PAT * EDUCAZIONE DI GENERE: ” NESSUN BOICOTTAGGIO MA LIBERA SCELTA DELLE SCUOLE E DELLE FAMIGLIE, LINEE GUIDA ADOTTATE IN ESECUZIONE DI UN ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO “

Le linee guida adottate in esecuzione di un ordine del giorno del Consiglio. Educazione di genere, nessun boicottaggio ma libera scelta delle scuole e delle famiglie

“In materia di educazione di genere e di contrasto alle discriminazioni la Provincia ha rispettato l’autonomia scolastica ma soprattutto la libera scelta delle famiglie e si è mossa anche a seguito di specifiche iniziative del Consiglio provinciale.

Nessuna ingerenza dunque ma solo la necessità di dare alle famiglie un’informazione completa sulle proposte formative”: il presidente Ugo Rossi risponde così ad alcuni articoli comparsi oggi sulla stampa locale.

L’11 giugno 2016 il Consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta ad adottare delle linee guida cui le istituzioni scolastiche devono attenersi a fronte di iniziative che tocchino temi quali l’identità sessuale o di genere.

Pertanto il 7 febbraio 2017, in esecuzione di quell’ordine del giorno votato dal Consiglio provinciale, è stata inviata ai dirigenti scolastici la circolare che aveva ad oggetto “Progetti ed iniziative riguardanti l’educazione di genere”.

La circolare aveva l’obiettivo di fornire indicazioni utili per la programmazione e la gestione delle relazioni con le famiglie, in particolare riconoscendo, come previsto dall’ordine del giorno, il ruolo educativo della famiglia.

Nel rispetto dell’autonomia scolastica la circolare invitava i dirigenti scolastici a dare alle famiglie una “preventiva e articolata” informazione sulle offerte formative. Sulla base di queste informazioni le famiglie avrebbero potuto in piena libertà decidere se aderire o meno ai progetti educativi proposti.

Il 24 marzo 2017, la Giunta provinciale ha approvato le “Linee guida rivolte al sistema educativo provinciale per il coinvolgimento delle famiglie in tema di contrasto alle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, identità sessuale o di genere” che contengono le medesime disposizioni.

Quelle realizzate quindi, sottolinea il presidente Ugo Rossi, non sono iniziative isolate o pretestuose; si tratta invece di precisi adempimenti conseguenti alla volontà dell’organo istituzionale che rappresenta tutta la comunità trentina, ovvero il Consiglio provinciale.