‘ QUARTA REPUBBLICA ‘ retequattro * INTERVISTA A PIERRE MOSCOVICI: ” I NEMICI DELL’ECONOMIA ITALIANA NON PROVENGONO DALL’EUROPA, MA DAL SUO INTERNO “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Stasera, nel nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, su Retequattro alle 21.25, andrà in onda un’intervista realizzata venerdì scorso da Nicola Porro al Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici, durante la sua visita a Roma. Di seguito, alcuni passaggi sull’attuale situazione di tensione tra Italia e Europa, ma non solo.

In merito alla nomea di “nemico dell’Italia”, ha detto: «Sono un vecchio amico dell’Italia, la amo. Ho l’Italia nel cuore. Come Commissario ho deciso di garantire all’Italia tutta la flessibilità ammessa dal Patto di stabilità e crescita e questo ha ammontato a una cifra di circa 30 miliardi di Euro, che sono stati garantiti all’Italia e che nessun altro Paese ha mai ottenuto. Quindi, dire che sono un nemico dell’Italia, non è assolutamente pertinente».

E ha aggiunto: «Tutti i nemici dell’economia italiana provengono dal suo interno. Li chiamo: mancanza di investimenti, ineguaglianze, debito pubblico. Questo perché, quando c’è un debito pubblico che ammonta al 130% del Pil, allora c’è un problema. Chi paga questo debito? Il popolo italiano. Il debito è negativo per i cittadini e qualunque bilancio che lo aumenti va contro di loro».

Sul suo ruolo di Ministro delle finanze in Francia e sul parallelismo con le responsabilità di Salvini e Di Maio afferma: «Io non sono stato come il Signor Di Maio o il Signor Salvini. Non ha senso fare questo tipo di paragoni, perché si confrontano periodi e Paesi che non hanno nulla a che fare gli uni con gli altri.

Sono stato Ministro delle finanze nel periodo della crisi, con una crescita pari a zero e ho ridotto il deficit. Oggi c’è crescita, ed è un momento ancora migliore per ridurre il deficit e ridurre il deficit strutturale».

Sulle sue posizioni, definite “rigorose” spiega: «Non ho una posizione rigorosa o intransigente, ho solo una posizione imparziale. Se posso usare una metafora: quando si gioca a calcio, ci sono delle regole, sappiamo quando c’è una punizione, sappiamo quando la palla esce dal campo e che c’è qualcuno in mezzo che fa da arbitro. Direi che la Commissione europea è un arbitro, e un buon arbitro è imparziale».

Riguardo la sua affermazione di “piccoli Mussolini” che crescono in Europa, ha specificato: «Quando agisco come commissario sono assolutamente neutrale e oggettivo: potrei avere qualcosa contro il signor Salvini, per esempio, perché è amico di Marine Le Pen e io non sono un amico della Signora Le Pen in Francia; ma questo non è il punto.

Questo riguarda il cittadino che sono. Tuttavia, il cittadino non influenza il mio ruolo di Commissario! Per correggere ciò che lei ha detto, quando ho parlato di “piccoli Mussolini”, era stato il giorno dopo che il Parlamento Europeo aveva applicato l’art. 7 al Signor Orban.

Perché le persone hanno pensato che stessi parlando del popolo italiano? Non stavo prendendo di mira nessuno, stavo parlando di questo periodo caratterizzato da democrazie illiberali e stavo combattendo contro questo».