PAT * RINNOVO CONTRATTO COLLETTIVO 2016-2018 PER 14.000 DIPENDENTI PA TRENTINA: ACCORDO SIGLATO NELLA NOTTE TRA APRAN E I SINDACATI DI CATEGORIA DI CGIL CISL E UIL

Trovato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo 2016-2018 per 14.000 operatori della pubblica amministrazione trentina

Siglato nella notte fra l’Agenzia per la rappresentanza negoziale (Apran) e i sindacati di categoria di Cgil, Cisle Uil, dopo una trattativa durata più di anno, il contratto collettivo per i dipendenti del comparto di comuni, Apsp (ex case di riposo), Provincia e suoi enti strumentali pubblici. Il nuovo contratto di lavoro, per il triennio 2016-2018, si applica a circa 14.000 dipendenti. In totale le risorse a carico del bilancio provinciale per questo rinnovo ammontano a oltre 10 milioni di euro all’anno, in aggiunta agli aumenti già riconosciuti dal Contratto collettivo provinciale di lavoro-Ccpl stralcio del 23 dicembre 2016. Ora si attende il definitivo avallo della Giunta provinciale.

“È una soddisfazione– sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Trento – essere arrivati a firmare questo contratto che, dopo 8 anni di blocco, dà, insieme agli altri accordi che abbiamo siglato nel corso della legislatura, una integrazione al potere di acquisto degli operatori della pubblica amministrazione trentina, cui riconosciamo notevole impegno e dedizione nel garantire l’efficienza alla macchina pubblica.

Una macchina che, lo ricordiamo, amministra in autonomia servizi pubblici di assoluta qualità in quasi tutti gli ambiti che interessano la vita dei cittadini: istruzione, sanità e assistenza agli anziani, gestione dei beni del territorio e delle comunità locali, ambiente, cultura, turismo, economia, sicurezza, viabilità e trasporti, casa e tanti altri.

La qualità dei servizi resi è attestata anche dall’Indice europeo qualità Pa (Eqi 2013) dove la Provincia autonoma di Trento, si colloca al 36° posto della classifica generale e al primo posto in Italia fra le Pubbliche amministrazioni locali europee: più indietro troviamo ad esempio la Provincia autonoma di Bolzano al 39°, la Valle d’Aosta al 72° e il Friuli Venezia Giulia al 98°, mentre appena al di sotto della media europea si posiziona il Veneto al 129° posto, l’Emilia Romagna al 132° e poi tutte le altre regioni italiane.

Con questo contratto riconosciamo l’impegno delle persone che lavorano per far sì che questi alti standard siano mantenuti e costantemente migliorati, e rinnoviamo la visione di un Trentino come terra dove lo sviluppo socio-economico è fondato anche sulla qualità della pubblica amministrazione e del capitale umano. Un ringraziamento particolare all’Agenzia per la rappresentanza negoziale e alle organizzazioni sindacali delle Autonomie locali che hanno portato a termine questa difficile trattativa”.

 

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Il nuovo contratto

La Provincia continua insomma ad investire nella qualità della pubblica amministrazione, consapevole che i servizi al cittadino possono migliorare valorizzando le competenze di chi tutti i giorni si adopera per il perseguimento del bene comune.

Premialità per chi si impegna di più, riconoscimento di professionalità specifiche come polizia locale, operatori socio-sanitari, ispettori ambientali e del lavoro, operatori centri per l’impiego, operatori del libro fondiario e catastali, part-time agevolato per chi è vicino alla pensione, aumento dei mesi di aspettativa per maternità in coerenza con la normativa nazionale, ampliamento e riattivazione della possibilità di progressione di carriera ed economiche: sono questi i principali temi che caratterizzano il nuovo contratto di lavoro dei dipendenti della Pubblica amministrazione.

Il contratto collettivo si inserisce in una stagione, quella 2014-2018, caratterizzata da importanti novità per l’amministrazione trentina, fra cui: promozione del ricambio generazionale con l’assunzione di una settantina di giovani under 32, dello smart working come modalità di prestazione lavorativa che permetta di razionalizzare spazi e conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia (che in Provincia è stato diffuso ulteriormente e preso a riferimento come buona pratica a livello nazionale), digitalizzazione dei servizi al cittadino, efficientamento della struttura dei costi, delle nuove modalità di selezione della classe dirigente, nel processo di stabilizzazione degli operatori a tempo determinato (che operano nelle scuole dell’infanzia, nelle case di riposo, nei comuni e negli enti strumentali per un fabbisogno di 678 unità di personale su tutta la Pubblica amministrazione trentina secondo un piano concertato con le organizzazioni sindacali).

 

Vediamo alcuni contenuti specifici del nuovo contratto.

– Incrementato il fondo per la produttività e il miglioramento dei servizi per Euro 1.530.000,00. Sono risorse che andranno a premiare che si spende di più per il miglioramento dei servizi;

– Istituzione della quinta fascia retributiva per il personale con esperienza di servizio di almeno 5 anni che abbia conseguito una valutazione positiva della prestazione;

– Previsione di un compenso accessorio per gli operatori della polizia locale che sono chiamati a preservare la sicurezza dei nostri centri urbani nonché per gli operatori provinciali che prestano servizi di controllo ambientale e della qualità del lavoro;

– Riconoscimento degli operatori delle Apsp che si prendono cura dei nostri anziani per il tramite dell’istituzione di una indennità di funzione OSS, di un compenso per i cd. “rientri” e di un trattamento accessorio per il restante personale di assistenza;

– Al fine di favorire il ricambio generazionale di organico degli Enti destinatari del Ccpl è prevista la possibilità di una riduzione dell’orario di lavoro per il periodo mancante al collocamento a riposo;

– Aumento del potere di acquisto delle fasce professionali più deboli di categoria A e B con la previsione di un incremento retributivo specifico;

– Congedo parentale: oltre al recepimento delle novità previste in materia dalla legislazione nazionale sono state introdotte disposizioni di carattere economico particolarmente favorevoli per la fruizione del congedo parentale.