MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Ai lavori presenti il presidente della Provincia, il vicepresidente e gli assessori all’agricoltura e alla sanità. “Grazie per il presidio che garantite al nostro territorio”
Gli Stati Generali della Montagna spiccano anche all’assemblea Concast.

Economia, mercato, prodotti di qualità, territorio, rapporto uomo-ambiente, equilibrio: gli stessi temi che riecheggiano in queste settimane nei vari appuntamenti degli Stati Generali della Montagna sono stati più volte richiamati stamattina nella sede Concast a Trento, in occasione dell’assemblea annuale dei soci. Appuntamento la cui importanza è stata sottolineata dalla presenza non solo dei vertici della cooperazione, ma anche da quella istituzionale, con metà Giunta provinciale di Trento che ha partecipato ai lavori: il presidente della Provincia, il vicepresidente e gli assessori all’agricoltura e alla salute e con la presenza del presidente del Consiglio provinciale.

“Oggi più che mai è attuale il modello cooperativistico – ha esordito il presidente della Provincia – perché se è vero che le sue radici affondano nella necessità di combattere situazioni difficili e di povertà, quello che adesso è in gioco è il futuro di questa terra”. È la scommessa lanciata appunto dagli Stati Generali della Montagna, richiamati anche dalla presidente della Federazione, dal vicepresidente della Provincia e, da ultimo dal governatore, che ne ha sottolineato l’intento: quello di mettere a confronto tutti gli attori del ‘sistema trentino’ con l’obiettivo di ridisegnare il rapporto tra centro e periferia, che negli ultimi anni ha accusato una serie di problemi.
Non solo esercizio teorico, ma analisi di problemi quotidiani. Stamani il contesto era ideale per portare in risalto concetti come “economia circolare”, “qualità dei prodotti”, miglioramento delle “reti” non solo per commercializzare, ma anche per trasmettere i valori identitari che traducono in pratica il brand trentino.

E nella concretezza quotidiana, anche la sburocratizzazione e la gestione dei grandi carnivori. “Non cediamo alla rassegnazione – ha detto ancora il presidente ricordando il piano lupo, il fronte comune delle regioni del nord, l’attivazione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, le lettere al ministero per la cattura di M49 – perché continueremo ad insistere finché a Roma e a Bruxelles non capiranno che lavorare in montagna è già difficile di per sé. Così diventa impossibile”.

Anche il vicepresidente della Provincia ha posto l’accento sull’operazione ascolto lanciata dagli Stati Generali della Montagna, ricordando che proprio al tema del rapporto tra agricoltura, ambiente, paesaggio e territorio è dedicata la serata in programma in Valle di Rabbi. “Occasione – ha detto – per cercare di trasmettere ciò che avete evidenziato anche oggi, ossia il valore del vostro lavoro in termini non solo puramente aziendali, ma soprattutto culturali e di ricaduta complessiva su tutto il Trentino. E se oggi il nostro territorio è ciò che in molti ci invidiano, il risultato arriva anche dall’azione e dai valori che per 120 anni il movimento cooperativistico ha portato avanti”.

Potenziamento della filiera, nuovo slancio al marchio Qualità Trentino, gestione aree pascolo post tempesta Vaia, piano di sviluppo rurale sono stati i temi principali affrontati dall’assessore all’agricoltura e foreste, che ha ricordato l’approccio interdisciplinare adottato dalla Giunta per queste aree di lavoro, insistendo sulla necessità di ”alzare l’asticella, migliorare ulteriormente la qualità per presidiare nicchie di mercato dentro le quali possiamo distinguerci con successo da altri competitor”. Con un occhio anche al consumo interno, perché “acquistare prodotti trentini significa garanzia su salubrità e qualità, ma al tempo stesso dare una grossa mano alla nostra economia”.

Avanti insieme dunque, a partire dal Tavolo Verde ad Agriyoung, con la Provincia disposta anche a sperimentare nuovi strumenti se il fine ultimo è evitare una minaccia reale: lo spopolamento delle valli.