NURSING UP TRENTO *: AGGRESSIONI PERSONALE INFERMIERISTICO: ” IL SINDACATO ADERISCE ALL’INDAGINE OMS ‘ VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO NEL SETTORE SANITARIO ‘ “

Il sindacato Nursing up aderisce all’ indagine Oms ” Violenza nei luoghi di lavoro nei servizi del settore sanitario “. La problematica delle aggressioni al personale assistenziale e sanitario è ormai quotidianamente all’evidenza dei mass media nazionali, il fenomeno è preoccupante per la gravità delle conseguenze che ne derivano, con la costante crescita degli episodi, 1200 quelli ufficialmente denunciati all’Inal nell’ultimo anno, 7 su 10 riguardano le donne.

Negli ultimi mesi, il sindacato Nursing up si è fatto carico di rappresentare la problematica emergente presso le istituzioni nazionali e locali trentine (assessore alla salute, azienda sanitaria, consiglieri provinciali,ecc..), dove il fenomeno è in aumento non solo in sanità ma anche nell’ambito dell’assistenza sociale. Abbiamo presentato come sindacato un documento con tutta una serie di proposte per tutelare e preservare il benessere psicofiscio del dipendente in ambito lavorativo.

Alcuni primi passi sono stati compiuti dal Ministero della Salute con l’insediamento del “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Il Comitato, presieduto dal Ministro Giulia Grillo, è composto da rappresentanti dei ministeri della Salute, degli Interni, di Infrastrutture e Trasporti e delle Regioni e Province autonome.

In questi giorni poi il Consiglio dei Ministri, su indicazione del Ministro della salute Giulia Grillo, ha approvato definitivamente il disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’ambito dell’esercizio delle loro funzioni.

Il testo aveva già ricevuto il parere favorevole da parte della Conferenza Stato Regioni nei giorni scorsi, prevedendo nel contempo in caso di aggressione un aggravamento di pena tramite un’integrazione dell’art. 61 del codice penale che disciplina le circostanze aggravanti nei confronti di chi commette reati con violenza o minacce nei confronti degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.

Questi provvedimenti non sono certo sufficienti ad affrontare compiutamente la problematica, che deve essere soprattutto trattata in ambito organizzativo, ma dimostrano l’accresciuta sensibilità istituzionale, che deve però tradursi in altri atti concreti ed investimenti economici certi, volti ad affrontare a 360° il crescente fenomeno.

Il nostro obiettivo è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire l’odioso fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, organizzando dei momenti informativi con i dipendenti volti anche a diffondere le modalità di adesione all’indagine di fonte dell’ Oms ‘Violenza nei luoghi di lavoro nei servizi del settore sanitario’, e sottolineare quanto sia importante al momento portare all’attenzione le violenze, visto che la maggior parte degli episodi rimane sotto silenzio e riguardando per il 70-80% il personale femminile.

Durante i momenti informativi che organizzeremo si darà voce anche ai colleghi, che ci chiedono a gran voce di firmare un contratto di lavoro che finalmente riconosca i meriti degli infermieri e dei professionisti sanitari del comparto.

È giunto il momento per le categorie che rappresentiamo di mostrare la propria indignazione per il grave fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, nonché per il mancato riconoscimento economico, che non è ancora scattato a fronte delle numerose responsabilità civili e penali che gravano gli infermieri ed i professionisti sanitari del comparto.

I nostri professionisti sanitari, che contano circa 370mila unità in forze alla pubblica Amministrazione, di cui 3880 all’interno dell’azienda sanitaria di Trento, rimangono a tutt’oggi una delle categorie meno retribuite in relazione alla formazione universitaria necessaria per l’esercizio professionale (laurea, master, etc) ed alle conseguenti responsabilità di professionisti sanitari che meritano il dovuto riconoscimento, lavorando spesso in situazioni “critiche” e di “rischio” a causa del superlavoro dovuto anche alle carenze di dotazione organica.

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore Rsa Nursing up Trento