PAT * MOSTRA DELL’AGRICOLTURA: ALLA SCOPERTA DELL’AGROECOLOGIA, OGGI E DOMANI AL QUARTIERE FIERISTICO DI TRENTO ANCHE LO STAND DI PROVINCIA E FONDAZIONE MACH

Oggi e domani al quartiere fieristico di Trento anche lo stand di Provincia e Fondazione Mach. Mostra dell’agricoltura: alla scoperta dell’agroecologia.

Il recupero e l’intensificazione di un approccio agroecologico alle produzioni agricole e zootecniche, intimamente presente nella tradizione culturale alpina, rappresenta una strada percorribile per la salvaguardia del territorio montano, della sua economia e delle relazioni sociali esistenti.

La ricerca di soluzioni sostenibili individua nelle agro-biodiversità territoriali una risorsa fondamentale per la realizzazione di prodotti territoriali identitari e di qualità che possano alimentare una economia diffusa a tutti gli attori del territorio coinvolgendo in particolare il settore della ristorazione e dell’ospitalità turistica ma anche quello artigianale legato all’attività di trasformazione dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento.

È a questo tema strategico che è dedicata quest’anno la Mostra dell’Agricoltura, la cui 72° edizione si è inaugura stamane al quartiere fieristico di Trento.

Tra gli stand della Mostra anche quello, comune, di Provincia autonoma di Trento e Fondazione Mach presso il quale i visitatori potranno acquisire informazioni, degustare i prodotti del territorio, partecipare ai momenti di approfondimento, reperire pubblicazioni e materiale divulgativo.

Attraverso l’esposizione di poster e gli interventi di esperti verranno illustrate le pratiche agroecologiche che da diversi anni vengono promosse e sostenute dall’Amministrazione provinciale ed attuate dagli agricoltori ed allevatori trentini.

La ricerca di soluzioni sostenibili individua nelle agro-biodiversità territoriali una risorsa fondamentale per la realizzazione di prodotti territoriali identitari e di qualità che possano alimentare una economia diffusa a tutti gli attori del territorio, coinvolgendo in particolare il settore della ristorazione e dell’ospitalità turistica ma anche quello artigianale legato all’attività di trasformazione dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento.

L’agroecologia può essere definita come l’applicazione dei principi e dei concetti dell’ecologia all’agricoltura e più in generale alla gestione sostenibile degli agrosistemi. È nel contempo una disciplina scientifica, un movimento, un insieme di pratiche agricole per l’individuazione degli elementi di produttività, stabilità, sostenibilità ed equità dei sistemi agricoli.

L’agroecologia utilizza un approccio multidisciplinare (agronomia, ecologia, biologia, scienze sociali, economia, ecc..), intersettoriale (agricoltura, turismo, artigianato..) e multiscala (dal campo, all’azienda, al paesaggio, al territorio) per costruire nuove relazioni ed equilibri tra risorse naturali disponibili, agricoltura ed esigenze della società.

La diffusione di saperi e competenze in merito alle pratiche agroecologiche è pertanto un elemento strategico per l’agricoltura di montagna.

L’obiettivo di tali pratiche è favorire la vitalità del suolo e la presenza di sostanza organica, mantenere un adeguato equilibrio vegeto-produttivo per migliorare il livello qualitativo, ridurre l’impegno nella gestione delle malattie e di conseguenza l’utilizzo di prodotti, favorire la naturale resistenza delle colture alle avversità, incrementare il livello di biodiversità entro i sistemi agricoli.

Fra le varie pratiche utilizzate si ricordano in particolare: la lotta biologica ed il disorientamento sessuale degli insetti, la rotazione delle colture, lo sviluppo di consociazioni, l’utilizzo di colture di copertura e pacciamatura, la riduzione dell’uso di pesticidi ed erbicidi, la diffusione del diserbo meccanico, l’uso di materiali biodegradabili, l’irrigazione a risparmio idrico, interventi per il mantenimento delle strutture del paesaggio tradizionale (muretti a secco) e per la connettività ecologica, la conservazione di ambienti marginali residui (boschetti, fasce incolte, piccole zone umide, ecc…) la realizzazione di siepi e filari di alberi di specie autoctone, interventi per lo sviluppo dell’avifauna nelle aree agricole.