PRIMON * “LA DOPPIA CITTADINANZA NON FA ALCUN DANNO: IN DUE GIORNI ABBIAMO RAGGIUNTO QUASI 1.400 FIRME IN FACEBOOK”

In due giorni abbiamo raggiunto quasi 1400 firme ( si possono visionare nei nostri Facebook) sondaggio lanciato dal nostro segretario Lukas Antoniolli.

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La politica continua a tradire il popolo solamente per fini personali. La poltrona è l’unico vero obiettivo di tutti questi politici nostrani. Elaborano tutte proposte che dividono per avere ognuno la propria fetta di voti sufficienti alla rielezione. Programmi brevi e mai a lunga scadenza.

Adesso parliamo di doppia cittadinanza ed anche qui le forze politiche hanno un preciso obiettivo che è quello di farlo dividendo il popolo tirolese in base alla lingua e non alla storia secolare di questa terra nel cuore delle Alpi.

Questo progetto andrebbe visto invece come riconoscimento ad un popolo che ha una storia diversa dall’Italia non per lingua ma bensì per convivenza pacifica secolare in cui è la storia, la cultura, l’ambiente e lo stile di vita a rendere questo territorio diverso da altri.

Il Tirolo è una regione nel cuore dell’Europa che ha sempre fatto gola a tutti gli invasori, un territorio dove son passati tutti e dove la popolazione ha dovuto adattarsi per sopravvivere.

Origini celtiche da cui nascono tutti i nostri modi di parlare (celtico romanzato) oggi chiamati dialetti, una regione in cui si sono parlate sempre lingue diverse, un territorio ricco di risorse naturali come gli ulivi, la frutticultura, la viticultura, il legname, tantissimi laghi, una natura invidiabile, nella storia c’erano tante cave d’argento e una collocazione geografica che si colloca proprio nel cuore dell’Europa.

La doppia cittadinanza in questo periodo storico non sarebbe altro che un atto di civiltà nei confronti di un popolo che ha avuto l’unico atto vero di ribellione contro gli invasori con Andreas Hofer e in un breve periodo più recente con i nostri eroi degli anni 60 che l’Italia considera terroristi.

Questo Territorio ha avuto da centinaia di anni i gruppi Schützen che difendevano le loro Comunità e come lo dice la parola stessa difendevano e non andavano ad occupare territori altrui.

Perché passaporto austriaco? Perché la nostra cultura e storia ci porta ad essere più vicina a questa nazione che ha condiviso con noi la più grande parte della nostra storia e che si avvicina nettamente di più alla nostra cultura di gente di montagna.

Nel mondo attuale sono tantissimi i paesi con più cittadinanze e non riesco a capire questa arretratezza culturale nel non riconoscere l’esistenza di un mondo con più passaporti che servirebbe a ricongiungere popoli che sono stati separati dalle guerre.

Mantenere le diversità nel mondo serve a non renderlo piatto come vorrebbero le lobbies dei potenti nel mondo che ci vogliono imporre un mondo globale come unica soluzione.

La politica trentina continua a tradire il suo popolo e forse è per questo che a Bolzano pensano di staccarsi anche da noi con proposte di lingua e non più di storia e cultura.

Il più grande tradimento di questa regione è stato fatto ai trentini proprio il periodo in cui governava un partito territoriale dividendoci in due province autonome. Adesso i partiti trentini attuali non reagiscono nemmeno a questa proposta che aumenterebbe ancora di più la divisione del popolo tirolese.

È l’ennesima dimostrazione che pensano solamente ai loro interessi personali.

Ci vorrebbe un altro Andreas Hofer per cacciare questa classe politca o sperare che il popolo si svegli.

 

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Paolo Primon

 

 

 

La doppia cittadinanza non fa alcun danno; solo una manciata di Stati ( Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Slovacchia) tra i 28 dell’Unione Europea non consente la doppia cittadinanza, ma nel mondo sono tantissimi gli Stati che consentono la doppia cittadinanza: Canada, Stati Uniti d’America, America del Sud, Australia, Russia, Austria, Australia, Bangladesh, Belgio, Belize, Brasile, Colombia, Cipro, Dominica, El Salvador, Finlandia, Francia, Germania, Grenada, Ungheria, Islanda, Iran, Iraq, Irlanda, Israele, Giordania, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malta, Messico, Montenegro, Nuova Zelanda, Pakistan, Filippine, Russia, Serbia, Spagna, Sri Lanka, St. Kitts e Nevis, Svizzera, Siria, Vietnam, Samoa Occidentale, Regno Unito, Egitto, Libano, Armenia e la Svezia (cartina allegata).

Chi si oppone rischia di favorire il diffondersi di nuovi e pericolosi nazionalismi e di avvantaggiare la politica della separazione piuttosto di quella dell’integrazione. La doppia cittadinanza significa: l’affermazione della nostra storia nascosta, manipolata, negata dal nazionalismo e dal centralismo del dopo guerra.

Il Sudtirolo di lingua romanza ha un disperato bisogno di rapportarsi col mondo di lingua tedesca, oggi più che ieri, per i continui attacchi alla nostra specificità.

La politica trentina anziché costruire contatti diretti con il mondo tedesco di Innsbruck e Wien, hanno creato una sorta di diffidenza verso tutto ciò che è definito come “tirolese” e prediligono avere contatti con Roma e l’italianità.

Così facendo, si è creata una sudditanza rispetto al Südtirol e una subalternità nazionale, da far dire che la nostra specialità/autonomia è un privilegio: non tenendo conto della nostra secolare origine tirolese all’autogoverno (infatti noi siamo tirolesi da prima dell’espansione dei domini asburgico, prima del 1526 qui era già terra austriaca/tirolese: vedere cartina allegata), così facendo, si sta perdendo un’identità territoriale sociale e culturale.

Ormai non c’è più tempo, rivendichiamo i nostri diritti, facciamo le nostre proposte, per riprenderci quello spazio: per fare, per creare, ma soprattutto per decidere il nostro futuro! Nb.: in Trentino ci sono Ladini, Cimbri, Mocheni e tutti i trentini di lingua Romanza (celtico romanzato) oltre migliaia di persone di madre lingua tedesca.

 

Nel programma di governo del nuovo cancelliere Sebastian Kurz si legge:

“Doppia cittadinanza ai Südtiroler e Alt- Österreicher: nello spirito dell’integrazione europea e per promuovere un’unione sempre più stretta fra le cittadine e i cittadini degli stati membri, si prevede di consentire la possibilità di richiedere la cittadinanza austriaca, oltre a quella italiana, ai Sudtirolesi appartenenti ai gruppi etnici di madrelingua tedesca e ladina, per i quali l’Austria, ai sensi dell’accordo di Parigi e della derivante successiva prassi, esercita la funzione di tutela.”