PAT * ESPERIENZA DELL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: PAROLA D’ORDINE, PERCORSI DI QUALITÀ

Il mondo della scuola e delle imprese a confronto, oggi all’Arcivescovile, in un dibattito a 360°. L’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro, parola d’ordine: percorsi di qualità.

“I numeri sono importanti, ma quello che conta è costruire esperienze di qualità”, con queste parole il governatore del Trentino, Ugo Rossi, ha aperto oggi un incontro dal titolo “La scuola trentina tra alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale”, organizzato dal Dipartimento della conoscenza.

L’appuntamento, finalizzato alla condivisione pubblica dei risultati raggiunti in tema di scuola-lavoro, ha visto confrontarsi studenti, docenti, imprenditori, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati in un dibattito aperto e costruttivo, su ciò che è stato fatto e su ciò che ancora resta da fare per considerare compiuta la riforma che ha previsto per legge l’alternanza nelle scuole di secondo grado.

“Non possiamo pianificare le attività di alternanza solo per adempiere a un obbligo normativo – ha detto il governatore – Il primo valore citato dalla Costituzione è il lavoro, è da esso infatti che scaturisce il concetto di cittadinanza. Aprire la scuola al lavoro è la sfida che ci vede tutti coinvolti: per questo chiediamo aiuto anche alle imprese”.

Sono numeri davvero interessanti quelli presentati oggi all’Arcivescovile di Trento, in occasione di un incontro pubblico dal titolo, “La scuola trentina tra alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale”, in cui insegnanti, imprenditori e studenti si sono confrontati su uno dei temi più attuali del mondo della scuola, quello dell’alternanza scuola-lavoro, in un momento in cui il mercato è in una fase di grande trasformazione.

L’entrata in vigore, due anni fa, dell’obbligo formativo dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole secondarie di secondo grado e nella formazione professionale ha di fatto sancito un rapporto più stretto tra scuola e impresa offrendo agli studenti occasioni importanti per sviluppare le proprie competenze in un contesto di realtà.

La mattinata di confronto è stata aperta dalla dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza, Livia Ferrario, che nell’illustrare i dati che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni, ha affermato: “Lavoro e istruzione sono i valori etici fondativi della nostra società. Ringrazio tutti coloro che si sono messi in sinergia per rendere strutturale questa riforma”.

Preziosi anche i contributi pervenuti dal mondo dell’imprenditoria. Giovanni Coletti, di Tama, ha affermato: “ Il 54% dei dipendenti delle mie aziende proviene da esperienze di “alternanza”. L’opportunità di ospitare studenti in alternanza è molto favorevole per l’azienda che in questo modo può conoscere il lavoratore e le sue potenzialità, ma lo è altrettanto per lo studente che ha la possibilità di farsi conoscere”.

Concordi anche gli altri imprenditori intervenuti al dibattito: Steno Fontanari – Coop. MPA Solutions, Massimo Zadra – Rustik Legno, Martina Barbieri – Hotel Montana. Tutti hanno condiviso la necessità di una sempre maggiore interlocuzione tra il mondo della scuola e quello dell’imprenditoria, affinché la formazione possa tenere in considerazione le esigenze del mercato del lavoro, anche per conciliare in maniera adeguata domanda e offerta. Stefano Fontanari, in particolare, ha sottolineato come gli studenti riescano a stupire per la propria capacità di lavorare in autonomia, mettendo in circolo idee nuove e intuizioni importanti.

A seguire si sono espressi gli studenti che hanno messo in evidenza come nelle esperienze di alternanza si possano sviluppare non solo competenze specifiche legate al proprio indirizzo di studi, ma anche competenze trasversali, soft skills, fondamentali per sapersi muovere nel mondo del lavoro e non solo.

Tra le richieste degli studenti intervenuti, tra cui il vicepresidente della Consulta, si è parlato della necessità di valorizzare maggiormente la coerenza tra i percorsi di studio e le esperienze in azienda. Il dibattito è poi proseguito parlando di internazionalizzazione dei percorsi, di valutazione e dell’importanza per i giovani di essere protagonisti in prima persona del proprio futuro.

I dati presentati nella mattinata hanno messo in evidenza che, in soli tre anni, il numero degli studenti dell’istruzione coinvolti in esperienze di scuola-lavoro è triplicato, passando dai 4.455 dell’anno scolastico 2015/2016 ai 12.643 dell’anno in corso; mentre, per la formazione professionale, già avvezza a questi tipi di scambio, gli studenti coinvolti in esperienze di scuola- lavoro sono passati da 2.052 a 2.964.

Nell’ anno scolastico 2016/2017 sono state 1.530.928 le ore totali di esperienze di questo tipo suddivise in 1.025.234 per l’istruzione e 505.964 per la formazione professionale: di queste 1.288.936 ore sono state svolte in tirocinio curriculare, l’esperienza più significativa di alternanza scuola-lavoro.

Elevato si rivela anche il numero di aziende coinvolte sul territorio provinciale: 2350 hanno ospitato gli studenti dell’istruzione, mentre sono 1.848 le aziende che hanno ospitato gli studenti della formazione professionale.

Questi numeri sono stati resi possibili da un lavoro di collaborazione intrapreso dalle scuole trentine con le aziende. A supporto delle scuole si sono rivelate molto utili le 20 convenzioni sottoscritte negli ultimi due anni dalla Provincia. Lo sforzo si è concentrato soprattutto nel diversificare la tipologia di aziende, enti e associazioni convenzionati per offrire agli studenti tirocini adeguati ed attinenti ai diversi percorsi scolastici intrapresi.

Già lo scorso anno la Provincia autonoma di Trento ha sottoscritto ben 13 convenzioni con altrettante aziende, alle quali si sono aggiunte ulteriori 7 convenzioni sottoscritte aziende nelle scorse settimane con ACLI Trentine, SAT, Fondazione Comunità Solidale, Arcidiocesi, Cooperativa Sociale Villa Sant’Ignazio, Muse e Museo degli Usi e Costumi di San Michele all’Adige.

Dalle testimonianze presenti all’incontro è emerso inoltre che notevoli passi in avanti sono stati fatti anche nel contesto dell’apprendistato duale, l’istituto che consente il conseguimento di un titolo di studio formale valorizzando, sia l’esperienza professionale diretta, sia la formazione presso l’istituzione formativa.

Dall’anno scolastico 2015/2016 il numero degli studenti che ha optato per questo tipo di percorso è aumentato da 6 a 44, così come il numero di aziende ospitanti è passato da 6 a 33.

La mattinata si è conclusa con l’auspicio di innalzare sempre più la qualità dei percorsi:“la nostra sfida – ha concluso il governatore Rossi – è quella di essere sempre più competitivi. Dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa e continuare a lavorare in sinergia per essere sempre più aperti alle sfide che il mercato ci porrà”.