PROVINCIA DI TRENTO * IL PRESIDENTE ROSSI CONSEGNA L’AQUILA DI SAN VENCESLAO AI PLURIMEDAGLIATI CASAL E BERTAGNOLLI

“Grazie per quello che avete fatto e di averci reso tutti orgogliosi di voi”. Il presidente Rossi consegna l’Aquila di San Venceslao ai plurimedagliati Casal e Bertagnolli.

Un lungo applauso, quello dei tifosi dell’Aquila Basket è stato, assieme alle note dell’Inno del Trentino, la migliore colonna sonora per la breve ma emozionante cerimonia che si è si è svolta alla Blm Group Arena di Trento.

Qui, durante l’intervallo della sfida tra Aquila Basket e Capo D’Orlando, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi ha conferito l’Aquila di San Venceslao ai due studenti trentini che hanno già fatto parlare moltissimo per le loro imprese sportive: Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal, vincitori di ben quattro medaglie nello sci alpino Visually Impaired ai Giochi Paralimpici Invernali di Pyeongchang 2018.

“Penso che che questo applauso – ha commentato in diretta il governatore Rossi – valga più di mille parole. Voglio solo dirvi che questa sera siamo nel nido dell’Aquila. Vi consegniamo l’Aquila di San Venceslao che è la massima onorificenza che il Trentino concede alle persone importanti. E voi siete delle persone importantissime. Grazie di quello che avete fatto e di averci resi tutti orgogliosi di voi”.

Giacomo e Fabrizio sono due ragazzi davvero speciali. Frequentano entrambi l’Istituto Rosa Bianca di Cavalese, il primo la classe V csu, il secondo, che nella coppia sportiva ha la funzione di guida, la V dta. “La disabilità visiva che ho fin dalla nascita – scrive sul suo sito Giacomo – non mi ha mai fermato”. E lui stesso stasera ai tifosi che lo applaudivano ha detto con semplicità “Nonostante non ci veda niente è molto bello essere qui”. “Grazie per gli applausi calorosi – gli ha fatto eco Fabrizio – e per averci seguito con passione nelle nostre imprese”.

Ora, accanto alle quattro medaglie che portano con orgoglio al collo, ci sarà anche un altro simbolo dell’orgoglio, dell’impegno e della tenacia del popolo a cui appartengono: quell’Aquila che grazie alla loro straordinaria avventura ha potuto volare ancora una volta alta nel cielo. Grazie ragazzi.