PATT – sezione ala (TN) * RONDE ANTI-LUPO: « ci dissociamo DAll’utilizzo dellA polizia locale del territorio, più logico conferire L’onere di vigilanza al solo corpo forestale PAT »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Da lunedì 11 febbraio anche nel territorio comunale di Ala verranno attivate le cosiddette ronde anti-lupo, ad opera, fra le altre forze dell’ordine, anche della nostre pattuglie di polizia locale. Certamente quando la sezione ha ribadito la necessità di approntare misure di contenimento del fenomeno, anche in virtù dell’esistenza degli strumenti di legge che la nostra autonomia ci conferisce, sperava in qualcosa di più concreto e meno demagogico di questo.

Considerando che Fugatti stesso ha più volte ribadito, quando era all’opposizione, la necessità di utilizzare gli strumenti conferiti dallo Statuto di Autonomia per arginare la problematica, rafforzati dalla Legge Provinciale 9 del 11 luglio 2018 che gli conferisce la responsabilità di farsi carico in prima persona di adottare le misure più efficaci a tale scopo, mai ci saremmo aspettati che il tutto si riducesse al demandare agli enti locali, e addirittura alle forze dell’ordine, l’onere di “passeggiare” in lungo e in largo nella vana speranza di allontanare i lupi, animali che in una sola notte sono in grado di spostarsi anche di cinquanta kilometri per cui ben difficilmente può essere anticipata la loro apparizione.

Ma quello che più ci preoccupa è che, specialmente nell’impegno che si richiede fra gli altri anche ai vigili urbani per tale scopo, vengano potenzialmente sottratte fondamentali risorse al pattugliamento del territorio per quanto riguarda i veri problemi di sicurezza e ordine pubblico che necessitano della loro fondamentale presenza. In questo periodo che ha visto Ala presa di mira da bande di scassinatori di garage (nel silenzio della sezione leghista locale che a quanto pare, finita la demagogia pre elettorale, ha smesso di preoccuparsi del problema) pensare di distogliere soprattutto la polizia locale dai suoi compiti per imbastire non meglio precisati turni di ronda, appare incomprensibile.

Non di meno, ammesso e non concesso che nel loro turno di pattugliamento si imbattano in un branco di lupi, che tipo di strumenti di dissuasione può mettere in atto un vigile urbano? E che tipo di preparazione alla gestione della fauna selvatica può esibire il curriculum di un vigile? Impensabile esporre delle professionalità preparate a ben altri compiti e prive sia della preparazione che di strumenti adeguati per difendersi, a situazioni potenzialmente pericolose.

Alla luce di tutto questo quindi, ci dissociamo dalla disponibilità accordata all’utilizzo specialmente delle unità di polizia locale del territorio a tale scopo, ritenendo in ogni caso più logico conferire al solo corpo forestale l’eventuale onere di vigilanza essendo l’unico dotato quantomenon di una preparazione più specifica, e ribadiamo l’esigenza di adoperarsi in azioni di contrasto concrete, efficaci e non demagogiche, che passino magari dalla necessità di porsi in primis a fianco degli allevatori con l’erogazione di contributi ad hoc per l’acquisto di recinzioni elettrificate e di cani anti-lupo, per passare poi da un ancora più esteso utilizzo del radiocollare per poter osservare e controllare più efficacemente gli spostamenti dei branchi.

 

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Francesca Aprone
Segretario politicp Patt – sezione Ala (Trento)