MELONI A ‘IL FOGLIO’ * “GOVERNO MAI COL PD E MAI COL M5S VOTARE DI MAIO È COME VOTARE LA RAGGI AL CUBO”

“Gli Asili nido gratuiti sono una proposta che fa già parte del programma di Fratelli d’Italia e grazie a noi anche del centrodestra. Nel nostro imponente piano a sostegno della natalità c’è anche la riduzione dell’Iva sui prodotti per la prima infanzia, che a una famiglia che guadagna mille euro al mese possono costare un terzo dello stipendio.

E attenzione, il tema non è che in Italia non si vogliono fare figli, ma che non si possono fare perché la precarietà del lavoro è un dramma. Lo strumento che proponiamo per dare stabilità alle famiglie è il “reddito bimbo”: assegno familiare di 400 euro al mese per i primi sei anni di vita di ogni minore a carico.

Questa è una cosa realizzabile, altre proposte no, come il reddito di cittadinanza dei grillini: 800 euro al mese per stare a casa. Vuol dire che Di Maio non sa che c’è gente che guadagna 800 euro al mese per lavorare 40 ore la settimana. Significa non conoscere il mercato del lavoro e non aver mai lavorato. Il futuro non è sussidi per tutti, ma più lavoro, perché il lavoro genera dignità”.

Lo dice in una intervista a il foglio il presidente di fratelli d’Italia e candidato presidente del consiglio, Giorgia Meloni.

“Votare Di Maio è votare una Raggi al cubo. I Cinque Stelle sono ridicoli. Virginia Raggi ha fatto un’iniziativa per smontare l’albero Spelacchio, tutta contenta, mentre il mondo le rideva dietro. Io mi vergogno per Roma. Il M5s dice che è stato un grande successo perché tutti ne hanno parlato? Vabbè, anche del mostro di Firenze se ne parlava, ma non vuol dire che fosse una bella cosa.

Pensano di stare in un reality show, dove per avere più successo dici una parolaccia o stai mezzo nudo.

Sono schifata da questo modo di gestire la capitale e dalla superficialità del M5s. Hanno speso 50 mila euro per ammazzare un albero: il boia più costoso della storia d’Italia. I Cinque Stelle sono dei fake, come Di Maio che ancora aspetta di andare in Russia con il pedalò”, spiega Meloni.

“I grillini sono pari alla sinistra di Renzi e uguali su tutte le questioni centrali, anche se adesso sull’immigrazione sono diventati tutti meloniani. Tre anni fa dicevo che il governo e la Libia si sarebbero dovuti mettere d’accordo, che sarebbe stato necessario un blocco navale e rimettere mano al trattato di Dublino.

Mi insultavano e mi davano della populista. Ora queste le cose le sostengono tutti. Durante la penultima legge di bilancio, io ho presentato un emendamento per equiparare la spesa delle cooperative per l’accoglienza agli immigrati a quella di una pensione sociale per gli italiani. Se lo stato ritiene che un anziano possa campare con 483 euro e l’immigrato con 1.120 c’è qualcosa che non va.

Il Pd ha detto no ma a farmi la guerra è stato il M5s: per liro un’anziana con la pensione sociale potrebbe avere la seconda o la terza casa. Anche sull’Europa non ci sono compatibilità, come dimostra il tentativo dei Cinque Stelle di entrare nell’Alde con Mario Monti.

Per questo al centrodestra ho proposto un patto anti-inciucio, che vale tanto per il M5s quanto per il Pd: io il governo con questi non ce lo faccio. Fratelli d’Italia è l’unico partito dell’arco costituzionale che in questa legislatura non s’è mai seduto a trattare con Renzi.

Gli altri, compresi i Cinque Stelle quando c’era da aggiustare la legge elettorale, si sono subito accomodati. I cittadini italiani devono sapere che i voti dati a Fratelli d’Italia non finiranno mai da un’altra parte”, conclude il leader di Fratelli d’Italia.