POLIZIA MUNICIPALE TRENTO * IN FUGA DOPO UN INCIDENTE STRADALE, FENOMENO IN CRESCITA: 30 I CASI NEL 2017, QUASI SEMPRE IDENTIFICATI I RESPONSABILI

In fuga dopo un incidente stradale, fenomeno in crescita. Trenta i casi nel 2017 (su 774 sinistri), tre nel 2018: quasi sempre i responsabili vengono identificati grazie alle indagini della polizia locale. Pesanti le sanzioni, che in presenza di feriti possono arrivare anche all’arresto del trasgressore.

Nel corso del 2017 e nei primi mesi del 2018 la polizia locale di Trento ha verificato la crescita di un comportamento illecito: si tratta del mancato rispetto degli obblighi previsti dal codice della strada da parte di chi è coinvolto in un incidente stradale.

L’articolo 189 della legge infatti prevede che l’utente della strada, in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento, si fermi e presti assistenza a coloro che eventualmente abbiano subito danno alla persona. In ogni caso i conducenti devono fornire le proprie generalità, nonché le altre informazioni utili, anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.

Per chi non si ferma in caso di incidente senza feriti è prevista una sanzione amministrativa che consiste nel pagamento di una somma variabile da 296 a 1.183 euro oltre alla decurtazione di 4 punti patente. In caso di incidente con feriti, chi non ottempera all’obbligo di fermarsi è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica inoltre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni e la decurtazione di 10 punti.

 

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In tali casi è possibile procedere anche all’arresto del trasgressore.
Sempre se vi sono feriti, esiste non solo l’obbligo di fermarsi ma anche quello di prestare assistenza. L’omissione di soccorso in questo caso è punita con la reclusione da un anno a tre anni e con la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

 

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Dati, episodi e scuse ricorrenti
Nel 2017, su 774 sinistri rilevati dalla polizia locale nel Comune di Trento, 328 hanno registrato feriti (420 persone ferite + 4 in prognosi riservata). C’è stato inoltre un incidente mortale con 1 persona deceduta. Sono state accertate 30 violazioni all’articolo 189, ossia 30 casi in cui la persona coinvolta in un sinistro non si è fermata per ottemperare agli obblighi previsti dal codice della strada.

Venticinque erano incidenti senza feriti: il responsabile, allontanatosi senza lasciare i propri dati, è stato identificato dopo un lavoro di indagine da parte dell’ufficio infortunistica o degli agenti direttamente intervenuti grazie a testimonianze, verifiche dei passaggi tramite la videosorveglianza pubblica o privata, raccolta di elementi. Negli altri 5 casi, si è trattato di incidente con feriti e si è proceduto alla denuncia alla magistratura per il reato di omissioni di soccorso, in un caso contro ignoti e in 4 casi contro persone identificate, rintracciate grazie a testimonianze di terzi, tracce lasciate sul posto o telecamere.

Interessante notare come in tutti gli incidenti con fuga (sia con feriti che senza feriti) solo in due casi il conducente fosse senza patente e solo in un caso il veicolo fosse scoperto da assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi; pertanto nella maggioranza dei casi chi è fuggito non aveva motivo di sottrarsi all’accertamento a causa di altre e gravi violazioni della legge.

Le scuse avanzate dai soggetti identificati sono ricorrenti: “Non me ne sono accorto” oppure “Il mio veicolo non aveva danni” o ancora “Mi sembrava che non ci fosse stato un incidente”. Le cause della fuga non sono quindi da ascriversi a gravi violazioni delle norme di comportamento dettate dal codice della strada (anche se non si può escludere che magari la parte in quel momento si trovasse in stato di ebbrezza, cosa non verificabile a posteriori).

Nel 2018 la polizia locale ha rilevato nel Comune di Trento 71 incidenti totali, dei quali 26 con lesioni (29 le persone ferite), fino ad ora senza prognosi riservate. Vi sono però già 3 sinistri, senza feriti, con un guidatore in fuga: in due casi è stata contestata la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 189 al soggetto che si è allontanato senza fornire i propri dati; anche in questi casi non mancava l’assicurazione e la patente era regolare .

Nel primo caso si è trattato di scontro frontale-laterale in cui una delle parti si è allontanata dal luogo del sinistro, senza feriti, inseguito dalla controparte; il rintraccio è stato possibile grazie alla targa fornita dal danneggiato, che ha permesso alla polizia locale, mediante la videosorveglianza, di seguire il responsabile in fuga fino a casa e verificare i danni riportati dal veicolo che si era allontanato.

Il secondo episodio è stato registrato in tangenziale: dopo uno scontro una delle due parti si è allontanata senza fermarsi né fornire i dati. L’individuazione del responsabile è avvenuta grazie a una nostra autopattuglia allertata dalla centrale pperativa che aveva divulgato i dati per la ricerca

Nel terzo caso, si è trattato di un tamponamento in tangenziale (ponte di Ravina) senza feriti; il tamponante dopo un primo contatto con le parti si è allontanato senza lasciare i propri dati e quelli del veicolo da lui condotto.

 

 

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Cosa dice l’articolo 189 del codice della strada
Il Codice della Strada nell’articolo 189 contiene un vero e proprio “galateo” dell’incidente, prendendo in considerazione le violazioni meno gravi che comportano la sola sanzione amministrativa e le violazioni più gravi come l’omissione di soccorso stradale che comporta un delitto punito penalmente.

Una tutela, quella del codice, che mira non solo al mero risarcimento del danno materiale alle cose, ma anche alla tutela della vita dell’individuo imponendo il soccorso, nei modi possibili, al conducente ferito e magari in pericolo di vita. Non solo: la norma tutela le parti coinvolte nel sinistro e impone ai coinvolti nell’incidente l’attuazione di comportamenti tali da non mettere in pericolo altri utenti della strada insegnando il rispetto sociale della collettività.

Da rilevare che i reati previsti per chi non si ferma e non presta soccorso ai feriti trovano fondamento, secondo la giurisprudenza, nella capacità dei protagonisti del sinistro di percepirne nell’immediatezza le conseguenze dannose o pericolose e quindi di evitare, indipendentemente dalla responsabilità di tali conseguenze, che dal ritardato soccorso delle persone ferite possa derivarne un danno alla vita e all’integrità fisica.

 

 

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L’attività della polizia locale: 700-800 incidenti rilevati ogni anno
Gli interventi da prestare in caso di incidente stradale rientrano tra le funzioni tradizionali della polizia locale. Il compito viene svolto dagli operatori di polizia locale, appiedati o in pattuglia, per tutti i tre turni di servizio diurni, ossia dalle 7 all’1, e per oltre 100 servizi all’anno, fino alle 3. Il dispositivo si avvale inoltre di una pattuglia dedicata, ossia della pattuglia infortunistica stradale, che fino alle 19 di ogni giorno utilizza apposito furgone attrezzato per il rilievo dei sinistri.

Negli ultimi anni il trend degli incidenti rilevati è sostanzialmente stabile e si attesta sui 700-800 incidenti all’anno, rilevati su tutte le strade comunali. L’attività messa in campo comporta l’accertamento della dinamica, l’acquisizione della documentazione rilasciata dai sanitari in caso di persone infortunate, l’applicazione delle sanzioni amministrative e penali previste dalla legge. La redazione degli atti con lo sviluppo della planimetria e delle fotografie avviene poi negli uffici della sezione Infortunistica stradale, al secondo piano del comando di via Maccani, dove le parti possono ottenere il rilascio degli atti.

E’ bene ricordare che, nel 2016, la legge 41 ha introdotto lo specifico reato di omicidio stradale (consolidando il concetto: chi guida e provoca la morte di una persona sotto l’effetto di alcol e droga, compie un omicidio stradale e va in carcere), ed ha anche introdotto misure molto gravi – come la revoca della patente o la sospensione – in altri casi in cui il conducente responsabile di aver provocato un incidente arrecando a terzi una lesione considerata “grave” perché corredata di prognosi superiore ai 40 giorni, ha altresì commesso una qualsiasi infrazione al codice stradale.