PAT * MASO FILZERHOF: LA STRUTTURA MUSEALE HA CONSENTITO DI RAPPRESENTARE IN MANIERA EFFICACE I NUMEROSI ASPETTI DELLA VITA DELLA COMUNITÀ MÒCHENA

Maso Filzerhof, la lunga eredità dei masi mocheni. All’istituto mocheno di Palù del Fersina sabato 21 aprile alle 16.30.

E’ datato 1324 il Maso Filzerhof che il 19 luglio del 1998 veniva inaugurato e aperto al pubblico. Particolarmente significativo e ben conservato situato nel comune di Fierozzo/Vlarotz, la struttura museale ha consentito di rappresentare in maniera efficace i numerosi aspetti della vita della comunità mòchena, dai lavori agro-silvo-pastorali ai rituali.

Sabato 21 aprile alle 16.30 all’istituto mocheno di Palù del Fersina ci sarà l’inaugurazione di un nuovo percorso, emerso da studi approfonditi, dedicato alla lingua mochena, carattere distintivo della comunità di questa minoranza linguistica.

Dopo l’acquisto del Maso avvenuto nel 1992, l’Istituto culturale mòcheno-cimbro ha provveduto ad un attento lavoro di restauro e al rifacimento con saperi e metodologie tradizionali di alcuni parti deteriorate quali ad esempio il tetto. Gli studi a carattere etnografico e storico compiuti da allora, permettono ora di arricchire con ulteriori spunti le visite.

Un approfondito esame della documentazione conservata nei vari archivi ha consentito di conoscere meglio il momento della nascita, le modalità di conduzione e di trasmissione dei masi mòcheni dai secoli XIII-XIV ad oggi.

Almeno fino all’Ottocento i masi hanno rappresentato il centro nevralgico non solo della vita delle varie generazioni che ne hanno ereditato o acquisito il possesso, ma anche dei Signori che hanno utilizzato questo istituto giuridico per esercitare il proprio controllo sul territorio e per ricavarne rendite e prestazioni di vario genere.

Ancora oggi permangono tracce significative di questa lunga eredità, sia a livello territoriale che a livello comunitario e famigliare. In ognuno di questi elementi emerge anche il carattere distintivo della comunità mòchena: la lingua.

Per questo, da adesso la visita al Filzerhof sarà arricchita da un apposito spazio dedicato proprio ad essa. Oltre agli elementi a carattere storico e geografico, il visitatore potrà avere elementi a carattere fonologico, toponomastico, grammaticale e naturalmente ascoltare dei brevi racconti. Si tratta di un’iniziativa a carattere fortemente innovativo per una realtà museale, proprio perché la lingua mòchena, pur seriamente minacciata, è però altrettanto viva e vivace.

Ai curatori Claudia Marchesoni, Tatiana Andreatta e Leo Toller, è riuscito anche di individuare la data di nascita del Filzerhof: 1324. In questa prima investitura il Signore del Castello di Pergine ha affidato l’incarico a Endrigo figlio del Tessitore di Fierozzo di … edificare et construere et terram dicti mansi fertilem reducere …. Nei documenti successivi al Trecento il maso prenderà il nome di Freidankhoff e a partire dall’Ottocento, appunto, di Filzerhof, cioè di lavoratore della lana e suo infeltrimento.

La mostra presso la sede dell’Istituto a Palù/Palai è aperta tutti i giorni dal 22 aprile al 4 novembre 2018, mentre il Filzerhof a Fierozzo/Vlarotz è visitabile durante i soliti orari di apertura estivi. Tutte le informazioni si trovano nel sito dell’Istituto culturale mòcheno/Bersntoler Kulturinsitut www.bersnolt.it.

Bersntoler Kulturinstitut / Istituto culturale mòcheno
Jorgar 67 I – 38050 Palù del Fersina/Palai en Bersntol (Tn)
Tel. +39 0461 550073