MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Natura e cultura: il monte Baldo al centro di un convegno a Brentonico dal 21 al 24 giugno. Stamani la presentazione con il vicepresidente Mario Tonina.

Un monte unico, la cui ricchezza botanica è studiata fin dal 1400. Un monte che dalle sponde del lago di Garda, a poche decine di metri sul livello del mare, arriva fino agli oltre 2000 metri dell’Altissimo, racchiudendo un vasto patrimonio ecologico-ambientale, di reti di riserve e aree protette, di paesaggi, ma anche di comunità, di beni culturali, di attività economiche. Un monte su cui crescono oltre 2100 specie floristiche, e dove sono di casa produzioni agroalimentari uniche, ad esempio un formaggio – prodotto con latte crudo – contenente un battere che è di fatto un calmante naturale. Tutto questo e molto altro è il monte Baldo, di cui da tempo il Trentino, assieme al Veneto, sostiene la presentazione della candidatura a Bene patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Il Baldo sarà al centro nei prossimi giorni – da venerdì 21 giugno a lunedì 24 – di un importante convegno a Brentonico, che cercherà di mettere assieme proprio le due specificità di questa montagna: da un lato quella ecologico-ambientale, dall’altra quella storico-culturale. L’evento è stato presentato oggi dal vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente Mario Tonina, dai dirigenti provinciali Fabio Scalet e Giuliana Cristoforetti e e dal sindaco di Brentonico Christian Perenzoni. Collaborano con l’iniziativa, fra gli altri la tsm-Trentino school of management, la Fondazione Mach, l’Università di Trento e il Muse.

Sul Baldo natura e cultura hanno sempre dialogato: basti pensare che alla fine dell’800 venne isolata qui per la prima volta la molecola dell’acido acetilsalicilico, poi usata dalla Bayer per fare l’aspirina. Più recentemente, la FEM ha isolato e classificato circa 3000 batteri contenuti nelle produzioni alimentari del Baldo realizzate con il latte a crudo, riscontrando proprietà importanti, fra cui un acido che è un potente neurotrasmettitore, di fatto un calmante naturale, un battere antistress. Ma attenzione: come spiegato da Elena Franciosi, ricercatrice FEM e tra le prossime relatrici dell’evento, il latte munto in montagna ha delle proprietà, che a volte si perdono se le bovine vengono munte a valle.

Il Baldo, insomma, non cessa di stupire. “E’ per questo – ha detto il vicepresidente Tonina – che siamo fortemente convinti della bontà del percorso che abbiamo intrapreso per la sua candidatura a bene Unesco. Un percorso che naturalmente dovremmo fare assieme al Veneto, regione a cui appartengono 10 dei 15 comuni i cui territori insistono sulla montagna”.

Recentemente, in seguito ad un positivo incontro svoltosi a Verona, a cui ha preso parte anche l’assessore al territorio della Regione Veneto Cristiano Corazzari, la Provincia di Trento, con il presidente Maurizio Fugatti e il vicepresidente Tonina, ha scritto una lettera al presidente veneto Luca Zaia, rinnovando l’invito a lavorare assieme per presentare una richiesta di iscrizione alla tentative List dell’Unesco, definendo anche un Protocollo d’intesa che traduca lo spirito di collaborazione transregiobale proprio della proposta.

In ogni caso, “l’importanza di quest’area – ha detto ancora Tonoina – è fuori discussione, e questo convegno, che segue ad un’analoga iniziativa svoltasi lo scorso dicembre, lo dimostrerà ancora una volta. Il 26 giugno si festeggeranno i 10 anni delle Dolomiti patrimonio Unesco, assegnatoci a Siviglia. Speriamo ciò sia di buon auspicio. La Provincia ha fatto dei temi dell’ambiente, del territorio, del paesaggio, altrettante direttive strategiche del suo programma di sviluppo, e ciò è emerso anche nel corso degli Stati generali della montagna. La candidatura del Baldo si pone in questa prospettiva. L’impegno maggiore ora deve andare nella direzione di riuscire a coinvolgere i territori. La consapevolezza dell’importanza di questo patrimonio, anche per le opportunità economiche e di lavoro che può offrire, deve nascere dal basso. In Trentino c’è ancora spazio per creare ulteriori occasioni di sviluppo nei territori di montagna, guardando soprattutto ad un turismo sostenibile”.

Convinzioni condivise dal sindaco di Brentonico Christian Perenzoni, che ha ringraziato per gli sforzi fatti dall’assessorato all’ambiente per dare concretezza a questo progetto e più in generale per valorizzare le aree protette del Trentino. “La partecipazione di chi vive sui territori – ha sottolineato a sua volta – è un elemento fondamentale di riuscita. La creazione della rete delle riserve del Baldo, la certificazione delle azioni di turismo sostenibile messe a punto all’interno del territorio del parco e altri passaggi già fatti ci hanno già abituato a fare rete. Vogliamo vedere il Baldo come un elemento unico indipendentemente dai confini amministrativi”.

“L’obiettivo Unesco è sfidante – ha detto invece Scalet . – Dobbiamo essere consapevoli che le opportunità di riconoscimento nel patrimonio mondiale sono limitate. Abbiamo già visto anche bocciature illustri. Ma il binomio natura-cultura può essere la formula vincente. Essenziale in questo senso è il rapporto con il Veneto, che in questo momento è anche impegnato sul fronte del riconoscimento del Prosecco. La competizione, insomma, è notevole, ma stiamo facendo passi avanti”.

I riconoscimenti dei beni Unesco nella nostra Provincia sono: le Dolomiti; i Siti palafitticoli preistorici di Ledro e Fiavè; l’Adamello Brenta Unesco global geopark; il programma Mab alpi ldrensi judicaria.