PETERLONGO – M5S * CASO TRENTINO TRASPORTI: ” C’E’ CHI PROGRAMMA LA STABILIZZAZIONE E CHI INVECE SOSTIENE IL PRECARIATO “

Caso Trentino Trasporti: c’è chi programma la stabilizzazione (M5s) e chi invece sostiene il precariato (la Pat).

E’ esistito un tempo, oramai molto lontano, in cui efficienza e qualità del lavoro erano una prerogativa del pubblico impiego, tanto che l’ambizione dei più era trovarvi destinazione perpetua. Esiste un tempo assai più attuale dove esternalizzazione e precarizzazione del lavoro sono diventate prassi consolidate, quasi come un dogma imprescindibile dettato dal mercato.

Mentre infatti il nostro governo nazionale con il Decreto Dignità ha posto degli argini per contenere la speculazione sui costi del personale e contrastare lo sfruttamento occupazionale, ponendo alcune basi su cui creare le condizioni per rilanciare l’impresa attraverso, in particolare, la stabilizzazione occupazionale perseguita tramite incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato quale garanzia di competenze e lavoro qualificato; non si può dire che in Trentino si stia agendo nella medesima direzione.

Tra le situazioni cronicizzate come la formazione professionale oramai demandata alla gestione privata ed il caso più recente del personale esternalizzato del Muse, spiccano le attuali iniziative maldestre e affannate di Trentino Trasporti Spa per sfruttare massimamente il regime transitorio introdotto dalla legge di conversione del decreto inerente i contratti a termine.

In questi giorni i lavoratori assunti con rapporto a termine iniziato prima dell’entrata in vigore del Decreto Dignità, sono stati invitati a passare in direzione per la stipula dell’ennesimo contratto a termine con scadenza al limite dei 36 mesi, cavalcando spudoratamente l’opportunità delle disposizioni transitorie.

Ai contratti a termine diretti stipulati prima del 14 luglio, infatti, il nuovo regime transitorio, valido fino al 31 ottobre 2018, consente di continuare a prorogare o rinnovare il rapporto secondo i criteri stabiliti dal Jobs Act, ossia fino a 5 proroghe per un massimo di 36 mesi complessivi e senza il vincolo di indicare la causale: proroghe e rinnovi dunque restano soggetti alle vecchie regole solo se sottoscritti e concordati entro fine mese, pur potendo avere una durata superiore a questa data. Diversamente, qualsiasi rapporto di lavoro rivisto dopo questa data sarà prorogabile con causale obbligatoria ma soprattutto solo per una durata massima complessiva di 24 mesi.

Quindi Trentino Trasporti, consapevole della difficoltà ad addurre l’eventuale causale per la proroga dei contratti a termine, utilizza questa scappatoia per mantenere il lavoratore precario per 36 mesi senza doverne motivare le ragioni che sono “esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività, ragioni sostitutive, esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili della attività ordinaria”.

Questa situazione impatta un centinaio di lavoratori che si trovano assoggettati ad una sorta di ricatto e privati di ogni tutela reale, vedendo sfumare ancora una volta il loro diritto al lavoro sicuro.
Un’iniziativa, questa di Trentino Trasporti, che stride fortemente con lo scopo di una società a capitale pubblico che dovrebbe possedere una particolare sensibilità verso i propri dipendenti, estraneità alle logiche del profitto, ma soprattutto vocazione ad erogare un servizio essenziale come il trasporto pubblico sul nostro territorio, e che ahimé conferma esattamente il contrario, sfruttando massimamente la flessibilità, incurante delle ricadute negative in termini di benessere lavorativo, efficienza e sicurezza dei servizi erogati.

La precarizzazione innesca instabilità e getta nell’insicurezza chi la subisce, privando della possibilità di investire e programmare il proprio futuro.
L’amministrazione attuale, evidentemente, non coglie la sua grande responsabilità di concorso ad atrofizzare il nostro tessuto economico e sociale, concentrata sulle priorità di assicurare laute prebende ai propri vertici dirigenziali e ad esternalizzare con disinvoltura sempre più servizi e personale quali skibus, scuolabus e parcheggi.

Il mantenimento e la garanzia del diritto al lavoro, la stabilità e la stabilizzazione occupazionali come, correlatamente, il contrasto al precariato e il sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro non per causa propria, sono impegni centrali nel Programma elettorale del MoVimento 5 Stelle, atti a restituire dignità e meritocrazia nella Pubblica Amministrazione. Pertanto, vicissitudini come quelle che stanno vivendo i lavoratori di Trentino Trasporti devono trovare una soluzione positiva che certamente il centro sinistra autonomista non ha voluto perseguire durante il governo e mai potrà farsene interprete e ed esserne garante per il futuro.

 

*

Valentina Peterlongo
candidato Consigliere M5s