Muse Trento * Un codice per pensare: Si è conclusa ieri un’intensa giornata dedicata al coding e alla robotica educativa

Un codice per pensare. Si è conclusa al Muse un’intensa giornata dedicata al coding e alla robotica educativa. 134.547 eventi in tutto il mondo, 33.791 in Italia: ieri mercoledì 6 dicembre l’Ora del Codice è scoccata anche al Muse, dove per un’intera giornata più di 300 studenti, provenienti dal Trentino e da fuori regione, si sono potuti avvicinare in modo coinvolgente e inconsueto ai concetti di base della programmazione.

La “febbre del Codice” ha però saputo conquistare anche il pubblico più “tradizionale” del museo, fatto di famiglie, anziani, giovani e coppie che hanno avuto a disposizione, nelle sale del museo, un vero e proprio labirinto virtuale nel mondo reale da attraversare utilizzando dei QR code e delle istruzioni fornite dal proprio smartphone.

Le attività del Coding Day al Muse, sviluppate in collaborazione con Fbk, hanno avuto l’obiettivo di fornire strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per comprendere i principi base della programmazione e della robotica, con una forte attenzione ai risvolti pratici e alle ricadute che queste attività hanno nel nostro quotidiano.

Non accade di pensarci troppo spesso, ma molti degli oggetti che utilizziamo abitualmente e che riteniamo indispensabili come smartphone, tablet, videogiochi, persino elettrodomestici come la lavatrice o il forno a microonde, funzionano grazie a un codice informatico, a una sequenza ordinata di istruzioni. Una pervasività che immerge il coding in un contesto fortemente attuale e di grande appeal.

La robotica educativa è la naturale evoluzione del coding e non è importante soltanto per imparare a costruire o a usare i robot, ma anche per apprendere un metodo di ragionamento e sperimentazione. Promuove le attitudini creative degli studenti, la loro capacità di comunicazione, cooperazione e lavoro di gruppo.

Nelle attività di robotica le ragazze e i ragazzi sono continuamente chiamati a risolvere problemi. Ma cosa accade se si sbaglia? L’errore o il fallimento di un programma diventano in questa dimensione un utile momento di riflessione e verifica su cui fermarsi a riflettere per andare avanti. E’ dalla correzione stessa dell’errore che nascono idee e si impara meglio a risolvere i problemi. E’ proprio questo il contesto che ha visto la progettazione della attività coding e robotica al Muse nel 2017.

Come sottolinea David Tombolato, mediatore culturale del Muse e fra gli organizzatori del Coding Day: “Ogni prodotto tecnologico, robot incluso, è uno strumento. Quando un nuovo strumento viene messo a disposizione, è prima di tutto necessario interrogarsi con spirito critico su che cosa esso effettivamente sia, che cosa faccia, e come sia possibile sfruttarlo al meglio avendo però sempre in mente inclusività e benessere.

Sotto questa luce, l’educare al pensiero computazionale contribuisce ad alimentare il potenziale innovativo e sociale di una comunità”.