PAT – ROSSI * FESTIVAL DELL’ECONOMIA 2018: ” IN UN’EPOCA IN CUI TUTTO SI CONSUMA VELOCEMENTE, UN’OCCASIONE PER FERMARSI E RIFLETTERE “

Festival dell’Economia 2018: le parole dei protagonisti. Il presidente Rossi: “In un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, un’occasione per fermarsi e riflettere”

“L’esperienza che abbiamo fatto in questi anni di Festival ci dice – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi durante la conferenza stampa di presentazione – che puntare su un momento di approfondimento, molto aperto e facilmente accessibile, su temi piuttosto complessi sia la via giusta, in un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, per fermarsi e riflettere.

Questa è una delle funzioni principali del Festival. Il tema di quest’anno, come spesso è avvenuto in passato, darà, inoltre, a noi che abbiamo la responsabilità di “decisori” molti spunti.

Quello del rapporto fra la tecnologia e il lavoro è un tema che crea preoccupazione e al tempo stesso grandi speranze. Il Festival è un’opportunità ed uno stimolo – ha concluso Rossi – che ci permetterà di scoprire se effettivamente la tecnologia sia in grado di creare nuove prospettive per l’occupazione e quanto influisca, quantitativamente e qualitativamente sul lavoro e sullo sviluppo del territorio”.

“La tecnologia va governata, questo credo sarà il messaggio che attraverserà il Festival – ha detto l’editore Giuseppe Laterza – perché non si tratta di un fenomeno meteorologico, non è qualcosa che sta sopra la nostra testa, decidiamo noi come utilizzarla. Possiamo utilizzarla per il male, ad esempio per distruggere il lavoro, oppure per il bene facendone un volano di sviluppo anche per il lavoro.

Il Festival – ha aggiunto Laterza – fornisce sempre stimoli intellettuali molto forti, per questo e anche grazie all’atmosfera unica e all’accoglienza che si trova in Trentino – molti relatori ci chiedono di tornare, così come torna, ogni anno, gran parte del pubblico. Il Festival – ha concluso – nasce come un’idea pluralistica, non come una passerella di star, ma di importanti interlocuzioni di contenuto e soprattutto dove non ci siano pensieri unici”.

“Il lavoro ha sempre seguito le evoluzioni della tecnologia. – ha detto il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini. I profili si sono adeguati allo sviluppo e alla disponibilità di nuovi strumenti. Ma mai così rapidamente. La sfida cui ci troviamo davanti oggi è quella di aggiornare le nostre competenze con maggiore velocità.

Questa edizione del Festival ci permetterà di riflettere sui cambiamenti nel modo di fare educazione. Dalla lavagna con il gesso, fino al tablet: molto è cambiato nel rapporto tra informazioni e apprendimento. Ragionare sul futuro del lavoro – ha concluso Collini – ci permetterà di riflettere su come fare meglio il nostro”.

“Dopo aver toccato i temi delle tasse e dell’immigrazione – ha poi detto il presidente dell’Università di Trento, Innocenzo Cipolletta, la terza ondata di populismo potrebbe rivolgersi verso le macchine, responsabili della distruzione dei posti di lavoro.

Il rischio che qualcuno insinui la necessità di arrestare lo sviluppo è reale. Ad esempio in Cina, dove l’aumento della disoccupazione di massa rischia di esplodere a causa della crescente automazione. Per contrastare il fenomeno – ha concluso Cipolletta – bisogna capire come si costruisce il lavoro e come si distribuisce il guadagno di produttività”.

Infine Tito Boeri, direttore scientifico del Festival che ha illustrato il programma di questa 13^ edizione. “Il progresso tecnologico – ha detto – è stato fondamentale per conquistarci una maggiore qualità della vita, ma adesso ci pone degli interrogativi importanti.

Chi può condizionare il progresso, chi ne può sfruttare i diritti? Come possiamo rendere i lavoratori partecipi e ancora come rilanciare l’azione di protettiva dei sindacati? Quesiti a cui cercheremo di rispondere al Festival. Dobbiamo essere pronti per capire ed analizzare l’impatto che avranno le nuove tecnologie sulla società. Il Festival sarà un’occasione per promuovere il metodo scientifico, andando a guardare i dati, contro il dilagante negazionismo”.