politico a questa cosa. Però non è andata tanto bene. Sono innocente. Non ho inseguito nessuno. Mi sono difeso dai furti che subivo. Io sono andato a lavorare e questo qui è saltato fuori dal buio.

Mi sono spaventato, mi sono girato ed è partito il colpo. Chiuso. Quello che ho dichiarato, l’ho dichiarato all’epoca e non ho mai cambiato versione. Dopo mezz’ora il carabiniere, e dopo due anni, dopo tre anni sempre quello”. “Sono pronto ad affrontare il carcere – dice Peveri – e mi dispiace per quello che lascio a casa, i figli, mia moglie, i nipoti. Sono preparato perché dopo nove anni sono anche stanco di aspettare queste cose, capito?

La nuova legge? Dicono non sarei finito in galera, ma le leggi nuove bisogna vederle prima. Mi fa piacere l’interessamento di Salvini ma in galera ci vado io. Servirà per mio figlio se va avanti con l’impresa, per mio nipote, per i miei figli”. Quanti tentativi di furto hai subito?: “Più di 90. Cinquanta furti in cantieri, non denunciati ma documentati in caserma e 41 denunce firmate dopo i fatti dello sparo. Ma qualcuna mi sarà scappata. Una volta ho sparato in aria, un’altra mi è scappato il colpo”. Sei pentito di aver sparato?: “Ovviamente sono pentito, per l’amor di Dio. Sono sereno perché non ho sparato di mia volontà, quindi ho la coscienza tranquilla. Quando ho sparato, ho subito chiamato i soccorsi.

E poi ho mandato il parroco ed il geometra in ospedale, se aveva bisogno di qualche supporto morale, economico, ma non è stato accettato niente, amen. Io non lo rifarei, però è ora che lo Stato ci tuteli un po’. Non sono andato lì per sparare, ma per tutelarmi se trovavo persone che potevano ridurmi in fin di vita. Ma io non avevo intenzione di sparare. Perché ero andato lì col fucile? Perché andrebbe di notte in un cantiere al buio sapendo dagli allarmi che dentro ci sono degli intrusi? Dovevo chiamare la polizia? Io l’ho sempre chiamata, ma quando arriva sa dove sono? Sa dove sono i ladri quando arrivano i carabinieri? Già andati. Non per colpa loro.

Arrivano quando non c’è più niente. E’ successo molte volte che abbiamo chiamato”. Perché hai sparato?: “Non ho sparato a queste persone quando se ne stavano andando. Ho sparato a 30 centimetri davanti perché mi veniva incontro…che poi non ho sparato, m’è partito il colpo. Sono inciampato, ero in ciabatte nel torrente, nella ghiaia. Io ho sparato in alto, poi ne ho visto uno scappare, ho saputo dopo che erano in tre, neanche li avevo visti. Ed ho sparato a una persona a 30cm che mi veniva contro al buio, che non ho visto un cazzo. Ma ho la coscienza tranquilla”. Quello che è stato ferito ha avuto conseguenze?: “Va a lavorare, quindi penso sia guarito. Poi non ho più avuto rapporti, quindi…”. Ha ancora paura di essere rapinato?: “Sono stato rapinato due mesi fa, venti giorni fa.

Nessuno della famiglia può usare armi, dunque armi non ne abbiamo più”. Quanto ci ha rimesso per i furti subìti?: “Circa 150.000 euro. Ma sono stanco. L’avvocato mi ha detto che forse dopo un anno e mezzo, la buona condotta, posso avere i domiciliari…E’ tosta, ma ho cominciato a lavorare a 14 anni mungendo le mucche di mio papà. A 16 anni il libretto, poi mi sono creato una piccola impresa, bella e sana. Ho 57 anni, lavoro da più di 40. E devo andare in galera e i ladri sono fuori. Per chiudere il discorso, questi signori hanno avanzato una richiesta di 700.000 euro di risarcimento danni, di cui mi hanno già condannato a dargliene 30. Più spese legali”.